HANOI  JANE
  -  di Ennio Caretto
Corriere della Sera - 27 luglio 2005
 


Trent’anni fa si fece fotografare su una mitragliatrice Vietcong.
Ora dice: ci stiamo inimicando il mondo, parlerò al Paese

 w µJane Fonda sitting in the gun seat

Torna Hanoi Jane, contro la guerra in Iraq. La Fonda si lancia in un tour pacifista dell’America. Su un autobus


 


WASHINGTON - Più di trent’anni dopo la sua controversa campagna contro la guerra del Vietnam, Jane Fonda scende in campo contro la guerra dell’Iraq. A marzo, insieme con la figlia, con i reduci dal fronte iracheno e con i familiari dei caduti, l’attrice compirà un tour degli Stati Uniti su un autobus a benzina vegetale per sollecitare il disimpegno Usa da Bagdad. Lo ha annunciato ieri a Santa Fe, nel Nuovo Messico, alla presentazione dell’autobiografia My life so far (La mia vita sinora).
«Da mesi molti veterani chiedono che mi unisca al movimento pacifista» ha spiegato. «Era dal conflitto vietnamita che non prendevo posizione e ho deciso di uscire allo scoperto. Le polemiche sul Vietnam furono pesanti, ma sono eccitata all’idea di parlare al Paese».
Jane Fonda ha rifiutato di precisare il suo itinerario: «Non posso scendere nei particolari, ne sto discutendo con vari gruppi». Una delle ipotesi è un tour a segmenti nelle metropoli, dove l’opposizione alla guerra dell’Iraq è più radicata di quanto lo sia nelle province e le campagne: Los Angeles e San Francisco in California, New York e Boston nel Nord-Est, Chicago e Detroit nel Mid West, Atlanta e Miami nel profondo Sud, e via di seguito. Nonostante l’età, 65 anni, l’attrice sembra amare i viaggi in autobus: ne fece uno lo scorso settembre, «Rock the vote», con le star della musica americana, per indurre i giovani a votare, e ne sta facendo un altro per il suo libro.
        
Nel ’72, all’apice della guerra vietnamita, la Fonda si lasciò fotografare nel Nord Vietnam seduta su una mitragliera della contraerea vietcong, un incauto gesto che le costò il soprannome di «Hanoi Jane» e l’accusa di alto tradimento. La star fu costretta a chiedere scusa: «Era la cosa più orribile che potevo fare». Ancora oggi la Fonda è odiata per questo da molti veterani del Vietnam. Poche settimane fa un ex militare l’ha aggredita sputandole in faccia.
Quella foto, insieme con un’altra immagine dello stesso anno dove c’era anche il candidato democratico John Kerry, venne usata alle elezioni del 2004 dai repubblicani per portare voti al presidente Bush. Ma la passione politica dell’attrice è più forte del timore di commettere un altro errore: «Più il tempo trascorre e più la guerra dell’Iraq inimica il mondo all’America» sostiene.
Durante un’aggressiva conferenza a Vancouver in Canada lo scorso aprile l’attrice ha anticipato che cosa dirà nel tour a marzo. «Il conflitto mi spaventa - dichiarò allora Jane Fonda -. È difficile immaginare che possa concludersi bene per noi». Poi una critica che le ha di nuovo alienato parte del Paese: «Come possiamo chiamarci il mondo libero quando siamo così ignoranti della realtà e della storia?».

Ennio Caretto