Nel Mekong c'è un intrepido cacciatore
si chiama Oddera ed è di Savona

Savona - 25 marzo 1899 - Un valoroso cacciatore savonese.
Sino dal luglio dell'anno scorso ebbi occasione di intrattenere i lettori del Secolo XIX su Onorato Oddera, il cacciatore italiano, che a Saigon, in Cocincina (colonie francesi), seppe destare l'universale ammirazione per il coraggio ed il valore addimostrato alla caccia delle bestie feroci, facendo una vera strage di elefanti, di tigri, pantere, leoni, rinoceronti ecc. ecc.
I giornali Corriere di Saigon e il Mekong sono entusiasti di questo giovane italiano, la cui audacia rasenta l'incredibile; e nel Giornale ufficiale dell'Indo-Cina francese, n. 66, trovasi il decreto del Governatore generale, Paoni Doumer, con cui si affida al signor Onorato Oddera una missione di esploratore, nel bacino delle sorgenti Dong-Nai, allo scopo dì trovare una strada che congiunga praticamente i famosi altipiani del Lambiang con il Donai, avendo intenzione l'amministrazione superiore delle Colonie francesi, di costruire un Sanatorium sulle sommità del Lambiang, ove la temperatura è relativamente bassa.
Il Governatore generale ha accordato all'amministrazione generale del Bienhoa un credito di mille dollari per questa esplorazione, ed il Corriere di Saigon del 20 agosto 1898  num. 867 applaude al governo di aver scelto il nostro concittadino Onorato Oddera per questa missione tanto interessante quanto ardua e pericolosa.
E la fiducia nell'intrepido viaggiatore e nell'audace cacciatore non fu smentita! Il signor Oddera, essendo l'unico che parla il linguaggio dei Mois, da circa sei anni trovandosi in mezzo a quei selvaggi, che lo hanno soprannominato «il figlio del sole», ed avendo per lui rispetto e venerazione, potè compiere felicemente la sua missione, presentando al governatore generale di Saigon un primo tracciato della topografia di quei luoghi, di cui se ne mostrò soddisfatto e quindi riprendeva all'esplorazione con ingegneri governativi, facendo da interprete presso i Mois, onde poter effettuare il definitivo tracciamento della ferrovia, che si è compiuto in meno di quattro mesi.
A tal uopo il 15 dicembre 1898 la Camera dei Deputati della repubblica francese votava duecento milioni per la costruzione di detta ferrovia nella Cocincina francese, il cui progetto si deve all'ardimento, alla tenacia e al sapere d'un giovane italiano!
Ben lieto di poter dare questi appunti sul giovane e valoroso nostro concittadino, figlio dell'egregio amico Luigi Oddera di Rocchetta-Cairo, come già feci nel luglio scorso, così gli auguro che la nuova stagione delle caccie in quei paesi selvaggi, gli sia propizia e ritorni carico di nuovi allori.
Intanto mi è grato annunciare che le due grosse zampe dell'elefante ucciso l'anno scorso e che pesava circa 8500 chilogrammi, sono esposte, da vari giorni, nell'elegante negozio del cavalier Cesare Favari, sul Corso Principe Amedeo, le quali zampe, come ognuno potrà vedere, misurano una circonferenza di metri 1 e cent. 25 alla base. Nella stessa vetrina è anche esposto il ritratto del giovane e valoroso cacciatore signor Oddera e molti a Savona rammentano la maschia figura dell'ex collegiale di Savona, Varazze e Carcare, partito nel 1884 dalla nostra città per quei lontani paesi in cerca di fortuna ed ove ora sa tenere così alto e gloriosamente il buon nome e il valore italiano!
Ed auguriamoci di poterlo, fra non molto, salutare in patria, come ne ha speranza il di lui ottimo genitore!

Tratto da: (Cento anni de "Il Secolo XIX" - 1886-1986)