Venti anni di Guerra


1955/1963

L'impegno Americano

1964

Le prime operazioni

1965

Incursioni aeree

1966/1967

L'escalation
1968 L'offensiva del Tet
1969/1970 La Cambogia
1972 I grandi bombardamenti
1973/1974 Gli accordi di Parigi
1975 Il disimpegno americano


1955/1963: L’IMPEGNO AMERICANO

Nel 1955 Diem, ignorando gli accordi di Ginevra, rifiuta di partecipare alle elezioni nazionali del 16 luglio ed è appoggiato dagli Stati Uniti. Contemporaneamente Ho Chi Minh, mentre è a Mosca accetta l’aiuto sovietico dopo aver precedentemente negoziato a Pechino l’assistenza cinese.
Dal 1956 al 1963 si ha un susseguirsi di scontri fra il regime di Diem al sud e i vietminh al nord. Diem inizia la repressione dei sospetti vietminh e di altri dissidenti, i grossi proprietari terrieri vengono deferiti ai “tribunali del popolo”. I vietminh cominciano ad infiltrarsi nel Sud attraverso il “sentiero di Ho Chi Minh". Altri gruppi hanno il compit0 di far pervenire rifornimenti al Sud via mare.
Nel frattempo gli USA continuan0 a mandare aiuti al regime di Diem (nel 1962 il numero di consiglieri americani in Vietnam è aumentato da 700 a 12.000).
Si parla della cosiddetta "guerra speciale" in quanto gli americani continuano a mandare aiuti e ad addestrare i vietnamiti del Sud ma non partecipano ancora direttamente alle operazioni militari. Oltre ad un Vietnam del Nord comunista ed uno del Sud protetto dagli americani, esiste un terzo Vietnam: buddista con base ad Hue, il quale manifesta la sua contrarietà al regime di Diem a prevalenza cattolica.
L'8 maggio del 1963 i soldati e la polizia sud vietnamita sparano sui dimostranti buddisti ad Hue. Un monaco buddista si dà fuoco in segno di protesta. Sarà il primo di una lunga serie di suicidi da parte dei monaci.
Il 1 novembre del 1963 alcuni generali effettuano un colpo di stato contro Diem che viene assassinato (negli U.S.A. il 22 novembre viene assassinato J. F. Kennedy e gli succede L. Johnson).
L'impegno diretto americano nella guerra non inizia che nel 1964.


1964: LE PRIME OPERAZIONI                                                                              top delfile

Nel luglio 1964 iniziano le prime operazioni navali segrete sud vietnamite contro il Vietnam del nord.
Il 2 agosto le imbarcazioni nord vietnamite attaccano il MADDOX, un caccia torpediniere americano, nel Golfo del Tonchino. Gli aerei americani bombardano per la prima volta il Vietnam del Nord nello stesso mese. In America vengono concessi a L. Johnson poteri straordinari per agire nel sud-est asiatico. In ottobre si ha l'attacco alla base americana di Bien-Hoa da parte dei vietcong e l'anno si conclude con i bombardamenti degli alloggi americani a Saigon.
Johnson per il momento rifiuta la proposta di incursioni contro il Vietnam del Nord.


1965: INCURSIONI AEREE

Dopo ulteriori attacchi vietcong contro le installazioni americane Johnson autorizza le incursioni aeree contro il Nord.
Il 24 febbraio inizia l'operazione "Rolling Thunder" con un massiccio bombardamento del Vietnam del Nord (l'operazione si concluderà solo nel 1968).
L'8 marzo si effettua lo sbarco dei marines a Da-Nang: sono le prime truppe da combattimento americane a giungere in Vietnam.
In aprile si comincia a parlare di pace, ma senza risultati.
Verso la metà di giugno l'esercito del Sud aveva già perso il suoi migliori battaglioni mobili.
In luglio vengono inviati altri 44 battaglioni americani da aggiungere ai 18 già presenti.
In ottobre le forze americane sconfiggono i vietcong nella valle del la-Drang: e' il primo scontro di tipo convenzionale della guerra.
Nel 1965 si effettuano le prime distruzioni chimiche delle aree rurali e si crea il problema dei profughi (4 milioni di persone) che si rifugiano nelle periferie di grandi e piccole città (Saigon, Bien-Hoa, Da Nang) e sono preda di malattie quali dissenteria e malaria.
Il 25 dicembre Johnson ordina la sospensione dei bombardamenti sul Nord Vietnam, sperando di indurre i comunisti al negoziato.


1966/1967: L'ESCALATION                                                                                  top del file

Truppe Americane in Vietnam
Il 1966 e' caratterizzato dalle proteste buddiste a Hue e Da Nang contro il regime di Saigon comandato dal primo ministro Ky. Per abbattere il potere buddista nella regione e stabilire la sua influenza Ky, chiede aiuto agli americani per “liberare Da Nang" che secondo lui era in mano comunista, anche se ormai da un anno era presidiata dai marines statunitensi.
I buddisti, furenti per l'aiuto americano a Ky, denunciano gli Stati Uniti e scendono in corteo per le strade di Hue con scritte anti americane: la protesta viene quindi diretta contro gli Stati Uniti e le attività segrete condotte dalla C.I.A. nel Paese.
Ky aveva inoltre accusato i buddisti di essere infiltrati dai comunisti: in realtà i comunisti erano rimasti estranei ai disordini, anzi avevano perso una importante occasione strategica. Si assiste quindi ad una guerra civile che riguarda il Vietnam del sud: il 14 maggio le unità di Ky attaccano Da Nang e uccidono e feriscono centinaia di soldati e civili dissidenti.
Il 16 giugno Hue viene occupata dalle truppe di Ky e cessa la protesta, anche se continuano i suicidi dei monaci buddisti preceduti da atti di accusa verso Johnson, colpevole “dell’irresponsabile appoggio al regime di Saigon" e di essere il principale artefice della repressione.
In America comincia a delinearsi un movimento contrario alla guerra in Vietnam, sostenuto soprattutto dalle tremende immagini che quotidianamente i mass-media americani cominciano a diffondere tra il pubblico.
Nel 1967, mentre da un lato iniziano i primi timidi tentativi per avviare una trattativa, dall'altra si intensificano i combattimenti. Raramente si hanno scontri diretti, perché i comandanti nord vietnamiti si rendevano conto che uno scontro frontale non avrebbero potuto tenere testa alla potenza militare americana. Quindi preferiscono impegnarsi in azioni di tipo "mordi e fuggi", per poter mantenere l'iniziativa e scegliere il luogo favorevole allo scontro.
Foto: Larry Burrows (Life)Nel 1967 il numero dei soldati americani raggiunge le 500.000 unità (attualmente. 1989, l'esercito italiano è di circa 400.000 soldati). Il coinvolgimento nella guerra si profilava come una trappola: i soldati americani avrebbero accusato gravi perdite in una guerra che non erano preparati a combattere, in un paese assai poco cooperativo se non addirittura ostile. Secondo una stima ufficiale del Pentagono nel solo 1966 l'aviazione statunitense condusse 7.000 incursioni contro la rete stradale, 5.000 contro mezzi di comunicazione e più di 1.000 sui binari e sui depositi ferroviari del Nord, spesso bersagliando più volte lo stesso obbiettivo.
Uno degli scopi dell'operazione "Rolling Thunder", iniziata nel 1965, era quello di abbattere il morale dei leader di Hanoi e costringerli a sospendere l'offensiva al Sud; l'altro era quello di indebolire le forze da combattimento comuniste ostacolando l'afflusso di uomini e rifornimenti verso il Sud.
Nessuno di questi obiettivi venne neppure lontanamente conseguito. Le incursioni aeree non risultarono efficaci neppure contro l'infiltrazione nel Sud delle divisioni di combattimento nord vietnamite . Nonostante il continuo bombardamento sul sentiero di Ho Chi Minh, il tasso annuale di infiltrazione era aumentato, inoltre la maggior parte dei nord vietnamiti che morivano nel corso del trasferimento erano vittime della dissenteria e della malaria più che delle bombe americane .
Tutto il paese partecipava alla guerra: le squadre di lavoro composte da giovani donne effettuavano le riparazioni sulle linee stradali e ferroviarie, ingegneri costruivano e ricostruivano i ponti più volte distrutti o li rimpiazzavano con ponti galleggianti. I contadini spingevano per chilometri quintali di materiali su biciclette e chi non le aveva portava i rifornimenti caricati in coppie di ceste attaccate ad un bastone di bambù tenuto in equilibrio sulle spalle.
I nord vietnamiti svilupparono inoltre una delle più forti contraeree del mondo, che comprendeva 8.000 mitragliere antiaeree, oltre
200 batterie di missili terra-aria e un sofisticato sistema radar, il tutto di provenienza sovietica.
Per ripararsi dalle incursioni aeree le strade delle città erano disseminate di rifugi individuali simili a tombini, mentre in campagna i contadini scavavano complesse reti di tunnel e trincee che dai villaggi portavano in aperta campagna, in modo da poter coltivare il terreno fra un'incursione e l'altra.
Nel giugno 1967 Johnson autorizzò attacchi aerei ai depositi di petrolio di Hanoi e Haiphong. Anche se all'inizio ne risentirono le conseguenze, i nord vietnamiti non rimasero per questo privi di carburante, la maggior parte del quale era disperso in altre zone, sotto forma di piccoli depositi ben nascosti, e approfittarono ingegnosamente di queste incursioni per chiedere a Cina e Unione Sovietica ulteriori aiuti.


1968: L’OFFENSIVA DEL TET                                                                                top del file

Offensiva del TETII 31 gennaio i vietcong, violando una tregua concordata per tutta la durata del Tet, il Capodanno lunare, insorgono in più di cento città e centri abitati, compresa Saigon, spostando la guerra dall'ambiente rurale alle aree urbane sud vietnamite fino ad allora ritenute inespugnabili. I comunisti colpiscono Hoi An, Da Nang, Quin Hoa, città collinari come Ban Me Thuot, Kontum e Pleiku; colpiscono anche Da Lat, l’area montuosa che per tacito accordo era stata, fino ad allora, risparmiata dal conflitto.
Invadono 13 cittadine del popoloso delta del Mekong fra cui My Tho, Bemtre, Soctrung. In molte località sono sopraffatti dalla soverchiante forza militare americana e sud vietnamita, ma la località dove l'offensiva del Tet è più aspra, è la cittadella di Hue, che le unita comuniste occupano per 25 giorni dal 31gennaio al 24 febbraio.
A Hue i vietcong sono spietati: uccidono funzionari civili, ufficiali dell'esercito e tutti quelli che in qualche modo hanno a che fare con il regime sud vietnamita. Eliminano commercianti, ecclesiastici e intellettuali. Viene dato l'ordine di arrestare americani e cittadini stranieri ad eccezione dei francesi, forse perché il presidente De Gaulle aveva criticato pubblicamente la politica americana.
I comunisti sferrano il colpo più duro verso l'area di Saigon dove l'obiettivo è l'ambasciata americana, che viene assaltata all'alba del 31 gennaio con lo scopo di screditare l'America davanti all'opinione pubblica mondiale.
L'immagine più atroce pubblicata dai mass-media è quella del generale Loan, capo della polizia nazionale sud vietnamita (era il poliziotto crudele che aveva soffocato il movimento buddista a Hue nel '66) che appoggia la "sua pistola contro la testa di un prigioniero e schiaccia freddamente il grilletto. Il giorno dopo l'avvenimento sui giornali americani veniva riportata la fotografia di Loan che procede all'esecuzione sommaria del prigioniero vietcong.Disegno su cassetta munizioni
Questo e altri fatti, fra cui l'esecuzione di donne e bambini nei villaggi, spaccano in due l'opinione pubblica americana: una parte è giunta alla conclusione che gli Stati Uniti hanno commesso un grave errore nell’impegnarsi nella guerra del Vietnam, l'altra parte è composta da chi è favorevole ad una politica più decisa che porti alla fine del conflitto.
Il generale Westmoreland, capo delle forze di combattimento americane, aveva considerato l'offensiva del Tet come un disperato tentativo del nemico per evitare l'inevitabile disfatta, non diversamente dall'ultima battaglia tentata dai tedeschi nei giorni conclusivi della seconda guerra mondiale.
Gli obiettivi dei nord vietnamiti, per quanto riguardava il Tet erano molteplici: uno dei principali era quello di inserire un cuneo fra americani e sud vietnamiti, dimostrando che gli americani erano vulnerabili nonostante la loro immensa potenza (assalto all'ambasciata americana a Saigon). I nord vietnamiti speravano di battere il regime di Saigon e di promuovere un governo neutrale che estromettesse gli americani e avviasse il Vietnam sulla strada della riunificazione sotto il controllo comunista. Ritenevano inoltre che il presidente Johnson, di fronte alla confusione creata dall'offensiva del Tet, avrebbe interrotto i bombardamenti sul Vietnam del Nord. In realtà questi obiettivi non vennero raggiunti, a parte la sospensione parziale dei bombardamenti sul Nord (31 marzo).
Biglietto per il ritorno a casaAll’inizio di marzo il comando statunitense riferisce che circa 2.000 americani e 4.000 sud vietnamiti hanno perso la vita dall'inizio dell'offensiva del Tet. I servizi segreti di informazione americani calcolano che siano stati uccisi circa 50.000 soldati nemici. Negli Stati Uniti si organizzano ripetute commissioni di studio per decidere se inviare o no nuovi contingenti di truppe, come richiesto dal generale Westmoreland. In realtà c'è una forte diffidenza in tutti gli ambienti all’invio di unità militari terrestri in quanto "non vi è alcuna ragione di credere che sia possibile battere i comunisti con altri 200.000 soldati americani o il doppio e il triplo di tanto".
Il 20 marzo vengono inviati solo 13.500 soldati invece dei 200.000 richiesti da Westmoreland. Nel frattempo a Parigi da metà maggio sono in corso i colloqui fra diplomatici nord vietnamiti e la delegazione americana guidata da Harriman.
Il 5 giugno viene assassinato a Los Angeles il senatore Robert Kennedy, che aveva vinto le primarie in California ed era fautore di una conclusione della guerra nel Vietnam.
Il 5 novembre Nixon viene eletto presidente degli Stati Uniti e assegna a Kissinger l'incarico di consigliere per le sicurezza nazionale. Nixon si rende conto dell'impossibilità di una vittoria militare in Vietnam, ma nello stesso tempo non vuole diventare il primo presidente degli Stati Uniti che perde una guerra, per cui pensa di terrorizzare i nord vietnamiti minacciandoli di annientamento come aveva fatto il suo predecessore Eisenhower nella guerra di Corea, ipotizzando l'uso di armi nucleari se i negoziati non avessero fatto passi avanti.
Nixon valuta anche la possibilità di persuadere l'URSS e la Cina affinchè premano sul Nord Vietnam perché si pieghi a una soluzione accettabile.


1969/1970: LA CAMBOGIA                                                                                   top del file

Mentre si accresce il numero di partecipanti ai colloqui di Parigi, con l'inclusione dei rappresentanti di Saigon e dei Vietcong, il 18 marzo Nixon inizia in segreto il bombardamento della Cambogia.
La Cambogia, dopo aver conquistato l'indipendenza nel 1954, cercava di conservare la sua neutralità di fronte al conflitto vietnamita. Il principe Sihanouk inizialmente aveva chiesto la protezione americana ma, quando gli Stati Uniti entrano nel conflitto vietnamita, si sposta verso la Cina e successivamente rompe i rapporti con gli americani; inoltre prevedendo una vittoria comunista fornisce ai vietcong linee di rifornimento e basi operative nella zona d frontiera cambogiana, a patto che non venga colpito alcun cittadino cambogiano.
Nel 1969 inizia anche il processo di vietnamizzazione del conflitto, che consiste nel progressivo ritiro delle forze americane.
Nel mese di maggio gli americani combattono una delle più aspre battaglie della guerra per conquistare la montagna di Ap Bia, vicino al confine con il Laos. Ap Bia viene soprannominata "Hamburger-Hill" per l'alto numero di caduti statunitensi e venne ripresa dai nord vietnamiti un mese dopo la sua conquista.
Il 3 settembre 1969 muore Ho Chi Mihn ad Hanoi.
In ottobre novembre si susseguono massicce dimostrazioni pacifiste negli Stati Uniti, in seguito ai reportage sui 240 americani uccisi in una sola settimana di guerra e alle rivelazioni del massacro di My Lay avvenuto nel marzo del '68.
In dicembre il numero dei soldati americani viene ridotto di 60.000 unità.
All'inizio del 1970 circa 2/3 dei 225.000 comunisti regolari del sud sono soldati nord vietnamiti dislocati per rimpiazzare il grosso delle truppe vietcong eliminate durante il Tet.
Continua in quest'anno l'operazione Phoenix da parte della C.I.A. che consiste nell'infiltrare nella popolazione contadina funzionar! governativi, militari, civili per raccogliere informazioni e portare alla eliminazione dei quadri comunisti.
Ma i funzionari sud vietnamiti interessati solo al loro tornaconto, rubano parte degli aiuti americani stanziati per l’operazione e si fanno corrompere, in modo che la maggior parte dei sospetti vietcong può ricomprarsi la libertà.
Inoltre denunciano persone inoocenti e le arrestano allo scopo do gonfiare i fascicoli della polizia, torturano membri dei villaggi sulla base della semplice delazione dei vicini gelosi.
In primavera le forze americanee sud vietnamite attaccano i “santuari” comunisti in Cambogia. La Cambogia è in preda all’anarchia: bande rivali si dilaniano tra di loro, i vigilantesa cambogiani, organizzati dalla polizia e altri funzionari governativi, danno la caccia ai residenti vietnamiti tra cui anche donne e bambini.
I soldati nord vietnamiti, i viet cong ed i loro alleati khmer rossi (tribù delle montagne) spingono l’esercito cambogiano berso l’interno, mentre unità sud vietnamite penetrano segretamente al di là dei confini, accompagnate da consiglieri americani, nonostante un ordine del Pentagono proibisse agli americani di attraversare la frontiera.
Il 30 aprile 1970 Nixon rivela l’incursione in Cambogia mentre una forza di 20.000 uomini, appoggiata dall’aviazione americana, attacca le due basi principali nord vietnamitee vietcong in Cambogia.
Continuano e si intensificanole manifestazioni di protesta in tutti gli stati uniti, soprattutto nelle Università.
All’inizio dell’anno Kissinger aveva iniziato dei colloqui segreti con Le Duc Tho, rappresentante nord vietnamita.
Alla fine del 1970 il numero dei soldati americani presenti in Vietnam scende a 280.000.
1971 – L’ECCIDIO DI MY LAY
Il 1971 inizia con le incursioni nel Laos attraverso il sentiero di Ho Chi Minh da parte di forze sud vietnamite.
Il 29 marzo il tenente Calley viene dichiarato colpevole dell’assassinio premeditato dei civili sud vietnamiti a My Lay.
Il 3 ottobre Thieu viene rieletto presidente del Su Vietnam.


1972: I GRANDI BOMBARDAMENTI                                                                       top del file

Nel 1972 Nixon rivela i negoziati segreti di Kissinger. In marzo il Vietnam del Nord lancia un'offensiva nella zona smilitarizzata; in aprile Nixon autorizza il bombardamento delle aree circostanti Hanoi e Haiphong.
L'8 maggio Nixon annuncia la posa di mine nei porto di Haiphong e l'intensificazione del bombardamento sul Vietnam del nord.
Intanto le trattative di Parigi continuano fra alti e bassi. Thieu e' riluttante ad accettare l'accordo di cessate il fuoco per cui dopo tre anni di ricerca continua di accordi, fra Le Duc Tho e Van Thieu non si conclude nulla.
Il 1972 si conclude con una serie di bombardamenti americani su aree circostanti Hanoi e Haiphong, per la durata di undici giorni (operazione "Linebaker Two").
In quest'anno i nord vietnamiti, con le azioni condotte a Quang Tri, sulle colline del centro (Kontum) e nel delta del Mekong, perdono 50.000 unità, senza raggiungere l'obiettivo di distruggere l'esercito sud vietnamita e conquistare un controllo permanente sul territorio. Tuttavia in questo modo preparano il terreno per un accordo politico e creano le premesse per una futura offensiva.


1973/1974 - GLI ACCORDI DI PARIGI

Firma accordi di Parigi
Con il 1973 sembra finalmente cambiare qualcosa: il 27 gennaio vengono siglati ufficialmente a Parigi gli accordi per il cessate il fuoco, in vista di una soluzione politica irraggiungibile.
A differenza dell'accordo di Ginevra del 1954, che prevedeva il raggruppamento dell'esercito comunista nel nord del Paese, questo accordo ammette che sia le forze del nord che quelle del sud restino in tutte le regioni meridionali da loro controllate; in questo modo la situazione sarebbe esplosa in nuovi combattimenti.
All'inizio della tregua, il regime di Thieu è in condizioni relativamente solide: il suo esercito equipaggiato con armi americane riceve ancora aiuti dagli Stati Uniti e controlla il 75% del territorio del Sud Vietnam, ma Thieu è terrorizzato e considera l'armistizio come una "fase della guerra".
Il 29 marzo '73 le ultime truppe americane lasciano il Vietnam; il 1° aprile vengono rilasciati ad Hanoi gli ultimi prigionieri di guerra americani. Il 14 agosto gli Stati Uniti cessano i bombardamenti sulla Cambogia.
Nel gennaio del 1974 Thieu dichiara la ripresa della guerra. Continua l'invio di uomini e rifornimenti da parte comunista nel Sud dove anche le varie fazioni politiche e religiose attaccano Thieu. I milioni di profughi che si sono riversati nelle città per trovare sicurezza sono sopravvissuti ed hanno trovato una relativa agiatezza, mettendosi al servizio degli americani come segretarie, donne di servizio, tassisti, ma con la partenza degli americani tutti questi impieghi scompaiono ed il governo di Saigon non pensa ad arginare il problema creando una base industriale e commerciale per questa popolazione urbana.
Si assiste quindi al progressivo crollo dell'economia sud vietnamita, innescato anche dalla lievitazione dei prezzi, in conseguenza dell'embargo petrolifero arabo scatenato dalla guerra in Medio Oriente.
Il crollo dell'economia sud vietnamita ed il dilagare della corruzione erode il morale dell'esercito, che fino ad allora era stato alto (da un'indagine condotta nell'estate 1974 dagli americani, il 90% dei soldati non riceve salari e contributi sufficienti a mantenere le famiglie).
La moglie e gli amici di Thieu accumulano immense fortune con speculazioni fondiarie e altri generi di affari. In luglio la Corte suprema degli Stati Uniti condanna Nixon per l'affare Watergate; il 9 agosto Nixon si dimette e viene sostituito da Gerald Ford.


1975: IL DISIMPEGNO AMERICANO                                                                      top del file

Nel 1975 si ha un susseguirsi di azioni e avanzate comuniste che portano alla risoluzione del conflitto. I comunisti continuano gli attacchi iniziati nel dicembre del 1974 e si impadroniscono di un nodo strategico sulla strada n. 14 che attraversa una provincia montuosa (Phuoc Long), circa 110 km. a nord di Saigon.
Il 6 gennaio '75 i comunisti occupano Phuoc Long; l'11marzo occupano Banmethuot. In marzo cade anche Hue dopo cinque giorni di combattimenti; il 30 marzo i comunisti occupano Da Nang.
I cittadini si stipano negli aeroporti e sulle spiagge nel tentativo di fuggire; a migliaia prendono il mare; molti affogano, altri muoiono calpestati mentre cercano di fuggire sui pescherecci .
Il 17 aprile in Cambogia Phnom Penh cade nelle mani dei Khmer rossi.
Il 21 Aprile Thieu dà le dimissioni, i nord vietnamiti intanto occupano l'ultima linea difensiva sud vietnamita prima di Saigon.
Il 23 aprile Ford dichiara la fine della guerra, il 25 aprile Thieu lascia definitivamente il Vietnam.
Il 29 aprile inizia l'operazione "Opzione 4", il più vasto piano di evacuazione mediante elicotteri mai messo in atto. Nell'arco di diciotto ore prelevano 1.000 americani e 6.000 vietnamiti da Saigon.
Il 30 aprile i comunisti occupano Saigon decretando la caduta definitiva del regime sudvietnamita


I SEGNI DELLA GUERRA                                                 

A diversi anni dalla fine della guerra le tracce sono ancora ben vive.
La distruzione della Cittadella di Hue ha lasciato in piedi solo le fondamenta di questo che era il monumento più importante del paese. Sul colle delle Nuvole, la cui caduta ha provocato nel 1968 la caduta di Hue, sono ancora ben in vista bombe e bossoli, oltre alle rovine di un forte costruito dai francesi a difesa del passo.
La grande base aerea di Da Nang, con i suoi bunker per gli aerei, è visibile lungo la strada che porta alle montagne di marmo. Tutto intorno per le strade di Da Nang si vedono rottami di metallo, camion distrutti, carri armati, auto e quelle particolari lamiere traforate che servivano per la costruzione delle piste di rullaggio degli aerei: oggi la gente usa queste lamiere come argine per la terra degli orti fuori delle case.
Capiterà di vedere elmetti usati come secchi un po’ dovunque, i buchi delle bome riempiti d’acqua e i figli che gli americani hanno lasciato in tutto il Vietnam. La guerra qui è ancora cronaca e non è diventata ancora storia.

Tratto da: “Storia della Guerra del Viet Nam” di Stanley Karnow – RIZZOLI EDITORE © 1985


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