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Hanoi, 2 giugno
Venerdì sera, l’ambasciatore italiano in Viet Nam, S. E. Alfredo
Matacotta Cordella ha tenuto un ricevimento in occasione del
sessantesimo anniversario della Festa della Repubblica italiana (2
giugno 1946 – 2 giugno 2006), alla presenza del vice-primo ministro
permanente Nguyen Tan Dung.
Il vice-primo ministro nel suo discorso si è congratulato per la grande
giornata di festa del popolo italiano. Ha anche apprezzato la posizione
ed il ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione Europea e nel mondo e ha
espresso la propria soddisfazione in merito allo sviluppo incoraggiante
delle relazioni tra i due paesi, per quanto riguarda la politica,
l’economia e la cultura…
Il signor Dung ha ugualmente ringraziato il governo ed il popolo
italiano per la cooperazione e l’aiuto attivo destinato al Viet Nam e si
è augurato di vedere il popolo italiano continuare ad ottenere ulteriori
risultati nello sviluppo del proprio paese.
Per questa occasione, l’ambasciatore italiano in Viet Nam ed il
Ministero della Cultura e dell’Informazione hanno organizzato un
balletto da titolo “Carosello Italiano”, rappresentato dalla troupe di
balletto italiano Balletto Del Sud. Dopo la rappresentazione del 2
giugno a Hanoi, i ballerini italiani andranno a Ho Chi Minh-City per
un'altra serata, il 5 giugno.
A Ho Chi Minh-City, la somma raccolta durante la vendita dei biglietti
sarà riservata alle vittime dell'agente arancio (diossina).
In relazione all’agente arancio l’Ass. d’amicizia France Viet Nam ha in
corso un progetto di RIABILITAZIONE DI UNA DELLE ZONE PIÙ SEGNATE DALLO
SPARGIMENTO DEI DEFOGLIANTI: “CU CHI” HANNO RIVOLTO UN APPELLO ALLE
ASSOCIAZIONI DI AMICIZIA CON IL VIET NAM, EUROPEE, AFFINCHÉ
CONTRIBUISCANO CON UNA DONAZIONE.
In un successivo messaggio invieremo maggiori dettagli in merito.
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diossina
Composto chimico che presenta un anello formato da quattro atomi di
carbonio e due di ossigeno e che contiene due doppi legami.Nel
linguaggio comune il nome di diossina viene usato per indicare un suo
derivato, la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo- para-diossina, nota in chimica
con la sigla TCDD.
TCDD
in tossicologia, simbolo con cui viene comunemente (anche se
impropriamente) indicato un composto organico, la
2,3,7,8-tetracloro-dibenzo- para-diossina, o diossina, che si forma a
elevate temperature durante i processi di sintesi industriale di alcuni
fenoli alogenati, come l'esaclorofenolo o il triclorofenolo, adoperati
come antiparassitari o diserbanti. Il TCDD può anche essere generato
dalla combustione di vegetali irrorati con tali prodotti; è poi
accertata la possibilità che si produca TCDD nei forni di incenerimento
dei rifiuti solidi, quando si bruciano sostanze organiche contenenti
cloro (materie plastiche, in particolare PVC) e composti fenolici. Con
il suo omologo, esacloro-dibenzodiossina, rappresenta il composto più
tossico della serie dei cloroderivati della dibenzodiossina; la dose
letale media (DL50) è stata calcolata nella misura di 0,006 mg per chilo
di peso corporeo nella cavia e di 0,115 mg/kg nel coniglio. Mentre
nell'animale di laboratorio la diossina produce effetti letali dopo
settimane e persino mesi dall'esposizione a una singola dose, in alcune
specie di pesci, per esempio il salmone, risulta il più delle volte
letale in seguito a contatto per 24 ore. Quanto all'uomo, nonostante la
vasta eco suscitata negli ambienti scientifici internazionali dalla
disastrosa fuoruscita di gas, contenente diossina in altissima quantità,
verificatasi a Seveso nel luglio 1976, non è possibile definire, al
momento attuale, le concentrazioni massime tollerabili e i limiti di
pericolosità della contaminazione. In genere, si considera contaminato
un terreno o un qualsiasi materiale in cui la diossina sia contenuta in
quantità superiori a 0,01 parti per milione. La sintomatologia
dell'intossicazione acuta da TCDD non sembra differire da quella dei
fenoli clorurati: stanchezza, anoressia, nausea, disturbi
gastroenterici, ipotensione, alterazioni a carico del sistema nervoso
centrale, disturbi del ritmo cardiaco. Caratteristica appare invece la
tossicità della diossina a concentrazioni subletali: comuni sono la
eloracne, l'ipertricosi, l'alopecia, i disturbi della funzionalità
epatica e renale, le alterazioni dell'udito e della sensibilità
olfattiva, le neuriti periferiche, le disfunzioni tiroidee, la
diminuzione della libido e della capacità riproduttiva, l'aumento degli
aborti spontanei. Non vi sono dubbi, inoltre, che la diossina
rappresenti il più potente veleno teratogeno conosciuto. La capacità di
provocare malformazioni neonatali, per lo più al palato, al cervello, al
fegato e al rene, è stata osservata in diverse specie animali. La
terapia dell'intossicazione acuta da diossina si basa su provvedimenti
di carattere sintomatico e sull'eliminazione intestinale del tossico.
Molte incertezze rimangono circa i metodi e le possibilità di
decontaminazione ambientale.
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