Il Sole 24 ore - 18 ottobre 2005
Hanoi prepara il primo Viet bond in dollari
di Morya Longo
 

Se John Kennedy e Lyndon Johnson fossero ancora vivi, oggi tirerebbero un sospiro di sollievo.

Il Vietnam, quel Paese che nella logica della Guerra Fredda combatterono con tutte le loro forze negli anni ' 60, oggi si prepara a lanciare il suo primo prestito obbligazionario sui mercati internazionali.  A trent'anni esatti dalla fine della "sporca guerra" ( era il 1975 e alla casa Bianca sedeva ormai Richard Nixon) il Paese dei Viet Cong prepara il lancio del primo " Viet Bond". Denominato — ironia della storia— proprio nella valuta del loro ex nemico: il dollaro Usa.

Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg, il Paese del sud est asiatico nell'arco del prossimo mese lancerà infatti un'emissione obbligazionaria da 500 milioni di dollari con scadenza decennale. A curare l'operazione non sarà però una banca americana. Ma neanche un'istituto asiatico: il sole bookrunner sarà il gruppo svizzero Credit Suisse First Boston.

A prescindere da chi accompagnerà Hanoi sui mercati internazionali, l'operazione porta con sé un messaggio storico molto forte: il Paese che dal 1961 al 1975 ha resistito a una guerra con la prima potenza mondiale, oggi si affaccia sui più moderni mercati finanziari internazionali. Il Paese che ha abbracciato il comunismo sotto la guida del leader Ho Chi Minh, oggi mette un piede nell'espressione più avanzata del capitalismo. Con la speranza che questo sia solo il primo passo.

Il Paese, in realtà, di passi avanti ne ha già fatti. L'economia marcia a ritmi serrati: quest'anno il Governo ha infatti stimato una crescita economica dell' 8%. Non solo: il rating che il Vietnam ha ottenuto da Moody's ( Ba3), pur essendo speculativo, è migliore dei voti che possono sfoggiare alcuni Stati vicini come Indonesia e Filippine. E l'anno prossimo il Governo ha l'obiettivo di aderire all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Così ora il Paese ha deciso di fare il grande " salto": quello sull'arena dei mercati finanziari internazionali.

L'obiettivo è chiaro: aprire una "porta" importante che potrà essere varcata in futuro anche dalle aziende vietnamite. Sebbene il motivo contingente dell'emissione obbligazionaria sia quello di finanziare il cantiere navale della società statale Vietnam Shipbuilding Industry Corp, la reale intenzione è di creare un punto di riferimento proprio per le aziende locali che in futuro vorranno lanciare obbligazioni sui mercati internazionali. Senza avere un benchmark statale, infatti, è molto difficile emettere obbligazioni per una società privata. Ebbene: ora anche società come la Vietnam Oil Gas Corp potranno raccogliere fondi sfruttando il mercato dei capitali. Sfruttando il dollaro. E gli investitori di quel Paese che, per oltre un decennio, è stato il nemico numero uno.