Il "baseball" nuova arma dei Veterani del Viet Nam

I veterani al Vietnam: scontriamoci di nuovo ma stavolta a baseball.

Gli ex combattenti Usa, in segno di riconciliazione,
finanziano la nascita di un campionato nel paese asiatico.


La vietnamizzazione del baseball. Il Veterans Memorial Fund, l'associazione americana che raccoglie i veterani della guerra del Vietnam, da anni porta avanti il processo di riconciliazione fra i due paesi.

Si è occupato di orfani, risarcimenti, ricostruzione e sminamenti.

Ora, con un progetto che ha l'ambizione della dottrina Nixon (quando si voleva rafforzare l'esercito sudvietnamita tanto da fargli vincere la guerra da solo), è passato allo sport: finanziando la creazione di una lega di baseball, gioco amatissimo dagli americani, ma  assolutamente sconosciuto in Vietnam.

Ad introdurre il gioco nel paese è stato chiamato l'unico professionista del campionato americano d'origine vietnamita: Danny Graves, trentaduenne "pitcher" (lanciatore) del Cleveland Indians. Figlio di un ex funzionario dell'ambasciata americana e di una donna vietnamita, aveva lasciato il paese trent'anni fa, fuggendo in elicottero con la famiglia alla vigilia della caduta di Saigon.

Al suo primo ritorno in patria, Graves ha capitanato, fra la curiosità generale, una partita «conoscitiva» giocata ad Hanoi a metà gennaio. Poi ha consegnato a una scuola gli equipaggiamenti donati da alcune squadre americane e selezionato i primi cento aspiranti giocatori fra 750 studenti.


Il baseball, è stato detto quel giorno, può essere più potente dei B-52 nel mantenere la pace.
Peccato non averci pensato prima a trasformare i campi di battaglia in campi da gioco.