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La Cina e
il Vietnam nell’agenda vaticana
Avvenire Venerdì 19/01/2007
Oggi e domani un vertice sui rapporti con
Pechino Il 25 in visita dal Papa il primo ministro di Hanoi.
Gli appuntamenti confermati ieri da padre Lombardi testimoniano la grande
attenzione del Pontefice per l’Asia.
da Roma Salvatore Mazza
Se ne parlava da alcuni giorni. Prima solo "voci" poi le prime
indiscrezioni. E ieri, finalmente, l'annuncio ufficiale: l'incontro in
Vaticano sulla Cina «è confermato». A presiederlo, ha dichiarato ieri il
direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi, sarà il
cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone. Vi prenderanno parte, da
oggi a domani, i capi dei dicasteri della Curia romana e il cardinale
Joseph Zen Ze-kiun, vescovo di Hong Kong. Benedetto XVI «non partecipa
alla riunione, anche se probabilmente saluterà i partecipanti», ha
precisato Lombardi, aggiungendo che il prossimo 25 gennaio il Papa
riceverà in udienza il primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dung, «che ha
chiesto di essere ricevuto in Vaticano». Tan Dung sarà il primo leader del
Vietnam unificato a varcare il Portone di Bronzo per una visita che
potrebbe preludere a un passo decisivo verso la normalizzazione dei
rapporti tra la Santa Sede e il Vietnam.
Le prime indiscrezioni riguardo alla riunione sulla Cina erano venute
dall'agenzia AsiaNews. Nell'agenda dell'incontro, aperto ieri sera da una
cena nel Collegio Santa Marta in Vaticano, secondo l'agenzia missionaria
al centro non c'è tanto la questione dei rapporti diplomatici, ma «la
situazione che si è prodotta con le tre ordinazioni episcopali illecite
avvenute durante il 2006». Esse infatti «sono avvenute in un momento di
distensione, preceduti da una serie di segnali positivi del governo
cinese, disposto a voler ricostruire i rapporti diplomatici». «Né va
dimenticato il fatto - aggiunge AsiaNews - che ormai le ordinazioni
episcopali procedevano secondo un accordo non scritto fra governo e Santa
Sede, come nel caso delle ordinazioni di Suzhou, Shanghai, Xian, Wanxian,
Shenyang». Le ordinazioni "illecite" di Kunming (30 aprile), Anhui (3
maggio) e Xuzhou (30 novembre) «sono invece avvenute con un intervento
molto pesante dell'Associazione Patriottica (Ap) e del Ministero degli
affari religiosi». All'incontro saranno presenti, oltre alle persone già
citate, anche «diverse personalità legate alla missione verso la Cina»
come il cardinale Paul Shan, vescovo emerito di Kaohsiung (Taiwan), e
monsignor José Lai Hung-Seng, vescovo di Macao. Da Hong Kong sono arrivati
anche anche monsignor John Tong, vescovo ausiliare, e il dottor Anthony
Lam, esperto dell'Holy Spirit Study Centre, il centro diocesano di
teologia e di documentazione sulla Cina. Al termine dell'incontro, sabato,
sarà diffuso un comunicato sui lavori. In ogni caso, sempre secondo la
stessa agenzia, «è probabile che nell'incontro vaticano... tutti (questi)
problemi... verranno solo abbozzati. Un fatto certo, confermato da
personalità vicine all'incontro, è il varo di una Commissione permanente
per affrontare il dossier Cina».
Non certo di minor rilievo è poi, come detto, l'altra notizia confermata
ieri da Padre Lombardi, ossia l'incontro in Vaticano tra Papa Ratzinger e
il primo ministro vietnamita. Una "prima volta" che arriva al termine di
un quasi ventennale cammino, "ufficialmente" avviato, tra mille problemi,
nell'autunno del 1988 dalla missione in Vietnam del cardinale Roger
Etchegaray, all'epoca presidente della pontificia Commissione Iustitia et
Pax e di Cor Unum, che era accompagnato dall'allora sottosegretario della
Seconda Sezione della Segreteria di Stato, monsignor Claudio Celli. Due
anni fa, tra il 27 giugno e il 2 luglio 2005, s'era recata in Vaticano per
"colloqui" una commissione governativa, e in tale occasione era stato
formulato «l'auspicio che si avanzi rapidamente» verso la
«normalizzazione» dei rapporti. Nel novembre 2005, per l'erezione della
nuova diocesi di Ba Ria, l'allora prefetto della Congregazione per
l'evangelizzazione dei popoli, il cardinale Crescenzio Sepe, incontrò ad
Hanoi il vice primo ministro vietnamita Vu Khoan. Nel corso della visita,
il porporato poté anche ordinare 57 nuovi sacerdoti. |