LA GROTTA
PIÙ GRANDE DEL MONDO

La Hang Son Doong, nel Vietnam, ha una giungla interna ed è talmente vasta che potrebbe entrarci un isolato di grattacieli di 40 piani. Fotografie di Carsten Peter

Una colonna gigantesca avvolta da una concrezione di carbonato di calcio troneggia sugli esploratori immersi nelle acque di Hang Ken, una delle 20 grotte scoperte l’anno scorso in Vietnam.

Nell'aprile del 2009 un'équipe anglo-vietnamita ha cominciato a esplorare Hang Son Doong, la "grotta del fiume montano", scoprendo che sotto la foresta pluviale al confine tra Vietnam e Laos si sviluppa una galleria calcarea lunga più di 4 km e in alcuni punti alta più di 180 metri, scavata da un fiume sotterraneo fra due e cinque milioni di anni fa.
Le spedizioni effettuate in questa zona dal 1990 hanno portato alla scoperta di oltre 150 grotte e al rilevamento di oltre 140 km di gallerie.
Il testo integrale dell'articolo è su National Geographic di Gennaio 2011.

Uno speleologo si arrampica verso un’apertura nella volta di Loong Con, una grotta poco distante.


Questo tratto illuminato di Hang Son Doong - forse la galleria orizzontale più vasta al mondo -
potrebbe contenere un isolato lungo un chilometro di grattacieli di 40 piani.
 

Una giungla nella grotta? Il crollo di una porzione di volta ha portato la luce dentro Hang Son Doong, permettendo la crescita della vegetazione. Qui “Sweeny” Sewell torna in superficie mentre altri speleologi esplorano il fondo.
 

La foschia avvolge le alture del Parco nazionale Phong Nha-Ke Bang, 857,5 km2 di area protetta dal 2001 per salvaguardare uno dei sistemi di grotte più vasti dell’Asia. Durante la guerra i soldati nordvietnamiti cercavano riparo nelle grotte durante i raid aerei americani.   Oggi i crateri lasciati dalle bombe fungono da peschiere.

Inoltrandosi sottoterra, i membri della spedizione arrivano alla Hang En, una grotta scavata dal Fiume Rao Thuong. Snodandosi verso una serie di pozze durante la stagione arida, il fiume può sollevarsi di quasi un centinaio di metri durante la stagione delle piogge, coprendo le rocce attraversate dagli speleologi.

La volta della grotta si restringe nel mezzo della Hang En mentre gli speleologi si inoltrano in una zona scavata da millenni di inondazioni. Il fiume torna brevemente in superficie per poi rituffarsi nella Hang Son Doong dopo qualche chilometro.

Come una cascata pietrificata, una formazione calcarea colorata dalle alghe interrompe il percorso degli speleologi vicino all'uscita della Hang En.

Massi scivolosi coperti di muschio e un precipizio di una decina di metri mettono alla prova l’autore Mark Jenkins all’ingresso di Hang Son Doong. «Queste grotte sono invisibili finché non ce le si trova di fronte», dice.

Laddove arriva la luce dall’alto, nelle sale di Hang Son Doong sboccia la vita, creando un mondo ben diverso da quello spoglio, angusto e buio a cui sono abituati gli speleologi. Sopra, felci e altre piante colonizzano le vasche. Nella giungla che cresce sotto le doline gli esploratori hanno visto scimmie, serpenti e uccelli.

A Hang Son Doong, vicino al Giardino dell’Edam, le vasche asciutte sono piene di rare perle di grotta grandi come biglie. Questa collezione insolitamente ricca di sfere di pietra si è formata goccia a goccia nei secoli con l’accumularsi di cristalli di calcite lasciati dall’acqua intorno a granelli di sabbia che via via si sono ingranditi.

Deb e Howard Limbert guidano il gruppo nel paesaggio scolpito dall’acqua di Hang Son Doong. L’acqua ricca di calcite che trabocca dalle vasche forma terrazzamenti ricoperti di alghe.

Come un castello incantato, una formazione rocciosa brilla sotto una dolina di Hang Son Doong. Un temporale ha appena riempito la pozza, segnalando che la stagione delle esplorazioni stava per finire.

Una delle sfide più impegnative per la spedizione è stato quello di superare la Grande Muraglia del Vietnam: così è stata chiamata l'enorme concrezione di carbonato di calcio che bloccava il passaggio nelle viscere della Hang Son Doong. Qui "Sweeny" Sewell e Howard Clarke cercano di ancorare dei chiodi alla roccia scivolosa per scalarla. Una volta superata la muraglia, gli speleologi hanno trovato un altro ingresso della grotta.

Sewell mentre scala la Grande Muraglia del Vietnam. La striscia bianca in basso alla sua destra segna il punto raggiunto dall'acqua durante la stagione delle piogge.


"Sembrava il rombo di un treno in corsa”, dice "Sweeny" Sewell descrivendo il rumore che ha udito un attimo prima che una cascata irrompesse nella Hang Son Doong attraverso una dolina, un seguito a uno dei rari acquazzoni della stagione secca. Gli speleologi hanno avuto paura di annegare? "Forse si, se fosse stata una grotta più piccola”, dice il capo spedizione Howard Limbert, "ma non qui".

Nella stagione secca, che va da novembre ad aprile, è possibile esplorare Hang Ken e le sue pozze poco profonde senza pericoli. Ma con i monsoni il fiume sotterraneo si gonfia e inonda le gallerie, rendendo la grotta inaccessibile.

Uno speleologo scende con la corda nella grotta Hang Loong Con. Scoperta nel 2010, si pensava che potesse essere collegata con l'enorme Hang Son Doong.

Fasci di luce dalla superficie illuminano le stalagmiti sul fondo della Hang Loong Con. Gli speleologi hanno ribattezzato queste formazioni il "Giardino dei Cactus”.

Vi auguriamo nel nuovo anno del GATTO NUOVO di METALLO 2011
tanta salute, felicità e successo.

Nguyen Van Danh - National Geographic Italia - GENNAIO 2011