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RIMINI - I primi 400.000 dollari sono già pronti. Certo, questi soldi
non potranno mai risarcire quello che è stato, ma è sicuramente un modo
per chiedere scusa. Già perché oggi, 35 anni dopo la fine della guerra
in Vietnam, gli Stati Uniti tornano in quel Paese per bonificarlo dalle
mine antiuomo. Quelle stesse mine che proprio gli americani nascosero a
tradimento sotto il terreno e le coltivazioni di poverissimi contadini.
Una volta che i campi - oggi ovviamente inagibili - saranno liberati, ci
si pianteranno alberi di cacao.
OBIETTIVO CACAO
- «Mines to Chocolate» in Vietnam (tradotto suona
«cioccolata al posto delle bombe») è l’ultimo progetto dell’
infaticabile associazione umanitaria americana Roots of Peace.
Sono loro che dal 1997 ad oggi hanno sminato i campi traditori di mezzo
mondo: una per una, hanno scovato e neutralizzato 100.000 mine.
Dall’Afghanistan all’Angola, dall’Iraq alla Croazia. Un’enormità, se si
pensa a quanto sia difficile eliminarne anche solo una di mina. Un po’
deprimente invece, quando ti dicono che in questo momento nel pianeta
sono celate dove meno te l’aspetti qualcosa come 70 milioni di mine. La
cosa bella di Roots of Peace è che ha dato un futuro alle popolazioni:
al posto delle mine spuntano piantine di tè, vigneti, patate E adesso,
il Vietnam con la cioccolata. Il clima è adatto. I terreni quelli
giusti.
LA VERA GUERRA - «Quando si spengono i riflettori su un conflitto,
comincia la vera guerra. Quarant’anni dopo l'intervento militare in
Vietnam, i vietnamiti del 2000 muoiono o rimangono brutalmente mutilati
tutti i giorni a causa delle mine. Sono soprattutto i bambini che magari
non sanno neanche della guerra di 40 anni fa le vittime più frequenti.
Tanto è vero che adesso nelle scuole è stata introdotto un insegnamento
ad hoc. La gente poi muore di fame perché non può lavorare la terra»”,
scuote la testa Flavia Taggiasco, la responsabile europea di R.o.P: in
questi giorni è a Squisito di San Patrignano, la rassegna delle
eccellenze gastronomiche e delle esperienze umanitarie più significative
- per presentare gli ultimi risultati.
Nella vita di tutti i giorni Flavia è una giornalista, è stata fino
all’anno scorso a capo della Cnn Italia, adesso è capo redattore a
Matrix. “Ero in Croazia per la Cnn e ho raccontato la storia di un
bracciante – ricorda -. Aveva la terra, ma non la poteva
coltivare e dare da mangiare alla sua famiglia. Preso dalla disperazione
un giorno ha cercato di scoprire se c’era almeno una porzione sicura, è
morto dilaniato. Da quel giorno ho deciso di impegnarmi in questa
battaglia contro le mine».
TERRENO INFESTATO - Ma cosa troveranno gli americani in Vietnam 35 anni
dopo? «Il 20% del paese è ancora contaminato – dice Taggiasco –. Roots
of Peace sminerà e pianterà cacao nella provincia di Binh Phuoc. Sarà il
primo progetto pilota poi si continuerà fino al 2012 in altre aree del
paese, specialmente in quella centrale di Quang Tri che è una delle più
ferite: l’80% del territorio è infestato da queste armi di distruzione
lenta di massa. La cosa orribile è che le mine sono ideate non tanto per
uccidere il nemico, ma proprio per infliggere dolore e disperazione per
i decenni a venire e per far male anche a tanti bambini che in quel
momento ancora non neanche nati» .
I PROGETTI NEL MONDO - A Roots of Peace sorridono quando chiedi quali
saranno i prossimi progetti. In americano si dice: «This is the only
business where you hope to go out of business», ovvero è l’unico lavoro
dove speri di rimanere senza lavoro. Ma non è così. Intanto oggi
l’associazione americana è uno dei partner internazionali di Good Goods,
il circuito che riunisce tutte le realtà, in giro per il mondo, che sono
riuscite in un’impresa che sembrava impossibile (ma più che altro
pericolosa): sostituire le coltivazioni di oppio e coca con i sani
prodotti della terra: cacao e caffè come è successo per esempio in
alcune regioni della Colombia, frutta, zafferano come stanno facendo in
Afghanistan. Ora cercano spazio tutti insieme all’interno del mercato e
nei canali commerciali: è per questo che si sono messi in vetrina in
questi giorni a Squisito a San Patrignano. Fra due anni, grazie agli
Usa, con loro ci sarà anche la cioccolata del Vietnam.
Daniela Camboni - Corriere
della Sera - 03 maggio 2010
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