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Vietnam: l'emergenza più grave è ancora la più elementare, ovvero il cibo.
I bambini malnutriti sono il 36% (il 51,5% nell'85). E di questo si occupa
il Centro di Nutrizione infantile di Ho Chi Minh City, fondato nell'89 e
sostenuto dal Cesvi, associazione italiana di solidarietà mondiale.
"Quando un bimbo arriva da noi", dice la dottoressa Nguyen Thi Kim Hung,
direttrice della struttura, "misuriamo peso e altezza, per stabilirne il
grado di malnutrizione. Una delle conseguenze, infatti, è la bassa
statura.
Rispetto a 50 anni fa, l'altezza media vietnamita è la stessa: allora era
di 10 cm superiore rispetto a quella dei giapponesi, oggi è inferiore di
due. E poi c'è la compromissione delle facoltà intellettive, aggravato
dall'anemia che colpisce il 53% delle donne, danneggiando il cervello dei
feti.
La carenza più tragica? Quella di vitamina A: provoca quattromila nuovi
casi di cecità all'anno". Per questo il Centro ha messo a punto una
ventina di integratori alimentari, e ne sta studiando altri per donne
incinte e neonati. Alcuni sono a base di spirulina, alga ad alto contenuto
di proteine, carboidrati, minerali e vitamine. Il prodotto di maggior
successo è l'Enalac I, una miscela di riso, soia, sesamo, patata dolce e
spirulina in polvere solubile; 250 grammi forniscono mille calorie. I
prodotti si vendono alla farmacia del Centro, che li regala ai più poveri.
Inoltre, vengono esportati in Corea del Nord.
Il paradosso è che, in Vietnam, oggi c'è cibo sufficiente per tutti. Il
nemico è l'ignoranza. "Il valore del latte materno è sconosciuto: a un
mese dalla nascita, è sostituito con latte di soia, a bassissimo contenuto
di grassi", dice Hung. "I piccoli mangiano solo 2-3 volte al giorno. Della
carne e della verdura, bevono il brodo. Se poi si ammalano, le madri danno
loro ancora meno cibo".
Lo sviluppo del Centro è stato imponente: dal '90 all'ottobre '99, le
visite annue sono passate da 11.919 a 92.748; la produzione di
integratori, da 1,57 a 799,628 tonnellate; quella di alga spirulina, da
59,7 chili nel 1990 a 216 nel 1998. Ma molto resta da fare.
Chi vuole contribuire può chiamare il Cesvi: telefono 800.036.036 oppure
035.243.990.
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