Ha mangiato un’arancia mentre lo stavano operando!
(di Mario Pappagallo - fotografie di Mario Pelosi)

È accaduto all'ospedale di Marino a un uomo operato d'ernia. Ancora più clamoroso a Genova il caso di una donna gravemente ammalata al fegato: il delicatissimo intervento chirurgico é durato sei ore e lei, grazie agli aghi dello specialista vietnamita, é rimasta sempre sveglia ma non ha sentito dolore

UNA TECNICA CHE HA 4.000 ANNI

Marino (Roma). L'agopuntore professor NguyenTai Thu (a sinistra) e il chirurgo professor Giordani accanto all'uomo che dovrá essere operato di ernia. Nguyen Tai Thu, cinquantadue anni, é uno dei massimi esperti di agopuntura del mondo: nella sua carriera ha effettuato tredicimila interventi di anestesia mediante agopuntura in sessanta patologie differenti. "Nel Vietnam", dice Tai Thu, "l'agopuntura si pratica regolarmente da quattromila anni".
(Domenica del Corriere - 19 marzo 1983 - pag.16)

 

"Non sentivo alcun dolore, avevo soltanto la sensazione di esscre toccata». Santina Carvati, 41 anni, affetta da una grave malattia al fegato (cirrosi postnecrotica), ha avuto per circa sei ore nel suo addome le mani dei chimrghi, vivendo da sveglia tutte le fasi di un intervento senza avvertire il benché minimo dolore".
II «miracolo», se così si puó chiamare, lo ha compiuto un agopuntore vietnamita, il professor Nguyen Tai Thu, direttore dell'lstituto di agopuntura del Vietnam e vice-presidente dell'Associazione di agopuntura del suo Paese.
In giro per l'Italia per una serie di conferenze Nguyen Tai Thu era venuto a conoscenza dei gravi problemi anestesiologici della paziente del professor Erminio Cariati, direttore della Clinica di Chirurgia Toracica dell'Universitá di Genova, e si era subito dichiarato disponibile a usare, per la prima volta in Europa, l'effetto anestetico dell'agopuntura in un intervento così delicato come quello a cui la donna doveva essere sottoposta, risparmiando a lei e al suo fegato malato l'azione tossica degli anestetici.

Mentre per la «medicina occidentale» si è trattato di un evento eccezionale, la stessa cosa non si può dire per la medicina vietnamita che da quattromila anni ha nell'agopuntura uno dei suoi cardini fondamentali. Lo stesso professor Tai Thu, nella sua vita di agopuntore, ha già effettuato con la sua equipe oltre tredicimila interventi di anestesia mediante agopuntura, in almeno sessanta patologie differenti

                                                                                         Roma. Marzo 1983
Ne parliamo con lui nel corso del suo soggiorno romano, seconda tappa del suo tour di conferenze in Italia, poco prima di un incontro con una cooperativa di tossicodipendenti nella sede del Comitato nazionale Italia-Vietnam.
"Per noi" spiega il cinquantaduenne medico vietnamita "l'agopuntura fa parte della medicina "ufficiale" e insieme con l'uso delle piante medicinali costituisce uno dei cardini della nostra tradizione medica. Cardine che abbiamo recuperato appieno soltanto quando se ne sono andati gli americani. Nel Vietnam del Sud, infatti, la medicina tradizionale era stata abolita a favore di quella che potremmo definire "occidentale". Ma ora, finalmente, la nostra "tradizionale scienza medica" ha potuto ritrovare una giusta collocazione nel sistema sanitario vietnamita. Collocazione, debbo dire, che aveva da oltre quattromila anni".


Parliamo dell'uso dell' agopuntura come anestetico. Quali sono le sue applicazioni più comuni?
«In Vietnam ho effettuato oltre 13 mila interventi di anestesia mediante agopuntura in operazioni che rappresentavano tutto l'arco della chirurgia. Tra gli interventi più specifici vanno ricordati quelli in odontoiatria, dove si possono estrarre denti senza l'uso di farmaci più o meno tossici e senza avvertire alcun dolore. Non bisogna dimenticare poi gli interventi di chirurgia durante il periodo di guerra, tutti effettuati con l'uso di aghi come anestetico. Interventi che andavano dalla chirurgia ortopedica, addominale e toracica agli interventi di neurochirurgia. Tutto sommato, si può affermare che l'agopuntura può essere utilizzata come anestetico in qualsiasi tipo di intervento chirurgico, dal più semplice al più complesso, divenendo particolarmente utile se non indispensabile in alcuni casi particolari».

Per esempio?
"Per esempio per le persone anziane che sopporterebbero a malapena gli effetti collaterali degli anestetici: per le persone con un organismo debilitato, come la paziente di Genova che era al limite del coma epatico e, ancora, quando esistono chiare controindicazioni all’uso dei farmaci anestetici come nei soggetti allergici. Importante è anche l'uso dell'agopuntura negli interventi di breve durata, in cui la somministrazione degli anestetici della medicina occidentale comporta sempre un periodo di incoscienza più lungo dell'intervento".

Quali sono i vantaggi dell'anestesia mediante agopuntura?
"Molti. Innanzitutto l'uso degli aghi evita al paziente i postumi di un'anestesia da farmaci e favorisce una sua più rapida ripresa. Ricordiamoci, infatti, che una volta tolti gli aghi il paziente potrebbe anche andarsene con le sue gambe dalla sala operatoria, se ciò ovviamente fosse compatibile con il tipo di intervento subito. L'anestesia mediante agopuntura, inoltre, non ha limite di durata: cessa solo quando vengono tolti gli aghi. Questo ci permette di evitare altri due inconvenienti tipici dell'anestesia da farmaci: quello di dover far "dormire" il paziente anche dopo che l'operazione è terminata, fin quando cioè non vengono meno gli effetti sedativi dei farmaci; e quello di dover stare attenti ai tempi di anestesia in interventi di lunga durata. Con l'agopuntura questi problemi non si presentano perché l’effetto anestetico permane finché vi sono gli aghi in azione. Il paziente, fra l'altro, può seguire da sveglio tutte le fasi dell'intervento come se non fosse lui l'operato. "Un ultimo importante vantaggio da sottolineare" prosegue il professor Tai Thu "è quello dell'economicità della pratica dell'agopuntura. Non c'è bisogno, infatti, di particolari e moderne attrezzature per poterla eseguire e la si può mettere in pratica dovunque e in ogni condizione. Si possono in questo modo effettuare interventi di agopuntura, a scopi sia anestetici, sia curativi, in qualsiasi posto, anche lontano dai centri medici più attrezzati. L'uso degli aghi e delle piante medicinali ci permette, quindi, una medicina, curativa e preventiva, economica e di facile applicazione. Una medicina, inoltre, che è efficace dovunque, nei centri specializzati come in campagna o nei boschi, senza distinzioni".

Sull’onda del successo di Genova ci siamo finora soffermati soprattutto sugli effetti anestetici dell’agopuntura in chirurgia, ma in Vietnam questa pratica viene utilizzata anche, se non principalmente, come terapia. Quali sono le malattie comuni guaribili con questa tecnica?
"Tutte le malattie di natura psicosomatica: paralisi, afasia, sordomutismo, cefalee, coliche eccetera. L'importante è che vi sia una causa psichica. Ottimi risultati li abbiamo anche ottenuti nel controllo di alterazioni metaboliche. Noi, per esempio, curiamo l'obesità agendo esclusivamente sul metabolismo del paziente, che dimagrisce senza doversi sottoporre a sacrifici di alcun genere. Molto importanti sono poi i risultati ottenuti per la disintossicazione dei tossicodipendenti: con 1'agopuntura e con la volontà di smettere ci si può disintossicare senza problemi".

È difficile divenire agopuntori in Vietnam?
"Esiste una scuola di specializzazione, naturalmente. Anche se la pratica dell'agopuntura si comincia ad apprendere negli ultimi tre anni degli studi medici, una volta "laureati" in medicina, per divenire agopuntori bisogna seguire un corso di specializzazione per un altro biennio. Terminato il corso si è, almeno in teoria, agopuntori. L'acquisizione di una particolare abilità dipende però tutta dalla volontà di riuscire e dalla pratica. Io e i miei colleghi di équipe, per esempio, esercitiamo l'agopuntura da oltre vent'anni, e ciò, abbinato a un impegno costante, è fondamentale per essere dei buoni agopuntori".
   ( Mario Pappagallo)