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Della musica vietnamita si conosce assai poco in Italia. Sono infatti
rari gli studi nella nostra lingua e incisioni che ne presentino la
forte identità e la ricca varietà.
Che essa riveli affinità sonore e terminologiche con la musica cinese e
di altri vicini paesi asiatici - in particolare India, Corea e Giappone
- è fatto ormai acquisito, mentre non altrettanto note sono la sua
specificità e la sue peculiarità, che affondano le radici in tempi
remoti.
La millenaria unità del Viet Nam e la sua ricchezza culturale trovano
splendida e adeguata espressione nel panorama musicale tradizionale. I
vietnamiti hanno saputo, nel corso del tempo, assimilare, sintetizzare e
adeguare al patrimonio locale sia gli apporti provenienti dal contatto
con culture straniere, sia quelli derivati dalla molteplicità delle
etnie presenti sul territorio.
Questo costante processo ha dato origine a musica improntata a
semplicità, eleganza e rigore, frutto di creatività, pratica selettiva e
sorprendente intuizione tecnica. Una musica preservata nel corso di una
storia nazionale movimentata e ancora oggi divulgata. Intento di questa
rassegna è presentare il variegato paradigma di questa antica
tradizione.
Musica popolare, improvvisata e spontanea, legata alla quotidianità:
Ca Trù, eseguito sin dall'Anno Mille nella regione
settentrionale dalle cantatrici; Hat Chèo, canto di
intrattenimento tipico del teatro popolare; Hàt Châu
Van, musica rituale a vocazione ipnotica;
Ðòn Ca Tài Tù, musica rituale e da camera, tipica della regione
meridionale.
Musica etnica che fa ricorso a strumenti e notazioni peculiari,
rappresentata dai Cong Tay Nguyen, gong degli altipiani
centrali.
Musica d'arte: Nhà Nhac - oggi patrimonio mondiale
dell'umanità - in uso presso la Corte dei sovrani di Hue, antica
capitale imperiale, con la sua straordinaria tecnica esecutiva e un
delizioso corollario scenografico e coreografico. |