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Trent’anni fa si fece fotografare su una
mitragliatrice Vietcong.
Ora dice: ci stiamo inimicando il mondo, parlerò al Paese
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µJane Fonda sitting in the gun seat
Torna Hanoi Jane, contro la guerra in Iraq. La Fonda si lancia in un tour
pacifista dell’America. Su un autobus
WASHINGTON - Più di trent’anni dopo la sua controversa campagna contro la
guerra del Vietnam, Jane Fonda scende in campo contro la guerra dell’Iraq.
A marzo, insieme con la figlia, con i reduci dal fronte iracheno e con i
familiari dei caduti, l’attrice compirà un tour degli Stati Uniti su un
autobus a benzina vegetale per sollecitare il disimpegno Usa da Bagdad. Lo
ha annunciato ieri a Santa Fe, nel Nuovo Messico, alla presentazione
dell’autobiografia My life so far (La mia vita sinora).
«Da mesi molti veterani chiedono che mi unisca al movimento pacifista» ha
spiegato. «Era dal conflitto vietnamita che non prendevo posizione e ho
deciso di uscire allo scoperto. Le polemiche sul Vietnam furono pesanti,
ma sono eccitata all’idea di parlare al Paese».
Jane Fonda ha rifiutato di precisare il suo itinerario: «Non posso
scendere nei particolari, ne sto discutendo con vari gruppi». Una delle
ipotesi è un tour a segmenti nelle metropoli, dove l’opposizione alla
guerra dell’Iraq è più radicata di quanto lo sia nelle province e le
campagne: Los Angeles e San Francisco in California, New York e Boston nel
Nord-Est, Chicago e Detroit nel Mid West, Atlanta e Miami nel profondo
Sud, e via di seguito. Nonostante l’età, 65 anni, l’attrice sembra amare i
viaggi in autobus: ne fece uno lo scorso settembre, «Rock the vote», con
le star della musica americana, per indurre i giovani a votare, e ne sta
facendo un altro per il suo libro.

Nel ’72, all’apice della guerra vietnamita, la Fonda si lasciò fotografare
nel Nord Vietnam seduta su una mitragliera della contraerea vietcong, un
incauto gesto che le costò il soprannome di «Hanoi Jane» e l’accusa di
alto tradimento. La star fu costretta a chiedere scusa: «Era la cosa più
orribile che potevo fare». Ancora oggi la Fonda è odiata per questo da
molti veterani del Vietnam. Poche settimane fa un ex militare l’ha
aggredita sputandole in faccia.
Quella foto, insieme con un’altra immagine dello stesso anno dove c’era
anche il candidato democratico John Kerry, venne usata alle elezioni del
2004 dai repubblicani per portare voti al presidente Bush. Ma la passione
politica dell’attrice è più forte del timore di commettere un altro
errore: «Più il tempo trascorre e più la guerra dell’Iraq inimica il mondo
all’America» sostiene.
Durante un’aggressiva conferenza a Vancouver in Canada lo scorso aprile
l’attrice ha anticipato che cosa dirà nel tour a marzo. «Il conflitto mi
spaventa - dichiarò allora Jane Fonda -. È difficile immaginare che possa
concludersi bene per noi». Poi una critica che le ha di nuovo alienato
parte del Paese: «Come possiamo chiamarci il mondo libero quando siamo
così ignoranti della realtà e della storia?».
Ennio Caretto
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