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ROMA - In 54 Paesi del mondo č ancora in vigore la pena capitale.
Il numero č in calo (erano 60 nel 2004 e 61 nel 2003). Ma resta alta la
cifra delle esecuzioni compiute: 5.494 nel 2005 (poco meno delle 5.530
del 2004). Di questi 54 Paesi, 43 sono dittature o regimi illiberali
(98,7 per cento delle esecuzioni), gli altri 11 sono democrazie.
Sono i dati del rapporto 2006
dell'organizzazione «Nessuno Tocchi Caino» sulla pena di morte,
presentato ieri, che fa il punto sulle esecuzioni nel mondo e conferma
una tendenza alla diminuzione negli ultimi dieci anni. Il rapporto
registra che 11 dei giustiziati nel 2005 erano minorenni (8 in Iran, 2
in Sudan e 1 in Pakistan).
I Paesi totalmente abolizionisti sono 142; di questi, 90 sono totalmente
abolizionisti e 37 non eseguono sentenze capitali da oltre 10 anni.
Alcuni Stati (Autoritą Palestinese, Libia, Iraq, Guinea Equatoriale,
Botwana, Connecticut negli Usa) hanno ripreso a praticare la pena di
morte dopo anni di sospensione.
In testa per numero di esecuzioni si conferma la Cina (almeno 5 mila;
non si escludono che siano state 10 mila); seguono - ma le cifre sono
tutte sottostimate, in molti Stati la questione č top secret - Iran
(113), Arabia Saudita (90), Corea del Nord (75), Pakistan (42), Vietnam
(27), Giordania (15), Mongolia, Uganda e Singapore (8), Kuwait e Yemen
(7), Uzbekistan (2).
Gli Usa segnano un calo del 39 per cento rispetto al 1999, anno record
con 98 esecuzioni. Fra l'altro, i sondaggi americani rilevano inoltre
che si sta riducendo il favore della popolazione nei confronti della
pena capitale.
Una curiositą riguarda il reclutamento del boia: nel 2005, la ricerca
dell'esecutore materiale in alcuni casi ha impedito o ritardato
l'esecuzione. Corriere
della Sera - 22 luglio 2006 - RAPPORTO 2006 DI "NESSUNO TOCCHI CAINO" |