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Pedofilia, la legge oltre i confini. I pedofili con
passaporto italiano in giro per il mondo, dove la fame, la miseria e il
degrado permettevano loro di commettere impunemente il reato forse più
odioso che si possa compiere, ora sanno che la giustizia italiana potrà
perseguirli anche a migliaia di chilometri di distanza.
Giorgio Sampec è, infatti, il primo cittadino italiano condannato (a 14
anni) per reati sessuali su minori commessi all'estero, in base alla
legge 269 del 1998, in gran parte concepita con la collaborazione di
Ecpat-ltalia (onlus), un network internazionale presente in 67 Paesi,
che lotta contro la pedofilia, la pedopornografia e lo sfruttamento
sessuale.
L'approvazione di questa legge, insieme con quella del febbraio del
2006, rappresenta uno dei più importanti risultati che l'associazione
può vantare. La vera novità, rispetto alle norme del passato, sta
nell'aver cancellato il principio di extraterritorialità, che consentiva
la certezza dell'impunità a chi usava violenza su bambini in Paesi
lontani, dove legislazioni deboli o non applicate permettevano ai
pedofili di farla franca.
Oggi, invece, nessuno può sentirsi più sicuro, perché, non appena si
viene scoperti, in qualsiasi parte del mondo, la magistratura
italiana, in base alla legge, può intraprendere l'azione giudiziaria,
fino a dare luogo al processo in contumacia.
Purtroppo, sottolineano all'Ecpat, manca ancora una vero e proprio
coordinamento internazionale, soprattutto con le forze di polizia di
molti Paesi asiatici, dove il fenomeno del «turismo sessuale» dei
pedofili, alimenta un'economia fondata su corruzioni e connivenze.
www.ecpat.it
(fonte: Venerdì di Repubblica - 30 marzo 2007)
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