Pangasio, finto merluzzo
Il Secolo XIX 18 aprile 2009
 


Noi italiani lo chiamiamo pangasio, loro, i vietnamiti, lo chiamano `catfish´, cioè pesce gatto.
Lo dividono in due taglie «tra» e «vasa», ma soprattutto lo esportano in tutto il mondo e sempre più intensamente anche in Italia: nel 2008 ben 142 tonnellate, nei primi tre mesi del 2009 già 110 tonnellate. Queste cifre preoccupano tutti quelli che in Italia denunciano grandi dubbi sulle qualità nutrizionali e sulle caratteristiche organolettiche di un prodotto nato dalle acque del Mekong (un fiume non proprio limpidissimo) e servito spesso nelle mense scolastiche (a volte spacciandolo per merluzzo nostrano). Il pangasio è stato protagonista oggi a Slow Fish in una conferenza alla quale hanno preso parte rappresentanti della ristorazione collettiva e dove l’avvocato difensore del catfish è stato Tran Thanh Hai, consigliere economico dell’ambasciata del Vietnam in Italia.
«La storia di questo pesce è fatta di contrasti tra verità e paure - ha affermato -.
I timori dei genitori italiani derivano da motivi fuorvianti o da cattiva informazione, che porta ad emarginare il cibo straniero. La verità è che da sempre in Vietnam consumiamo il pangasio pescato alle foci del Mekong e che lo esportiamo in tutto il mondo, in oltre 130 Paesi, superando senza problemi tutti i controlli internazionali. Recentemente in Egitto i media hanno avviato una campagna anti-pangasio, tanto da costringere le autorità a vietare l’importazione di questo pesce, un divieto che è ben presto caduto perché le accuse erano senza fondamento». «Da qualche tempo - ha proseguito il funzionario vietnamita -alleviamo il catfish in stagni o piccoli laghi, in modo tale da non utilizzare le acque del Mekong, non pulitissime, e valorizzare al meglio le sue proprietà nutritive».
Alle contestazioni generali sull’opportunità di far arrivare dal Vietnam fino alle mense italiane un pesce che non garantisce alti livelli per la nutrizione, il consigliere dell’Ambasciata ha risposto con ironia: ‘’ che dire allora dei motorini italiani che hanno invaso le strade di Hanoi?’’.


Pangasio, un pesce gatto che nutre poco
Il pangasio (Pangasius hypophtalmus) è un pesce di acqua dolce della Famiglia dei pesci gatto, allevato in Vietnam, soprattutto nel bacino del fiume Mekong.

Viene commercializzato in filetti privi di spine, di peso variabile tra i 120 e i 250 grammi decongelati o congelati e glassati, spesso trattati con l’aggiunta di E 451, cioè sodio o potassio tripolifosfato, allo scopo di trattenere l’acqua soprattutto all’atto dello scongelamento. I risultati di una ricerca dell’Inran (Istituto nazionale ricerca per gli alimenti e la nutrizione) sulla sua composizione chimico-nutrizionale mostrano una presenza elevata di acqua (80%) a fronte di valori assai modesti per proteine ed acidi grassi salubri.
In un confronto con la trota, pesce di acqua dolce come il pangasio, l’apporto di proteine per 100 gr di prodotto è pari al 13% circa nel pangasio contro il 18% nella trota. Per i pesci di acqua salata il valore medio si aggira attorno al 20%.

Per quanto riguarda i polinsaturi totali (acidi grassi salubri), il pangasio ne contiene dal 12 al 18%, la trota dal 30 al 35%. Gli Omega3, in particolare, quanto mai importanti per l’accrescimento, risultano fra il 2,58 e il 6,69% per il pangasio contro il 30,55/35,73% della trota. Per i pesci di acqua salata il valore sale fino al 30%
http://blog.nutritionvalley.it/nutrizion/pangasio-50-persone-intossicate-in-una-mensa/
 


Pangasio: 50 persone intossicate in una mensa.
Proprio pochissimi giorni fa ricevo un’email da una mia paziente che era allarmata riguardo il consumo del pesce pangasio. Una trasmissione televisiva, alcuni giornali e sempre più siti in internet hanno preso di punta il povero pangasio, ed ora tutti ce l’hanno con lui.

Ho fatto anch’io le dovute ricerche e non ho mai letto una frase come quella che ho inserito nel titolo del post: “Pangasio: 50 persone intossicate in una mensa.”

Consiglio a tutti di leggere questo articolo, con cui vorrei invitarvi a riflettere e mi vorrei rivolgere soprattutto a chi di nutrizione se ne intende e mi auguro che chi ha motivazioni documentate commenti questo post e magari mi faccia una bella critica se ho commesso qualche errore grossolano.

A chi non fosse al corrente della storia che il pangasio sta vivendo in questo periodo, consiglio di fare una bella ricerca su internet, si accorgerà che molti dicono la stessa cosa, ma che pochi sanno quello che stanno dicendo.

Ma veniamo al dunque e passiamo direttamente al sodo. Le critiche che sono state mosse contro questo pesce sono le seguenti:
1. Ha scarso valore nutrizionale
2. Ha un contenuto di acqua elevato
3. Contiene E451
4. Ha molto sodio
5. Ha una scarsa quota proteica
6. E’ ricco di acidi grassi saturi e provoca malattie cardiovascolari
7. E’ sconsigliato dai nutrizionisti.
8. E’ pieno di inquinanti ed è pericoloso il suo consumo.

Ho riportato le accuse principali, le altre non le ho messe, tanto sono tutte simili tra loro e ricollegabili. Ora inizierò ad analizzare uno per uno i punti e mi domando da do ve derivi tanta ignoranza.

Punto 1: Ha scarso valore nutrizionale.
E’ un pesce che ha un valore energetico che oscilla tra le 62 e le 90 kcal, con una media di 71kcal ogni 100g. Una quota calorica bassissima, anche in confronto a tutti gli altri pesci. E’ un alimento che contiene pochissimi grassi e po’ essere tranquillamente consumato in qualsiasi tipo di dieta.


Punto 2: Ha un contenuto di acqua elevato
Trovatemi un alimento ipocalorico che abbia un basso contenuto in acqua (e che sia composto da proteine e grassi) e penso che vincereste il nobel. Il motivo per ci c’è molta acqua è dovuto al fatto che di solito quando viene commercializzato al pangasio viene aggiunto un additivo: l’E451, che contiene sodio e che quindi trattiene acqua.

Punto 3: Contiene E451
Questo a mio avviso è l’unico difetto degno di nota del pangasio. L’E451 è un emulsionante che contiene fosfati e sodio. Deriva dagli additivi alimentari a base di fosfati. Normalmente viene utilizzato dall’industria alimentare per rendere più voluminosi gli alimenti, infatti molto spesso si trova nei formaggini, ma è contenuto anche in insaccati e altri formaggi e prodotti inscatolati. Questo è l’unico punto a suo sfavore, comunque mangiare formaggini, o insaccati non è meglio che consumare pangasio, inoltre questi a differenza del pangasio sono molto più nocivi per la nostra salute, in quanto contengono elevate quantità di acidi grassi saturi.

Punto 4: Contiene molto sodio
Il non bassissimo contenuto di sodio di questo pesce è dovuto principalmente al conservante: l’E451, che contiene sodio; lo stesso sodio che provoca la ritenzione di acqua e rende questo pesce così tenero. Il pangasio ha un contenuto di sodio che va da un minimo di 297 mg/100g ad un massimo di 595 mg/100g.
Il comune tonno sott’olio che tutti consumano troppo spesso a mio avviso (il tonno se andiamo avanti così tra poco si estingue) ha un contenuto di sodio medio di 700 mg/100g per il pinna gialla al naturale, mentre il tonno rosso sott’olio ne contiene ben 1670 mg/100g.
In quanto a sodio il pangasio batte di gran lunga il tonno e ci tengo a precisare che il pangasio non è a rischio estinzione e si può allevare, il tonno no.

Punto 5: Ha una scarsa quota proteica
Il contenuto proteico medio del pangasio è di 13,6g/100g di parte edibile. Un valore di tutto rispetto tenendo conto del modestissimo apporto calorico che possiede questo pesce. Il baccalà ne ha 15g/100g di parte edibile, altri pesci ne contengono molte di più: il tonno maggiore di 20g, però il tonno sott’olio ad esempio ha un valore energetico triplo rispetto a quello del pangasio. Per quanto riguarda il discorso proteico quindi il pangasio è un ottima scelta alimentare.

Punto 6: E’ ricco di acidi grassi saturi e provoca malattie cardiovascolari
Ci vuole coraggio ad affermare frasi del genere. Il contenuto medio dei lipidi è di 1,84g/100g, questo equivale a dire che ha un contenuto in grassi come quello del latte parzialmente scremato. Il contenuto in acidi grassi saturi è del 41-48% degli acidi grassi totali, cioè meno di 0,8g/100g. Per quanto riguarda il discorso omega-3, non tutti i pesci ne sono ricchi, anzi quelli che ne sono ricchi sono una piccola percentuale. Inoltre tutti i pesci di allevamento hanno un contenuto maggiore in acidi grassi totali e saturi, quindi è un fatto assolutamente normale. Il caciocavallo ad esempio ha 24,6g/100g di acidi grassi saturi (il bel paese e la groviera tra i 18 e i 20!), il che significa che servono 3kg di pangasio per raggiungere l’apporto in grassi saturi derivato dal consumo di 100g di caciocavallo. Invidio il coraggio di chi afferma che consumare pangasio provochi problemi cardiovascolari.

Punto 7: E’ sconsigliato dai nutrizionisti:
Io personalmente lo consiglierei; però di solito a tutti i miei pazienti faccio evitare cibi inscatolati o conservati e faccio prediligere cibi freschi, quindi dato che questo alimento contiene conservanti, lo consiglierei con una frequenza massima di 1 volta ogni 7-10 giorni (solo perché è buona abitudine ruotare la scelta degli alimenti, e questo è valido per tutti i cibi).
Ci sono moltissimi nutrizionisti che vogliono togliere il pangasio dai menù delle mense, però ci lasciano le patatine fritte. Ora facciamo un paragone.

Pangasio.
Effetti indesiderati presupposti:
Parecchi, ma senza nessun riscontro scientifico e la maggior parte sono campati in aria.
Effetti indesiderati effettivi e documentati:
Nessuno.
Effetti benefici:
E’ un pesce molto magro che apporta soprattutto proteine ed ha un bassissimo contenuto calorico.

Patatine fritte
Effetti indesiderati presupposti:
Una marea.
Effetti indesiderati effettivi e documentati:
Contengono sostanze cancerogene, alzano la pressione (perché loro si che sono ricche di sodio, non il pangasio), il colesterolo, i trigliceridi, sono pericolose per il cuore e chi più ne ha, più ne metta.

Effetti benefici:
Nessuno.
La gente si mangerebbe un piatto di patatine a pasto, ma non il pangasio…

Punto 8: E’ pieno di inquinanti:
Per rispondere a questo è utile enunciare un concetto: il pangasio, importato attraverso i canali legali, viene sottoposto ai controlli ufficiali da parte degli U.V.A.C. (ufficio Veterinari Adempimenti Comunitari) e del P.I.F. (Posto Ispezione Frontaliero) del Ministero della Salute e successivamente viene regolarmente commercializzato sul territorio nazionale.

L’Inran (Istituto Nazionale per la Ricerca su Alimenti e Nutrizione) ha effettuato un ampio monitoraggio sugli aspetti alimentari di filetti di pangasio venduti decongelati al banco del fresco o congelati presso differenti supermercati della grande distribuzione e presso negozi di prodotti congelati e surgelati. Da analisi effettuate dall’INRAN per quanto riguarda la sicurezza d’uso, sia livelli di mercurio che quelli di pesticidi organoclorurati e policloribifenili (PcB) riscontrati nei campioni fino ad ora esaminati erano molto bassi.

Tutte le altre affermazioni trovate su internet sono prive di dati oggettivi e sono puri pareri personali di chi di analisi non ne ha effettuata nemmeno una.

Per concludere penso che il discorso del “pericolo pangasio” sia più un discorso economico che nutrizionale, infatti questo pesce ha un ottimo sapore ed è venduto a prezzi stracciati in molti supermercati, il che può ledere l’economia di alcuni prodotti locali, questa è l’unica soluzione logica che ho trovato di fronte a tutto questo scalpore.

Come ho detto all’inizio del post, commenti seri sono i ben accetti. Per chi volesse approfondire i temi trattati nel post consiglio queste letture:
Valori nutrizionali del pangasio
Articolo INRAN
Parma: il pangasio nelle mense.

Un commento
PIERO ha scritto: Lunedì 6 Aprile 2009 at 10:01
L’altra giorno,senza alcuna informazione sul tipo di pesce,ho comprato del Pangasio in quanto attirato dal prezzo basso!L’ho cucinato in umido con una passata di pomodoro fresco,fave e cipolle………..era eccezionale e tutti gli invitati mi hanno complimentato!Poi Paolo,il festeggiato,se ne è venuto fuori con la storia del pesce inquinato dopo aver visto una trasmissione in tv,consigliandomi,di non comprarlo più!Ora che ho letto qualcosa in merito sono del parere che o ci si fida dei controlli o non si mangia più niente: pollo (aviaria), manzo (mucca pazza), Formaggi (chi mi dice che il terreno dove le mucche brucano non sia inquinato?), pesce (il nostro mare siamo sicuri non sia inquinato?)
Potrei andar avanti per giorni ma alla fine me ne sbatto e mangio un pò di tutto!!!