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VIETNAM E LAOS, UN RACCONTO PER IMMAGINI
DALL'ORIENTE
ROMA - E' un vero e proprio
racconto per immagini, intimo, curioso, evocativo, ma anche
storico-artistico, quello della mostra 'Misticismo e realismo
dall'Estremo Oriente: Vietnam e Laos' a Palazzo Venezia a Roma dove,
fino al 21 maggio, sono esposte 101 fotografie scattate da Paolo Ducci e
da Bernhardt Trout, accompagnate da una selezione di ceramiche
dell'Indocina provenienti dal Museo Nazionale d'Arte Orientale di
Palazzo Brancaccio a Roma.
Inaugurata in presenza degli Ambasciatori del Vietnam e del Laos, di
Gherardo Gnoli Presidente dell'ISIAO Istituto Italiano per l'Africa e
l'Oriente, e del Soprintendente del Polo Museale Romano Claudio
Strinati, la rassegna è presentata dalla Fondazione Francesco Paolo e
Anna Maria Ducci insieme all'ISIAO. La cura della sezione fotografica è
stata affidata ad Arturo Quintavalle, mentre Roberto Ciarla del Museo
d'Arte Orientale si é occupato dei preziosi reperti.
In considerazione dell'elevata qualità delle immagini, e per l'originalità
dei soggetti scelti, l'esposizione fotografica ha ricevuto
l'approvazione del Comitato Scientifico e del Consiglio di
Amministrazione dell'ISIAO, che l'ha inserita nella propria
programmazione, mentre il significativo apporto del nucleo di ceramiche
esposte rientra nella strategia divulgativa dello stesso Istituto, volta
a rendere più accessibili al pubblico l'arte e la cultura dell'Estremo
Oriente attraverso elementi di attualità e curiosità.
Accompagnata da un catalogo pubblicato da l'Erma Editrice, la rassegna è
composta da sei sezioni tematiche, suddivise in
altrettante sale dell'appartamento Barbo nel piano nobile di Palazzo
Venezia:

'Vietnam: il Palazzo
Imperiale di Hue',
'Laos: arte e misticismo',
'Vietnam: i colori della realtà'
'La gente'
'Laos: architettura e religione'
'Vietnam: architettura e religione'.
"E' stato di certo il comune amore per la
ricerca dell'autenticità nei valori umani, naturali ed artistici scrive
in catalogo Paolo Ducci -, congiunta ad una spontanea curiosità per
l'introspezione psicoanalitica e l'approfondimento filologico, che ci ha
condotto in questi due meravigliosi Paesi che, nonostante la recente
apertura al mondo occidentale, ed alla vitalità dei mercati
internazionali, rimangono tuttora avvolti in un alone di fascino e di
mistero".
"Obbiettivo primario di questo viaggio - continua -, da un punto di
vista più propriamente artistico, e quindi fotografico, era quello di
cogliere nei volti della gente e nei gesti della vita quotidiana non
soltanto la consapevole sofferenza delle atrocità di quarant'anni di
guerra, ma altresì la gioia di una libertà finalmente raggiunta, e la
speranza di un pacifico benessere prossimo futuro".
La mostra è presentata dalla Fondazione Ducci nell'ambito delle proprie
iniziative istituzionali, che intendono fornire un contributo per la
valorizzazione e promozione del dialogo fra diverse culture. Su
iniziativa di Paolo Ducci, che ne è il Presidente, la Fondazione è sorta
in memoria dell'impegno culturale e sociale dei genitori: opera nei
campi economico-sociale, scientifico, culturale e artistico, oltre a
quello della ricerca storico-politica, a fronte delle trasformazioni in
atto nella civiltà contemporanea e nella cultura della globalizzazione.
Particolarmente attenta ai cambiamenti della società attuale, alle
grandi problematiche demografiche e di nutrizione, ecologiche e
dell'ambiente, la Fondazione si propone di perseguire il proprio scopo
nel quadro di uno sviluppo armonico delle differenti tendenze religiose,
filosofiche e ideologiche, auspicando una ricomposizione della frattura
creatasi fra scienze umanistiche e scienze tecniche, con una particolare
attenzione al dialogo fra le culture mondiali e al contributo che
l'Unione Europea può fornire per lo sviluppo dei paesi dell'est europeo
e del terzo mondo.

da ANSA - 20/04/2006 |