le Arti del  Viet Nam
 

Teatro
Cinema
Arti Plastiche
Stampe Popolari
Lacca
Ceramica
Letteratura
Musica e Danza

(Liberamente tratto dal Bollettino dell’Ambasciata della Repubblica Socialista del Vietnam in Italia – Anno 1996)


                                                                                        

TEATRO
Il teatro vietnamita comprende:
CHEO
       - il teatro popolare      
TUONG
      - teatro classico
CA HUE     - o Canti di Hue        
CAI LUONG
- teatro rinnovato
che integrano musica, canto, recitazione, declamazione, danza e pantomima.

Altre espressioni artistiche popolari sono:
MUA ROI CAI - marionette comuni    
ROI NUOC
- marionette acquatiche      
KICH NOI
- teatro parlato

Il Cheo, canto dei remi, sarebbe legato ai rituali di canti e danze dei contadini del Fiume Rosso e la sua forma originale potrebbe risalire ai tempi della prima formazione della stessa comunità vietnamita. Il contenuto, ispirato sia alla satira sociale, sia alla vita quotidiana, è collegato ad una tradizione di villaggio, indigena. Con lo sviluppo delle lotte contadine ha assunto un carattere di protesta sociale dove il contadino, ed in primo luogo la donna, diventano gli elementi dominanti.
I canti e le declamazioni sono redatti nella lingua popolare. La musica segue da vicino il canto. La danza è piena di grazia e agilità femminile. si concentra nei gesti, nei movimenti delle mani e nel gioco degli occhi.
Il Tuong trova la sua fonte nelle pratiche del culto reso ai grandi uomini del passato, infatti il popolo amava ricordarsi, durante le festività rurali, della vita e delle gesta dei suoi leggendari eroi storici .
Questo genere, più di ogni altra forma, deriva dai moduli e dai tipi cinesi, e soltanto il contenuto costituisce la tematica peculiare della tradizione vietnamita.
Le rappresentazioni, da semplici racconti che spesso duravano intere giornate, divennero con l'aggiunta del ritmo e della danza un inizio di dramma storico.
Cominciò così a prendere forma un teatro dedicato all'eroismo tradizionale, che incontrò il favore del popolo sino a raggiungere il suo apice nel XIV° secolo; le dinastie feudali fecero diversi tentativi di trarre profitto dalla venerazione popolare resa agli eroi per consolidare l'autorità monarchica, ma anche nelle epoche in cui quest'arte era apprezzata dalla corte, essa presentava i re come degli esseri deboli e inetti, presi in giro da bassi adulatori ed intriganti. La lingua utilizzata è piena di termini sofisticati. La musica, molto solenne, ne rafforza il carattere severo. La danza è virile, combina gesti e passi tratti dal pugilato. Il costume ed il trucco sono gli elementi principali che permettono di identificare immediatamente i personaggi: il viso dipinto di rosso significa lealtà, fedeltà e coraggio; il bianco rappresenta i traditori e gli uomini crudeli; il verde le genti delle pianure ed il nero quelle delle montagne.
Le donne possono essere DAO CHIEN (guerriere ed amazzoni), DAO CANH (cortigiane), DAO YEU (streghe); il trucco fa sì però che i ruoli femminili, anche quelli meno simpatici, abbiano sempre charme e seduzione. Per la loro funzione sociale il Cheo e il Tuong sono sia tragedia che burla, tragicommedia e satira.
Ca Hue o iI canto di Hue, a partire dal XIX secolo, si propagò rapidamente, prima come semplice folclore cantato su arie popolari poi col repertorio del teatro tradizionale, introducendo la declamazione, il canto drammatico e la danza espressiva.
II Cai Luong, nato nel Sud nello stesso periodo, è anche una creazione del popolo e non soltanto delle masse urbane. In quell'epoca .il conservatorismo della corte non tralascio' la musica, vennero cosi' organizzati concerti privati e questo divenne ben presto un movimento popolare, soprattutto nelle campagne. Consisteva nella messa in scena di poemi e opere letterarie conosciute, di racconti popolari e spettacoli su temi sociali. Il suo impegno si estese anche alla critica sociale, finché la censura francese non lo relegò ai temi della storia feudale cinese e dell'antichità romana.
Mua Roi Cai e Roi Nuoc. Le manifestazioni contadine comprendevano anche il Mua Roi, genere di teatro di burattini, che attinge ai racconti popolari ed agli aneddoti storici. Con l'accentuarsi del carattere satirico, raggiunse la sua forma scenica definitiva nel XVII° secolo per segnare insieme al Cheo e al Tuong il risveglio della coscienza contadina.
La frequenza di specchi d'acqua nelle pianure inondate dal Fiume Rosso, sarebbe uno dei fattori della nascita nel X° secolo di un genere esclusivamente vietnamita, il Roi Nuoc, o marionette acquatiche, che rappresentano scene di vita popolare ed episodi di storia nazionale.
Kich Noi. Nato verso gli anni '20, ha avuto un rapido sviluppo dopo il 1954 creando una propria tecnica; diventò il teatro per descrivere la società vietnamita contemporanea e per introdurre in Vietnam i capolavori della drammaturgia progressista degli altri paesi.

Evoluzione moderna
L'evoluzione teatrale attuale è caratterizzata dall’arricchimento e dalla raffinatezza dei generi esistenti, dalla creazione di nuovi generi e soprattutto dal rinnovamento del contenuto.
Quanto al Cheo e al Tuong, anziché coltivare le loro ricche tradizioni, assimilano le reciproche peculiarità e quelle di altri generi più moderni per una rappresentazione più adeguata alla realtà di oggi.
Il Vietnam dispone di una vasta rete di gruppi e compagnie drammatiche. Il teatro è diventato un movimento di massa.
                                                                                                
Cinema
Le prime pellicole risalgono al 1945 e riguardano la scena della proclamazione dell'indipendenza del Vietnam.
Nel Sud i film venivano girati in condizioni inverosimili. Durante la prima resistenza le produzioni avevano lo scopo di galvanizzare le energie mostrando nei documentari e nell’attualità i combattenti durante l'azione e l’organizzazione della retroguardia.
Dopo il 1954 con l'aiuto tecnico dei paesi socialisti il cinema ha fatto rapidi progressi.
Dopo la liberazione del Sud (1975) il cinema ha affrontato oltre ai temi del patriottismo, della guerra contro gli aggressori stranieri del presente e del passato, della costruzione del socialismo, temi posti dal dopoguerra e dalla riunificazione come il risanamento delle ferite di guerra, fisiche e morali, della nazione e dell'individuo.

Arti plastiche
La culla dell'arte vietnamita è considerata la parte nord del Paese. Il senso artistico di questo popolo si rivela sin dall'era neolitica con disegni incisi sulle pareti delle grotte. Scene di vita quotidiana sono incise anche sui tamburi in bronzo (pestatura del riso, danze, corsa delle piroghe etc.).
L'arte creativa del popolo si rinnova con la riconquista dell'indipendenza (a partire quindi dal X° secolo), anche se purtroppo di quest'epoca rimangono solo disegni incisi su pietra e su legno.
Verso il XIII° e il XIV° secolo l'espressione artistica guadagna in robustezza. Le parole chiave del periodo sono proprio: sobrietà e robustezza.
Nel XVI° e XVII° secolo, ma soprattutto nel XVIII°, le opere hanno un'impronta decisamente popolare: l'esecuzione è piena di estro, di humor, ma anche di asprezza realista. L'architettura e la scultura si combinano nella costruzione delle "case comunali" (Dinh) e delle "pagode buddiste". Uno dei capolavori della statuaria è il "Buddha dai mille occhi e dalle mille braccia".
Nel XIX° secolo l'arte subisce una forte influenza straniera che cerca di toglierne il carattere nazionale; l'arte tradizionale, soprattutto quella popolare, tuttavia, viene protetta e conservata dalle masse contadine. Prima che possa riprendere il suo sviluppo sotto l'emblema di un popolo indipendente bisogna aspettare la Rivoluzione d'Agosto del 1945.
Le opere assumono un carattere combattivo ed in seguito l'arte vietnamita entra sempre più in contatto con i movimenti artistici dei paesi amici. II patriottismo e l'unione nella lotta vengono esaltati da manifesti, litografie, incisioni su legno, racconti ed immagini.
Dopo il 1954 l'attività artistica gode delle migliori condizioni per potersi sviluppare. Con l'escalation aereo-navale U.S.A. gli artisti vanno al fronte e nelle regioni più bombardate per attingere i soggetti. Un posto speciale deve essere riservato alle opere artistiche nate nel Sud sotto il fuoco della resistenza antiamericana: opere che cercano di far emergere i sentimenti più importanti di tutto un popolo.
Con il ristabilirsi della pace e della riunificazione nel 1975 si apre un nuovo periodo. Con il regime socialista, accanto agli artisti professionisti nasce un movimento di creazione artistica in seno alle masse popolari. Gli artisti prendono coscienza delle responsabilità che incombono su di loro nell'edificazione del socialismo. L'arte vietnamita è essenzialmente un'arte di popolo. Da qui le sue qualità dominanti: la semplicità, il vigore e la finezza. Le opere sono fatte a misura d'uomo. L’architettura è soprattutto paesaggistica.
                                                                                                      
Stampe popolari
L'origine risale a 4 o 5 secoli fa. Ve ne sono di due generi: immagini del villaggio di Dong Ho, di ispirazione contadina e immagini della strada di Tam Tams, più adatte al gusto cittadino. I temi sono svariati: auguri del Nuovo Anno Lunare, le stagioni, i fiori. Queste opere rivelano la gioia di vivere, l'humor, il buon senso del popolo vietnamita.

Lacca
Con incisioni sul tronco di piante coltivate si ottiene una linfa che a seconda del trattamento dà una lacca nera o bruna. Questa lacca, stesa sul legno e seccata, lo riveste di un fine strato di vernice brillante. Il suo impiego nella decorazione ha creato una particolare arte decorativa. I pittori moderni hanno fatto di questo artigianato tradizionale che, pur restando essenzialmente decorativa, è capace di tradurre le realtà ed i sentimenti più sottili.
La pittura in lacca è un'arte speciale del Viet Nam. Essa si differenzia dalle imitazioni in questi punti:
- utilizza esclusivamente materiali naturali del Paese;
- è il risultato di un lavoro manuale e minuzioso;
- i colori sono armoniosi e su una certa gamma;
- tutta la pittura presenta una trasparenza e una profondità tipica.

Ceramica
La ceramica in Vietnam, come quasi dappertutto, è apparsa nel neolitico con vasi grezzi, fatti a mano e sommariamente decorati. I materiali impiegati sono argilla mescolata a sabbia e rifiuti di animali.
Nell'era del bronzo la foggiatura si fa al tornio, la preparazione della pasta con più cura, mentre la temperatura di cottura e più elevata.
Accanto a utensili da cucina quali pentole, recipienti, ciotole, vassoi, vi sono anche dei monili come orecchini, bracciali, utensili per il ricamo, per il cucito etc.

La ceramica di Dong Nai
L'arte della ceramica del Vietnam ha fatto la sua apparizione nel Sud due secoli fa. I prodotti della ceramica di Dong Nai si distinguono per le caratteristiche nell'arte della decorazione tramandata di generazione in generazione.
Il valore della ceramica di Dong Nai è messo in risalto dalle mani esperte degli artigiani che fanno apparire sui prodotti le immagini della storia del Vietnam. Oltre a queste troviamo le immagini della mitologia vietnamita accanto a quelle raffiguranti gli avvenimenti dell'epoca spaziale, di più recente fattura. La ceramica di Dong Nai è cosi apprezzata da aver ricevuto la medaglia d'oro alla Fiera di Lipsia nel 1980.
Gli artigiani dicono di non poter dimenticare questa terra cosi fine, cosi dolce, che sotto le loro mani si presta ad una trasformazione docile e delicata. Essa raccoglie una parte dell'anima artistica dell'operaio.
Ci si può' chiedere come mai proprio a Dong Nai? Perché in tutto il Vietnam solo l'argilla di Dong Nai può sopportare questo grado di cottura per dare questa bella e solida ceramica?
Una delle specialità' di Dong Nai e' la produzione delle sedie a forma di elefante. Nei colori e nei toni, le ceramiche di Dong Nai del Sud si differenziano da quelle del Nord per una più grande varietà e animazione. Le ceramiche del Nord adottano colori più dolci e toni più bassi. Osservando la bellezza di queste ceramiche non possiamo dimenticare che questa bellezza deriva in gran parte dalla qualità della terra di Dong Nai, una terra che ha dato vita a operai di talento che hanno saputo perpetuare questo mestiere tradizionale per svilupparlo sempre di più.
                                                                                            
Letteratura
I primi testi scritti risalgono al X° secolo. Si sono sviluppate due letterature parallele: una scritta in cinese letterario classico, HAN, la lingua di cultura comune a tutto l'estremo oriente; un'altra scritta in lingua demoica, NOM, trascrizione della lingua nazionale e popolare. Fino al XVI° secolo predominarono le opere HAN (opere filosofiche, storiche, poetiche); con lo sviluppo del movimento contadino e l'affermazione del sentimento nazionale si diffusero sempre più i racconti in NOM (racconti, novelle, poemi di ispirazione -popolare) fino a prevalere (XVIII° secolo).
Verso la fine del XX° secolo numerosi fattori sociali e storici ebbero un'influenza decisiva sullo sviluppo letterario: la lotta contro l'aggressore coloniale, per il rinnovamento sociale, la nascita delle città industriali e commerciali, la soppressione dell'insegnamento tradizionale, lo sviluppo della stampa, la nascita del giornalismo, dei romanzi in prosa, del teatro moderno. Il QUOC NGU, adattamento all'alfabeto latino, ha sostituito la scrittura ideografica.
Dal X° al XV° secolo predominò il buddismo (distacco dal mondo, evanescenza delle cose). Il sentimento nazionale e le virtù sociali furono temi di opere redatte da militari. Purtroppo i testi originali di queste opere sono stati distrutti dagli occupanti Minh.
Nel XV° secolo la dinastia LE iniziò un forte impulso allo sviluppo nazionale ed essendo i concorsi mandarini l'unica via per la promozione sociale, con l'adozione del confucianesimo come dottrina di stato, le lettere ed il letterato assunsero un ruolo di prestigio nella società. NGUYEN TRAI, liberatore del paese, uomo di stato, poeta, scrittore, geografo, scrisse la "Proclamazione sulla pacificazione degli NGO" dopo la vittoria contro l'aggressione straniera, uno dei capolavori della letteratura nazionale. Dal XVI° secolo la monarchia dei LE cominciò un periodo di decadenza che durò parecchi secoli. Molti letterati si ritirarono dalla vita pubblica per avvicinarsi al popolo ed abbandonarono il confucianesimo per il taoismo ed il buddismo. Si sviluppò la letteratura NOM, finora censurata dai fedeli al potere. Le lotte sociali e politiche che si susseguirono ed i primi contatti con l'Occidente permisero un rifiorire della cultura nazionale, in particolare della letteratura. La donna divenne il personaggio principale di molte opere ed il suo ruolo, che nella società tradizionale la obbligava a sposarsi solo con l'autorizzazione dei genitori all'interno della sua categoria sociale e, nel caso fosse vedova, ad una fedeltà perpetua al defunto marito, fu rinnovato.
Con le opere del XVIII° secolo e dell'inizio del XIX° secolo, la lingua vietnamita conobbe un vero mutamento e divenne come è oggi. Un'opera nazionale molto amata è il KIEU dello scrittore NGUYEN DU, incomparabile per la bellezza e la concisione del linguaggio, che rappresenta la rivendicazione dell'amore libero, la critica ai mandarini e la glorificazione di un personaggio ribelle.
L'aggressione coloniale francese nel 1858 ebbe un'influenza sullo sviluppo letterario, i temi affrontati riguardavano il sentimento nazionale basato sul popolo, l'odio verso l'aggressore straniero e l'indignazione verso le disgrazie e le miserie del popolo. La grande massa dei contadini e dei letterati patrioti, che diressero anche personalmente i movimenti di protesta, oppose per decenni una resistenza nazionale feroce. Con il XX° secolo la società coloniale determinò definitivamente le forme di vita del paese, soprattutto nelle città, e la nascita di nuovi strati sociali.
Il QUOC NGU conquistò un posto predominante fino a diventare esclusivo con la diffusione della stampa moderna e del nuovo insegnamento. La lingua nazionale si arricchì non solo di parole ed espressioni cinesi, ma anche francesi. I problemi politici e di rinnovamento sociale rimasero la tematica principale, anche se la censura dell'amministrazione straniera coloniale non permetteva a tutte le idee di esprimersi o a tutti gli scritti di essere stampati legalmente. Dopo il 1920 la letteratura politica era dominata da NGUYEN AI QUOC (divenuto poi il presidente HO CHI MINH) che introdusse il marxismo-leninismo nel Vietnam.
Quando scoppiò la guerra mondiale numerosi scrittori e poeti si impegnarono nella lotta per l'indipendenza. La Rivoluzione d'agosto 1945 trovò la maggior parte dei poeti e scrittori a fianco dei militanti rivoluzionari. L'indipendenza e la libertà riconquistata, la guerra di liberazione condotta insieme alle realizzazioni di riforme sociali, creò dopo il 1945 le condizioni per una vera rinascita della cultura vietnamita. La liberazione completa del Nord nel 1954 e le prime realizzazioni del socialismo crearono le condizioni per una fioritura di tutti i settori della vita culturale. L'intervento americano dopo il 1954, che divise amministrativamente e politicamente il paese, non riuscì a spezzare l'unità della corrente letteraria nazionale e
rivoluzionaria.


                                                                                          
Musica e danza
II litofono (strumento musicale ricavato dalla pietra) di NDUT LIENG KRAK, località degli Altopiani del Sud Vietnam dove fu scoperto nel 1949, ed i tamburi di bronzo di DONGSON, dove si vedono volteggiare dei danzatori al suono di strumenti musicali, testimoniano l'antichità della danza e della musica, le cui tradizioni risalgono all'era neolitica e a quella del bronzo.
Gli scavi intrapresi dopo la liberazione dei Sud hanno dato alla luce altri strumenti musicali, fra i quali il più importante è il litofono di KHAN SON (nome della regione dove e stato ritrovato). L'esercito reale e la Corte avevano i loro gruppi artistici e le loro orchestre che servivano per le cerimonie rituali, le udienze reali ed i divertimenti di palazzo; la musica di corte, composta da grande musica (DAI NHAE), da musica reale (NHA NHAC) e da musica rituale (NHAC HUYEN), pur raggiungendo un alto sviluppo, ebbe vita breve poiché i feudali ne vietarono l'esecuzione. Conseguentemente questa cultura musicale professionale andò perdendosi con la caduta della monarchia.
L'arte popolare, rispetto all'arte di corte, era ben più fiorente: ogni provincia e gruppo etnico aveva la propria tradizione. L'arte popolare esprimeva l'attaccamento al paese natale. Nella danza folcloristica dominava l'elemento femminile ad eccezione dei MEO e degli XA, presso i quali danzavano esclusivamente gli uomini.
La danza tradizionale è piena di leggerezza e di grazia piuttosto che di acrobazie e di prove di resistenza. Sia nel teatro che nella danza folcloristica la coreografia del Cheo e del Tuong non e' soltanto un intermezzo, ma anche una partecipazione all'azione drammatica ed alla descrizione dei personaggi. Le danze folcloristiche sono l'espressione dell'animo popolare.
Il regime feudale, in decadenza fin dal XV° secolo rivelatosi incapace di far avanzare la cultura e le arti ne ostacolava anche l'evoluzione con il conservatorismo. Il colonialismo completò la rovina delle tradizioni culturali vietnamite. Numerosi strumenti tradizionali, un tempo usati nella campagna, scomparvero dalla vita culturale popolare e le feste folcloristiche vennero messe da parte e quindi dimenticate.
II ripristino del patrimonio culturale fu per il potere popolare un compito fondamentale dell'edificazione di una nuova arte nazionale e moderna. Sono state registrate le arti popolari 60 nazionalità , quasi nella loro integrità. Gli archivi musicali ricostituiti ne conservano già molte migliaia. Sono stati restaurati quasi cento strumenti tradizionali e molti di essi resi alla vita artistica.
La lotta di liberazione nazionale vide nascere il canto rivoluzionario di massa. Le prime canzoni patriottiche furono composte negli anni '40. Oltre alla musica moderna sono stati ripresi il balletto, il teatro e il cinema. Tutte le province del Delta hanno le loro danze tradizionali dove la danza popolare legata al culto degli eroi nazionali risale al X° secolo e prima ancora. Le danze delle minoranze etniche, rinnovate e teatralizzate, hanno conquistato l'intera nazione diventando danze vietnamite per eccellenza. La scuola di musica fondata nel 1956 è divenuto un conservatorio che dalle elementari alle superiori insegna musica folcloristica e musica occidentale, l'utilizzo della maggior parte degli strumenti tradizionali e dell'orchestra sinfonica moderna. La scuola di danza fondata nel 1959 insegna la danza classica vietnamita, danze etniche e balletto europeo.
Questi due istituti, insieme alla scuola di teatro tradizionale creata nel 1959, sono il nucleo di un sistema di scuole, a livello provinciale, per l'educazione artistica di massa. La loro attività ha permesso la formazione ed il mantenimento di gruppi artistici civili e militari. Lo sviluppo della musica e della danza è legato alla partecipazione attiva delle masse; gruppi di animatori mantengono una vita artistica nelle cooperative agricole ed artigianali, nelle fabbriche, nelle imprese, nei servizi amministrativi e negli istituti scolastici.