Il 16 agosto 1945, prima di marciare verso la città di Tày Nguyén, per combattere i giapponesi, il comandante Vo Nguyén Giàp, officiò una sorta di cerimonia rivolta all'unità dell'esercito di liberazione, posta sotto il suo comando:
"Poiché il tempo è maturo, - disse - a qualsiasi costo dobbiamo vincere per affermare l'indipendenza nazionale".
Era la consegna di Ho Chi Minh.
La cerimonia avvenne sotto un vecchio banyan e probabilmente, fu per caso. O forse, come a noi piace credere, non lo fu.

Il Banyan o Ficus benghalensis è infatti la denominazione comune di una grande pianta arborea, appartenente alla famiglia delle moracee. Peculiarità di questo albero sono le sue numerose radici avventizie -che scendono dai rami e si impiantano nel terreno, fornendo alla pianta sostegno - ed una serie di fusti secondari che permettono una larga espansione ad ombrello del fogliame cuoriforme. Con il passare degli anni il fusto originario muore e l'albero si suddivide in tante parti, quanti sono i fusti secondari...
Charles Fourniau ci ha fornito un'immagine assai evocativa di questo albero, paragonandolo all'essenza stessa della nazione vietnamita: contrariamente al concetto di nazione abitualmente in uso in Francia o in Italia, che metaforicamente potrebbero essere raffigurate da una quercia, con il tronco che porta i rami delle varie province, la nazione vietnamita sembra piuttosto evocare il banyan, i cui rami cadono a terra, mettono le radici e formano un enorme massa di alberi magnifici...

Nel corso del primo anno di governo della Repubblica democratica, il generale veniva dipinto come un uomo energico, freddo e determinato, fatto che gli varrà il soprannome di Nùi Lùa, "vulcano sotto la neve".
La maggior parte dei suoi avversari, i francesi dapprima e gli americani in seguito, confermeranno questa immagine.
Qualcuno identifica nel suo contegno glaciale il segno di una lunga sofferenza dovuta ai drammi familiari: la sua prima moglie, Quang Thài, era stata arrestata nel maggio 1941, condannata a vita e non è chiaro se si uccise in cella o fu uccisa dalle torture; sua cognata - una partigiana che si era formata in Unione sovietica - era stata fucilata.