Vietnam

Pescatore si inventa naufragio per coprire la scappatella: l'uomo ha raccontato di aver vagato su una zattera per 2000 chilometri per non perdere i soldi con cui il villaggio ha aiutato la famiglia

Per 13 giorni è stato in una casa poco lontano, tutti lo credevano morto.


HANOI - Si era inventato un naufragio e una rocambolesca avventura in mare per coprire una scappatella con l'amante. Ma non è stato attento ai particolari e ora un pescatore vietnamita rischia di finire in galera. Nguyen Van Huong, 36 anni, originario della provincia di Quang Nam, aveva dichiarato di essere sopravvissuto a un tifone e di aver vagato nell'oceano per 13 giorni.

La sua storia era stata appetibile per i giornali, che ne avevano fatto un personaggio, e la gente del suo villaggio, mossa a compassione dalla disperazione della famiglia durante l'assenza dell'unica fonte di sostentamento, aveva promosso una colletta e raggranellato l'equivalente di 2500 euro, una fortuna per quelle zone, equivalenti a 75 volte il salario medio di un vietnamita. Huong aveva raccontato che il peschereccio sul quale si trovava era stato distrutto dal tifone Chanchu - che nel maggio scorso aveva colpito il Vietnam provocando 21 morti e 220 dispersi - e di aver percorso 2.000 chilometri su una zattera alla deriva nel mare.

In realtà il mare Nguyen Van Huong non lo aveva neanche visto. Per tutto il tempo se ne era stato tra le braccia della sua amante, in una casa a pochi metri da quella della sua famiglia, moglie e due bambini, che lo piangevano morto. La storia fantasiosa messa insieme da Van Huong però era facilmente verificabile: la moglie del proprietario del peschereccio sul quale sosteneva di essersi imbarcato ha infatti rivelato che Huong non faceva parte dell'equipaggio.

"Ha inventato tutta questa storia sapendo che la sua famiglia aveva ricevuto 50 milioni di dong" ha dichiarato Le Phuoc Ba, capo della polizia comunale. Nonostante tutto, la bugia potrebbe essere perdonata al pescatore, che alla fine ci perderebbe solo la faccia: "Credo che nessuno si riprenderà quel denaro perché la sua famiglia è davvero molto povera", ha detto il capo della polizia.
Avvenire  Agosto 2006