|
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Massacro
di My Lai ripreso dalla fotocamera personale di un fotografo
dell'esercito americano
Luogo Song My, Vietnam
Obiettivo Civili inermi
Data 16 marzo 1968
Tipologia Strage
Morti 347
Motivazione: Strage compiuta ad ordine del tenente William Calley.
Il massacro di My Lai, conosciuto anche come massacro di Song My, fu un
massacro di civili inermi che avvenne durante la Guerra del Vietnam,
quando i soldati statunitensi della Compagnia Charlie, della 11a Brigata
di Fanteria Leggera (Divisione Americal), agli ordini del tenente
William Calley, uccisero 347 civili, principalmente vecchi, donne,
bambini e infanti.
Il massacro avvenne il 16 marzo 1968 a My Lai, una delle quattro
frazioni raggruppate nei pressi del villaggio di Song My, nella
provincia di Quang Ngai a circa 840 chilometri a nord di Saigon. I
soldati si abbandonarono anche alla tortura e allo stupro degli
abitanti.
Come venne riferito da un tenente dell'esercito sudvietnamita ai suoi
superiori, fu una "atroce" vendetta, che avvenne poco dopo uno scontro a
fuoco con delle truppe Viet Cong che si erano mischiate ai paesani.
Il massacro fu fermato dall'equipaggio di un elicottero dell'esercito
USA in ricognizione, che atterrò frapponendosi tra i soldati americani e
i superstiti vietnamiti. Il pilota, sottufficiale Hugh Thompson Jr.,
affrontò i capi delle truppe americane e disse che avrebbe aperto il
fuoco su di loro se non si fossero fermati.
Mentre due membri dell'equipaggio dell'elicottero - Lawrence Colburn e
Glenn Andreotta - puntavano le loro armi pesanti contro i soldati che
avevano preso parte alle atrocità, Thompson diresse l'evacuazione del
villaggio. I membri dell'equipaggio vennero accreditati di aver salvato
almeno 11 vite. Esattamente trent'anni dopo, i tre vennero premiati con
la Soldiers Medal, l'onorificenza più alta dell'esercito statunitense
per atti di coraggio che non coinvolgono il contatto diretto col nemico.
- - - - - --
L'"investigazione" iniziale su My Lai venne svolta dal comandante
dell'11a Brigata, Col. Oran Henderson, su ordine dell'assistente
comandante della Divisione Americal, BG Young. Sei mesi dopo un giovane
soldato dell'11a (la "Brigata dei macellai") di nome Tom Glen, scrisse
una lettera accusando la Divisione Americal (e altre intere unità
dell'esercito USA, non dei singoli individui) di ordinaria brutalità nei
confronti dei civili vietnamiti; la lettera era dettagliata, le sue
accuse terrificanti, e il suo contenuto rieccheggiava lamentele ricevute
da altri soldati. Colin Powell, all'epoca un giovane Maggiore
dell'Esercito, venne incaricato delle investigazioni sul massacro.
Powell scrisse: "A diretta refutazione di quanto ritratto, c'è il fatto
che le relazioni tra soldati americani e popolazione vietnamita sono
eccellenti". In seguito, la confutazione di Powell sarebbe stata
chiamata un atto di "white-washing" (candeggiatura) delle notizie del
massacro, e la questione avrebbe continuato a restare celata al
pubblico.
Un giornalista investigativo indipendente, Seymour Hersh scoprì la
storia di My Lai il 12 novembre 1969 e il 20 novembre il quotidiano di
Cleveland, The Plain Dealer, pubblicò fotografie esplicite dei cadaveri
delle persone uccise a My Lai. Il massacro di My Lai sarebbe passato
sottaciuto alla storia se non fosse stato per un altro soldato che,
indipendentemente da Glen, inviò una lettera al suo rappresentante al
Congresso.
- - - - - --
Ron Ridenhour apprese di seconda mano degli eventi di My Lai, parlando
con dei membri della Compagnia Charlie. Egli si appellò allora al
Congresso, alla Casa Bianca e al Pentagono e ottenne che Calley venisse
incriminato per omicidio nel settembre 1969. Ci vollero altri due mesi
prima che il pubblico americano apprendesse del massacro.
Il 17 marzo 1970 l'Esercito statunitense accusò 14 ufficiali per aver
tenuto nascoste informazioni legate all'incidente.
Il Tenente William Calley venne dichiarato colpevole, nel 1971, di
omicidio premeditato per aver ordinato di sparare e venne condannato
all'ergastolo, ma 2 giorni dopo, il Presidente Richard Nixon ordinò il
suo rilascio dalla prigione. Calley sostenne che stava eseguendo gli
ordini del suo capitano, Ernest Medina. Medina negò di aver dato quegli
ordini e venne assolto.
Calley scontò 3 anni e mezzo di arresti domiciliari in caserma a Fort
Benning (Georgia) e venne mandato libero da un giudice federale.
Oggi fa il gioielliere a Columbus, in Georgia.
- - - - --
Seymour Hersh pubblicò un libro dopo i suoi colloqui con Ron Ridenhour.
Bibliografia
Seymour M. Hersh, My Lai Vietnam. Piemme, 2005. ISBN 8838475334 |