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Ci troviamo nella missione salesiana di
K'Long, situata in una zona montuosa del Vietnam del Sud. Siamo tra i
montagnard, un gruppo di minoranze etniche provenienti dal Tibet, dalla
Malesia e dalla Mongolia che abita questa terra da almeno un secolo,
passando dal nomadismo alla stabilità.
In tutto sono 30.000 persone che parlano lingue diverse dal vietnamita,
e questo le emargina rispetto agli altri abitanti. Non hanno scuole che
mantengano viva la loro cultura e sono costrette ad abbandonare le loro
radici per omogeneizzarsi con la maggioranza vietnamita che però le
rifiuta.
Non hanno neppure asili e i bambini crescono ricchissimi di esperienze
agricole e capaci di pascolare bufali, ma poveri di stimoli culturali.
Frequentano la scuola pubblica elementare, ma partono svantaggiati nella
lingua e nella capacità di comunicare. La gente laboriosa di K'Long è
però abituata a un'agricoltura di sussistenza che risente dell'andamento
delle stagioni.
Alcuni industriali europei e australiani che hanno intuito la fertilità
del suolo e il clima favorevole hanno cominciato a comprare la terra di
questi poveri. I montagnard, istintivamente diffidenti, inizialmente si
sono difesi da ogni proposta d'acquisto, ma poi di fronte a ingenti
somme di denaro, spesso hanno ceduto e venduto la terra
cullandosi nell'illusione di diventare ricchi.
Così molti si sono trasferiti nelle grandi città, hanno comprato una
casa e, non avendo competenze professionali, sono rimasti senza fonti di
reddito. Hanno svenduto le case e sono tornati in montagna dove sono poi
diventati dipendenti dei "padroni della terra", costretti a lavorare in
condizioni di schiavitù.
Per promuovere lo sviluppo socio-economico e garantire autonomia a
queste minoranze etniche montane i missionari di Don Bosco vogliono
realizzare importanti progetti che hanno lo scopo di:
• assistere socialmente la popolazione della zona con particolare
attenzione alle donne e all'infanzia;
• migliorare il livello educativo e formativo per favorire lo sviluppo
delle capacità imprenditoriali e lavorative della popolazione locale,
soprattutto delle minoranze;
• valorizzare il patrimonio culturale delle etnie di quest'area del
paese.
fonte: TERRE LONTANE - Mensile
di informazione delle Missioni Don Bosco - febbraio 2006 |