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La
Leggenda del Tet.
Vivevano
in Viet Nam, in un tempo lontano, un uomo ed una donna: si chiamavano
Trong Cao e Thi Nhi. Trong Cao, che era taglialegna, provvedeva con il
suo lavoro al fabbisogno di cibo, mentre Thi Nhi si occupava delle
faccende domestiche. L'uomo che era coscienzioso e di buon cuore, prese
col tempo a preoccuparsi: "Sto invecchiando - pensava... Come potrò
continuare ad occuparmi di Thi Nhi, come potrò continuare a fare il
taglialegna, un lavoro duro e faticoso? Che ne sarà di lei?"
La coppia aveva tanto desiderato di avere figli, ma con il passar del
tempo i bambini non vennero, cosa che contribuì a rendere il taglialegna
ancora più triste e preoccupato.
Trong Cao prese così ad ubriacarsi per dimenticare i suoi oscuri
pensieri. Thi Nhi soffriva nel vedere il marito così sconfortato; via
via egli era divenuto sempre più litigioso e violento, così violento che
la moglie, non potendo più sopportare le sue angherie, alla fine lo
lasciò.
Passò il tempo e la dolce Thi Nhi si innamorò di Pham Lang, un
cacciatore che abitava in un villaggio vicino. Qualche tempo dopo i due
decisero di vivere sotto lo stesso tetto; erano felici e la loro vita
scorreva tranquilla. Ma un giorno - esattamente sette giorni prima del
Capodanno Lunare - mentre l'uomo era impegnato in una battuta di caccia,
qualcuno bussò alla porta della loro dimora. Era un mendicante. Thi Nhi
che era una donna compassionevole, lo fece entrare e lo rifocillò, ma
nell'osservarlo mentre mangiava avidamente le porzioni che gli aveva
preparato, si accorse che si trattava del suo ex-consorte... Anche Trong
Cao l'aveva riconosciuta, ma aveva taciuto per timore di metterla a
disagio.
Un sentimento di pietà per l'uomo che aveva amato, sommerse la donna,
ma, all'improvviso, mentre si accingeva ad abbracciare il vecchio
taglialegna, risuonarono nella casa i passi di Pham Lang di rientro
dalla foresta. Temendo ch'egli potesse adirarsi nel vederla insieme con
Trong Cao, la donna nascose il marito sotto un mucchio di fieno. Il
cacciatore, stanco ed affamato, tuttavia, appiccò il fuoco al fieno per
arrostirvi la selvaggina appena cacciata... Il taglialegna, pietrificato
dalla paura, non volle urlare per timore che il cacciatore nello
scorgerlo potesse arrabbiarsi con la donna che era stata la sua
consorte.
E morì così, in silenzio, fra le fiamme. Thi Nhi, nel percepire quanto
stava accadendo, non ebbe esitazioni e, a sua volta, si gettò nel fuoco,
in ricordo dell'amore che l'aveva legata al taglialegna e in nome del
sacrificio che egli aveva compiuto per amore suo.
Il cacciatore, scombussolato dall'accaduto pensò di essere l'unico
responsabile di quella tragedia. "Se lei si è uccisa - si disse - sarà
perché io non l'ho fatta sentire amata...", pensò ed anch'egli volle
immolarsi, gettandosi nel fuoco. Un servitore che aveva assistito alla
scena si unì ai suoi padroni raggiungendoli nelle fiamme.
Ngoc Hoàng, l'Imperatore di Giada, comunemente detto Òng Troi, Signor
Cielo, che da sempre siede sul trono celeste e governa il paese della
terra e delle acque, ebbe pietà dei tre sfortunati e volle nominarli
geni, guardiani del focolare domestico.
Ad ognuno di loro assegnò un compito particolare: Pham Lang sorveglia le
attività che si svolgono nelle cucine vietnamite, Trong Cao sorveglia
l'adempimento dei compiti domestici e Thi Nhi presiede agli acquisti di
ogni famiglia.
Così, una settimana prima della fine dell'anno, nel ventitreesimo giorno
del dodicesimo mese lunare, ogni nucleo familiare deve fare un'offerta
affinché la triade ritorni in Cielo, per far rapporto all'Imperatore di
Giada.
Il viaggio sarà compiuto a cavalcioni di una carpa che poi si
trasformerà in drago.
Per propiziare il tragitto verso la cupola celeste, si offrono thèo
lèo, piccoli frammenti di dolci a base di noccioline e sesamo nero
che vengono chiamate dai bambini vietnamiti cút chuôt, cacca di
topo... Talvolta viene anche bruciata una carpa di carta.
Nella notte del 30 è necessario invece bruciare incenso per celebrare il
ritorno nelle case vietnamite dei tre geni.
Quando i tre geni saranno di ritorno la famiglia potrà finalmente
festeggiare l'inizio del nuovo anno: demoni e anime erranti ora non
potranno più perturbare la serenità del focolare.
Fino a qualche tempo fa, in tutte le cucine vietnamite, si poteva
trovare un tripode sul quale veniva cotto il fabbisogno di riso
quotidiano. Ogni piede simboleggiava uno dei personaggi della leggenda.
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