|
La
Noce d'Areca e il Betel.
In
un piccolo villaggio sulle montagne, vivevano due fratelli, simili come
gocce d'acqua. Il maggiore si chiamava Tân, il minore Lang. Restati
orfani prima d'aver raggiunto i vent'anni, si ritirarono sulle montagne
per seguire gli insegnamenti dell'eremita Luu.
Il vecchio aveva una figlia dolce e buona ed entrambi i fratelli se ne
innamorarono. La fanciulla, un giorno offrì loro una ciotola dì zuppa
con un sol paio di bacchette. Come vuole la tradizione, Lang, il
cadetto, lasciò che il fratello maggiore si servisse per primo; la
ragazza riconobbe così il primogenito e, con il consenso dei genitori,
lo scelse come sposo.
Lang triste e sconfortato, se ne andò; voleva tornare al villaggio
natale. Superò monti e colline e si inoltrò nel folto della foresta fino
a che si ritrovò dinnanzi un torrente dalle acque impetuose. Senza
barca, il povero Lang, si sentì perduto e pianse con tale impeto sino a
sfinirsi. Morì e si trasformò in un albero di areca.
Tân, partito in cerca del fratello, giunto al torrente si gettò nelle
acque fonde e là trovò la morte. Si tramutò in un masso roccioso, ai
piedi dell'albero d'areca. La giovane sposa, a sua volta, partita in
cerca del marito, quando giunse in riva al torrente cadde su di uno
sperone di roccia e morì. Fu trasformata in una liana di betel che si
avvolse attorno all'albero di areca, cingendo il masso. Anche i
genitori, della sposa, cercando la fanciulla, giunsero al torrente e
comprendendo la triste vicenda fecero costruire un tempio per celebrare
il culto dei morti.
Gli abitanti dei villaggi vicini commossi dall'esempio di tenerezza
fraterna e fedeltà coniugale, si recarono all'altare per portarvi fiori
e bastoncini d'incenso.
In un anno lontano, nel settimo mese, durante un'ispezione nelle sue
terre, il re Hùng si arrestò dinnanzi al ruscello per rinfrescarsi. Vide
la liana di betel, ne colse una foglia e la portò alla bocca. La masticò
e poi sputò. Sulla roccia apparve una macchia rossa dall'odore
particolare. Il re fece allora scaldare un frammento di roccia per trame
calce da masticare con il frutto dell'albero e la foglia del rampicante.
Le sue labbra e le sue gote si arrossarono d'un tratto; il sapore
piacevole e il delicato profumo lo conquistarono.
Intuendo il valore di questi ingredienti, il sovrano li fece portare nel
suo palazzo, inaugurando così la pratica millenaria della masticazione
del betel.
|