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I mille spettri del suo passato, compresi quelli dei monaci buddisti che
si diedero fuoco per protestare contro l'occupazione americana del Sud
Vietnam, l'hanno forse inseguita anche nella sua casa di Roma. Perché è
a Roma, all'età di 87 anni, che Madame Ngô Đình Nhu, meglio nota come
Madam Nhu, è morta.
Ma chi era questa signora piacente e con pochi peli
sulla lingua nata nel 1924 ad Hanoi quando il Vietnam era ancora
Indocina francese?
Chi era questa donna che a fianco degli americani
aveva combattuto fieramente i comunisti vietnamiti?
Chi era questa Mata
Hari asiatica che, pur filo americanissima, aveva poi detto di loro:
“chi ha come alleati gli americani non ha bisogno di nemici”?
Madame Nhu o Dragon Lady che la vogliate chiamare era nata bene. Natali
aristocratici nel Vietnam francese e una parentela con l'imperatore Bao
Dai. Giovinezza spensierata e un nome che significa “meravigliosa
primavera”.
Ma poi arriverà l'autunno della fine dell'Indocina francese,
la nascita di un Vietnam del Sud conteso dai nordisti di Ho Chi Minh e
sostenuto dagli americani che punteranno tutto sul presidente Ngo Dinh
Diem, un ex mandarino il cui fratello minore, Ngo Dinh Nhu, diviene capo
della polizia segreta. Ma Ngo Dinh Nhu è anche il marito di Madame Nhu e
cosi la coppia prende casa a palazzo. E' la seconda metà degli anni
Cinquanta
Di Madam Nhu si dice di tutto e di più: che è una moralista esagerata
perché si è convertita dal buddismo al cattolicesimo: che chiude i
bordelli e predica la lotta all'aborto ma che porta scollature
vertiginose; che trama nell'ombra, che gestisce le reti segrete di
palazzo. Ma soprattutto che parla fuori dai denti: anche troppo.
Negli
anni Sessanta il Vietnam è attraversato dalle proteste dei monaci
buddisti che, loro pure, sono contrari alla guerra coi fratelli del
Nord. Alcuni di questi religiosi si danno fuoco. Si immolano tra le
fiamme della benzina. Episodi ricordati allora come il suicido dei
bonzi.
Ma a Madame Nhu questa cosa non piace e la commenta cosi: Insomma questi monaci – dice in televisione -
sono stati ridotti dai lor
mistici capi a dei...barbecue.
E non solo: Per uccidersi in nome della
nazione non hanno nemmeno usato benzina nazionale ma quella importata
dall'estero. E' davvero troppo.
La protesta dei monaci e le sorti sempre peggiori della guerra inducono
gli americani a cambiare cavallo. Il presidente viene scaricato e ucciso
da un aiutante del generale Dương Văn Minh il 2 novembre 1963, durante
un colpo di stato. E Duong Van Minh diventa dunque presidente al posto
di chi, una volta morto, non potrà più proteggere la sua “Lady Dragon”,
la donna del fratello che, visto che il presidente era scapolo, veniva
vista in Vietnam come la vera first Lady. Una first Lady per cui è
arrivata l'ora del tramonto.
Ma è un tramonto fiero, da drago vietnamita. Rifiuta l'esilio in America
e sceglie la Francia e l'Italia dove si trasferisce anche perché in
Vietnam, dove i suoi beni saranno sequestrati, non potrà più tornare.
Guarda dall'Europa la fine di un mondo che sentiva non appartenerle più
e che si conclude con le immagini degli ultimi americani che abbandonano
nel 1975 l'ambasciata americana di Saigon: alla fine dei traditori anche
per lei.
Pubblicato da Emanuele Giordana
http://emgiordana.blogspot.com/2011/04/i-fantasmi-di-madame-nhu.html
venerdì 29 aprile 2011 |