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la Repubblica - 20 dicenbre 2008 - Raffaele Niri
presentazione ufficiale lunedì 22 dicembre 2008 - ore 16.00
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Donata Bonometti è giornalista de
Il Secolo XIX di Genova dove lavora come cronista occupandosi
soprattutto di scuola, di minori, del mondo della solidarietà e del
terzo settore. |
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Nell'anno 1973 partiva da Genova alla volta del Viet Nam, la m/n "AUSTRALE" della Cooperativa GARIBALDI. Il suo carico di aiuti e di speranze raggiunse, faticosamente, il porto di Hai Phong, il cui estuario era ancora minato. Oggi 2008, la m/n "ALLEGRA" della Costa Crociere farà ripercorrere ai nuovi navigatori lo stesso percorso, da Singapore ad Ha Long, in un nuovo Viet Nam. |
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![]() Numero Speciale del mese di Novembre 1973 NOTIZIARIO DELLA COMPAGNIA UNICA LAVORATORI DELLE MERCI VARIE DEL PORTO DI GENOVA in occasione della partenza della M/n "AUSTRALE" carica degli aiuti italiani per il popolo vietnamita |
![]() Anno 2008 pagina pubblicitaria di Costa Crociere che pubblicizza una Crociera nel Mar Cinese Meridionale nella quale vengono toccate le meravigliose coste del Viet Nam con sbarco a Saigon e Da Nang |
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SALUTO di Nguyen Van Nam Ambasciatore della Repubblica Socialista del Viet Nam in Italia L'immagine della nave Australe che nel 1973 partiva dal porto di Genova per trasportare gli aiuti del popolo italiano al popolo del Viet Nam, che era in piena lotta contro l'aggressione americana per la propria indipendenza e la libertà rimane e rimarrà per sempre nei cuori di milioni e milioni di vietnamiti. Quel viaggio della nave e il suo equipaggio composto da marinai della Cooperativa Garibaldi - Comandante Giulio Cesare Calamanni - e accompagnato da Luciano Sossai, per conto dell'Associazione Nazionale d'Amicizia Italia-Viet Nam, fu un simbolo della solidarietà internazionale del popolo italiano, delle sue forze politiche progressiste verso i popoli che lottano per il proprio destino, propria identità e libertà. Sono particolarmente felice di testimoniare oggi la pubblicazione del libro che racconta di quel viaggio eroico che l'equipaggio dell'Australe ha compiuto dopo aver attraversato decine di migliaia chilometri di mare e superato molteplici pericoli per la loro vita. L'obiettivo dell'equipaggio era semplice ma nello stesso tempo particolarmente nobile vale a dire quello di portare quei preziosi aiuti, ivi compreso anche il sangue donato da tanti italiani al popolo vietnamita che combatteva a testa alta per la propria liberazione, indipendenza e libertà. Con il loro viaggio i lavoratori portuali di Genova riuniti nella Compagnia Unica hanno dimostrato di essere disposti ad accettare sfide e pericoli rischiando anche la loro vita par essere a fianco ai loro colleghi - operai portuali di Hai Phong - ed all'intero popolo vietnamita che in quel momento dovevano lavorare e combattere quotidianamente sotto continui bombardamenti americani portando a loro quel carico di grande solidarietà. L'approdo della nave Australe ai moli del porto, quasi totalmente
minato, di Hai Phong, la presenza dei marittimi e operai portuali di
Genova ad Hai Phong in quei drammatici giorni di guerra, rappresentarono
davvero la volontà invincibile dei popoli combattenti per la pace e
giustizia nel mondo. Ma il Viet Nam non è solo una storia di guerra. C'è un altro Viet Nam.
Un Viet Nam che è il punto d'incontro di tante e diverse religioni e
culture, un Viet Nam di ricchissime tradizioni culturali e storiche, un
Viet Nam che dopo tante sofferenze e distruzioni sa trarre dalla sue
profonde tradizioni culturali e morali quella grande forza per andare
verso la prosperità, la pace e la fratellanza con altri popoli con suo
instancabile impegno e ottimismo. E non solo i successi economici e sociali, il Viet Nam oggi è un
paese di pace e un partner sicuro e potenziale di cooperazione con tanti
altri stati e nazioni nel mondo e in questi ultimi anni ha ristabilito e
sviluppato rapporti di cooperazione economica, commerciale e politica
con circa 160 paesi e territori del mondo. Colgo questa occasione per esprimere un sincero ringraziamento al
Presidente della Giunta Regionale Signor Claudio Burlando per il suo
patrocinio e prezioso appoggio alla pubblicazione del libro sulla nave
di solidarietà Australe, al Presidente del Comitato Genovese di Amicizia
Italia - Viet Nam Sig. Luciano Sossai e al suo segretario e compagno
Sig. Sergio Bertorello, alla Compagnia Unica dei lavoratori portuali per
il loro valido contributo affinché il progetto del libro sulla nave
Australe possa essere realizzato. Porgo infine un caloroso saluto a tutti i lettori del libro e sono
convinto che potranno trovare nel libro un valore fondamentale che è
rappresentata dalla solidarietà tra i popoli. |
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PRESENTAZIONE di Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria Mi fa molto piacere introdurre alla lettura di questa bella storia di generosa solidarietà. Ricordo una mattina nella sede della "Compagnia Unica dei lavoratori delle merci varie", non molto tempo fa, una discussione, anzi una rievocazione, da parte dell'ambasciatore del Vietnam e di Luciano Sossai: era con noi anche Donata Bonometti. Ero stato testimone di una rievocazione molto ricca di colori, sentimenti, aneddoti: come fu che i portuali genovesi - correva l'anno 1973 - avevano deciso di riempire una nave di ogni sorta di beni destinati al popolo che, laggiù in Asia, stava combattendo una battaglia durissima per la propria indipendenza e la propria libertà. Alla fine di quella chiacchierata molto istruttiva e commovente mi era venuto spontaneo dire: ma perché non lo scrivete questo racconto? Sono grato dunque a Donata, che con la sua intensa scrittura ha reso possibile quell'auspicio, realizzando il libro che ora avete in mano. E sono grato, naturalmente, a tutti coloro che hanno collaborato a questo piccolo ma a mio avviso molto importante progetto editoriale. Sì, questa storia andava raccontata. È la testimonianza dell'intensità di una passione politica che i portuali genovesi incarnano, non solo sul fronte della solidarietà internazionale, ma che in quel frangente aveva assunto pienamente tutti i contenuti di un impegno straordinario e profondamente originale. Fatto di una miscela del tutto particolare: la competenza professionale, la dignità del lavoro, la vocazione per ogni causa di libertà. L'idea di spedire in Vietnam una nave di aiuti era già di per sé una
sfida di grande difficoltà. Non si trattava solo di trovare, grazie a un
moto di solidarietà che si moltiplicò ben al di là della comunità
portuale che aveva promosso il progetto, i beni da far giungere a quel
popolo in lotta. Bisognava caricare la nave - e questo era forse il
compito più facile per gli espertissimi lavoratori della Compagnia - ma
soprattutto si doveva poi guidarla in Dunque una vicenda nata da una passione democratica assume anche i contorni di una avventura di mare. Rievocare questa storia, tenendosi distanti da ogni retorica fuori luogo, acquista senso di fronte alla realtà del Vietnam di oggi, un paese che sta conoscendo una notevole fase di crescita, agganciata al trend fortissimo di sviluppo di queste aree del Lontano Oriente, con i giganti di Cina e India divenuti le più potenti locomotive del mondo. Ero stato in visita in Vietnam nel '97. Un'esperienza toccante. Ricordo la bellezza delle architetture coloniali di Hanoi, la presenza nella città di una natura lussureggiante, incontaminata. Il Vietnam faticava ancora, però, a ingranare la marcia dello sviluppo. È passata una decina d'anni, e il paese che si era liberato trent'anni fa - evocando l'immagine di un Davide che vince il gigante Golia - ora partecipa di uno sviluppo che allora era francamente inimmaginabile. Coltivare la memoria diventa allora un esercizio indispensabile. Genova sta infittendo le proprie relazioni economiche e culturali con i paesi asiatici. Abbiamo anzi l'ambizione di diventare la principale porta mediterranea, aperta verso l'Europa, per il transito dei traffici in entrata dal Far East e di quelli in uscita verso le nuove capacità di consumo di popolazioni che, pur tra tante drammatiche disuguaglianze e contraddizioni, si stanno affrancando dalla povertà. Lo scambio delle merci e i reciproci vantaggi economici vogliamo che
siamo accompagnati dalla capacità di riconoscere i sentimenti, le idee,
le storie degli uomini e delle donne che sono protagonisti di queste
nuove occasioni di incontro. Oggi come e più di ieri. |
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RAFFAELE NIRI – La Repubblica – Genova - Sabato 20 dicembre 2008
“Giap, Giap Ho chi Min” oppure un
lunghissimo, un po' "portuale" oooooo, molto prolungato, che poi finiva
con un improvviso "cimin". |
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Iniziativa benefica Diventa un libro la storia della nave “umanitaria” che salpò 35 anni fa.
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rotta dell’amicizia da Genova fino al Viet Nam In collegamento con gli operai della pianura padana, in particolar modo dell'Emilia, i portuali formarono il Comitato per la pace nel Vietnam, che raccolse materiale per la popolazione in guerra. Tra la gente di mare e di terra fu una gara. I portuali stivarono il materiale in questa nave carretta con il lavoro volontario delle loro braccia, infilando nella pancia della nave ogni ben di dio: dai trattori agli ospedali da campo, alle scuole prefabbricate, dai medicinali ai quaderni, dai vestiti alle automobili. Fino a che una famigliola, al momento della partenza arrivò di corsa con una 500 carica di giocattoli e il papà con le chiavi in mano. Disse a Luciano Sossai: portatela laggiù, servirà. Tornarono a casa a piedi. Luciano Sossai era il portuale scelto dalla Compagnia Unica e dall'allora console Giovanni Agosti per portare : l'Australe in Viet Nam. Equipaggio raccogliticcio, viaggio terribile, acque infestate, da serpenti velenosi, i cosiddetti "settepassi" che dopo averti morsicato, ti uccidevano appunto sette passi dopo. Pirati, turbolenze, monsoni. Arrivarono nella baia di Hai Phong il 9 gennaio del 1974, dopo aver percorso 13 mila miglia e lì, al momento stesso dello sbarco si instaurò, un sodalizio fra Genova e il Vietnam che diede origine ad un legame amoroso sempre vivo di scambi, l'Associazione Italia Vietnam di cui il portuale Sossai è uno dei portavoce nazionali, ma anche amicizie importanti, durature. Come l'affetto fraterno di Sossai con il mitico generale Giap, quasi cente-nario, la presenza, spesso al San Martino di Genova, di uno dei migliori medici agopuntori del mondo, il profes-sor Nguyen Tai Thu, e di ambasciatori rappresentanti, e di politici vietnamiti spesso nel capoluogo ligure. Come dimenticare? Quella nave fu la rotta della generosità della città, dei portuali che prestarono il loro lavoro, seguendo la scia della compassione verso le popolazioni civili orribilmente decimate dalla fame, dalla guerra, sfigurate o uccise dai diserbanti, torturate nei modi più indicibili come la giovane donna stuprata con i serpenti. Diari di bordo, reportage fotografici disegni di bambini, documenti ricostruiscono quell'epopea che Luciano Sossai oggi portuale della CULMV in pensione, presidente del Circolo Rum, ha raccontato a Donata Bono-metti, giornalista delSeeolo XIX. Ne è nato un libro, edito da Erga, che verrà presentato oggi pomeriggio alle 16,30 in Regione in piazza De Ferrari, alla presenza del presidente Claudio Burlando che ha voluto patrocinare questo libro e ne ha favorito la pubblicazione, coinvolgendo la Coop Liguria. Scritto soprattutto per i più giovani, perché conoscano e non dimentichino. Perché sappiano che pace e solidarietà erano parole già praticate dai portuali e dai genovesi tutti.
Il libro si
avvale anche dei contributi di Pietro
Tarallo e Giorgio Richetti sui Viet
Nam di oggi. |
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