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"Sto offrendo una casa a un bambino che ne ha bisogno, ecco cosa sto
facendo. Ma sto facendo anche un’altra cosa: costruisco la mia famiglia
su un dolore altrui. Come si è sentita quella donna quando lo ha
abbandonato? Me lo domanderò sempre. Povero Hai Au. Se lo domanderà
sempre.”
Shelley è una donna attraente, piena di coraggio e curiosità. Vive in
North Carolina, e dopo aver tentato invano di avere un bambino, ora
desidera con tutta se stessa adottarne uno.
Xuan Mai ha alle spalle una terribile fuga dal Vietnam, dove vent’anni
prima aveva involontariamente causato una disgrazia. Con grande tenacia,
si è rifatta una vita, e il suo emporio etnico va a gonfie vele.
La bella notizia è che dopo mille tentativi andati a vuoto, Shelley ce
l’ha fatta: in un orfanotrofio di Hanoi c’è un piccolino dalle guance
tonde che l’aspetta.
Purtroppo, ce n’è anche una pessima: Martin – che di figli ne ha già due
e del Vietnam ricorda solo l’orrore – di questa adozione non ne vuol
sapere.
Shelley e Xuan Mai diventano amiche e, di fronte al secco rifiuto di
Martin, vere e proprie alleate: di punto in bianco, decidono di partire
insieme per il Vietnam.
In una Hanoi allegra e assolata, piena di “vita lungo la strada”,
riescono a darsi ciò che a ciascuna mancava. Scoperchiato lo scrigno
degli errori, riannodati i fili spezzati con il passato, ritroveranno la
misura ideale per puntare dritto alla felicità. Con la complicità di un
medico italiano, energico e profondamente generoso.
Narrato in prima persona da due voci – e due culture – così diverse, che
si passano il testimone di capitolo in capitolo, Se tu vivessi qui
è una straordinaria ricognizione sull’amicizia, sull’amore e sul
perdono.
E tocca, fino alla commozione, le corde più alte della nostra
sensibilità.
Dana Sachs
Scrivere di ciò che si conosce; nel caso di Dana Sachs questo principio
si applica alla perfezione. Il Vietnam, l’adozione, seppellire i morti
per professione: i tre temi che si intrecciano magnificamente nel
romanzo hanno suscitato in Dana Sachs fantasie, riflessioni e il bisogno
di approfondire. Il Vietnam è una passione che parte da lontano, un
luogo che tra tanti viaggi ha colpito il cuore ed è rimasto. Al punto da
viverci per un anno con marito e figli, al punto da coinvolgere anche i
parenti, tutti molto creativi, in sopralluoghi, soggiorni prolungati,
addirittura un documentario, Which Way Is East. L’adozione è un tema
intrigante, svela emozioni e sentimenti complessi alla radice del
desiderio di un figlio, mette alla prova la capacità di amare. Quesito
esistenziale per Dana Sachs al momento di diventare madre, si trasforma
in oggetto di indagine sul campo durante la permanenza in Vietnam,
“fonte” di bimbi adottivi per l’Occidente. Infine, da un’amicizia con un
professionista della cura dei morti, nasce l’idea di raccontare
dall’interno questo lavoro inquietante, in realtà così profondamente
connesso con la vita, con la dimensione più vulnerabile di se stessi e
degli altri. Dana Sachs è nata a Memphis, è vissuta a lungo in
California, e ora vive a Wilmington, in North Carolina, set americano di
Se tu vivessi qui.
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