Oltre
il silenzio delle armi

L'agente arancio e le conseguenze della guerra in Viet Nam

A cura di Sandra Scagliotti e Nicola Mocci

AIPSA  EDIZIONI ©  2008

Il popolo vietnamita ha per lungo tempo combattuto per la sua libertà, la sua indipendenza e la sua unità. Il Viet Nam è oggi un grande paese, con ottanta milioni di abitanti, che vive in pace, ma il cui sviluppo è ancora ostacolato dalle conseguenze dell'agente arancio, il defogliante  a base di diossina sparso in maniera massiccia sul Viet Nam meridionale durante la guerra americana che in violazione delle convenzioni umanitarie, fu la prima guerra chimica della storia ad essere mediatizzata.
Per il Viet Nam si trattò di una catastrofe sanitaria e ambientale; lo è ancora oggi, perché gli effetti della diossina persistono, continuando silenziosamente l'opera di distruzione.
La popolazione vietnamita è colpita nella sua carne, nei suoi figli, nel suo ambiente.
La questione dell'agente arancio che si estende, seppur in misura meno evidente al Laos e alla Cambogia, solleva numerose questioni sul piano umanitario, scientifico, politico e giuridico che vengono presentate in questo lavoro in cui si ricordano innanzitutto l'origine e la natura del problema e si forniscono indicazioni sulle prospettive in campo ambientale, sanitario, sociale e giuridico.

I curatori italiani:
Sandra Scagliotti, vietnamista, dirige il Centro di studi vietnamiti e dai primi anni Novanta svolge attività didattica presso l'Università degli Studi di Torino con seminari sulla storia e la cultura vietnamita.

Nicola Mocci, dottore di ricerca in storia e istituzioni dell'Asia orientale, collabora con il DISPI (Dipartimento di studi politici e internazionali) della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari e con l'istituto SEDET (Sociétés en Développement dans l'Espace et dans les Temps) dell'Università Paris VII, Denis Diderot.