Il Drago e la Farfalla


Corrado Ruggeri attraversa il Paese da molto tempo.
Quelle esplorazioni diventano un libro e un dvd.
Magie e miseria, viaggio dove ricomincia il Vietnam


A ciascuno il suo orizzonte perduto, a ciascuno il suo Catai, la sua Shangri-La.
Corrado Ruggeri, tra i molti che ha frequentato, si è scelto il Vietnam.

Lo ha percorso una decina di volte, lo ha studiato, gli ha preso le misure, ha lasciato quel tanto di inesplorato che è indispensabile a rendere vitale un luogo, geografico ma anche dello spirito.
Giornalista, autore di volumi che i cultori della narrativa di viaggio conoscono e apprezzano (da "Farfalle sul Mekong", Feltrinelli 1999, in buona parte proprio sul Vietnam, a "Sì, viaggiare", con Folco Quilici, Mondadori 2006), Ruggeri prende di petto un Paese nel quale - da lontano - vediamo annodarsi l' esotismo salgariano, l'epopea di guerre che hanno colonizzato l'immaginario occidentale e l'attualissimo sviluppo di un'economia che rimanda al mondo complesso e globalizzato.
Non è il primo autore italiano a rimanere invischiato nel Vietnam, Ruggeri. Ai primi del Novecento, Mario Appelius visitò l'allora Indocina francese esplorandola con occhio dannunziano e dannunzianamente la restituì nelle pagine di "Asia gialla"; ma ci sono anche le divagazioni di Alberto Arbasino ("Mekong", Adelphi 1994), precedute dalla pietas bellica dei reportage di Goffredo Parise; sul Vietnam pacificato ha scritto Claudio Magris, mentre Gian Luca Favetto ci ha appena ambientato il nuovo romanzo, "La vita non fa rumore" (Mondadori).
Ruggeri preferisce non imbrigliare la sua idea di pellegrinaggio a Oriente e moltiplica le chiavi d'accesso, offre al lettore una serie di racconti, alcuni anche molto brevi, e amplifica l'effetto della narrazione abbinando al suo Il drago e la farfalla. Viaggi in Vietnam (pagg. 222, Marcopolo/Sitcom Editore, 24) un dvd con 20 scorci sul Paese per la regia di Valeria Castrucci, da nord a sud, da Hanoi al delta del Mekong.
Tanto è composta e rassicurante la voce fuori campo che insegna ad accostarsi al Vietnam, tanto sono variegati i toni e i contesti nel quale si muove il Ruggeri che scrive. Fogli di un diario di viaggio, i capitoli sono un flusso che si compone senza la pretesa di tracciare il ritratto definitivo di un Paese complicato e lascia che le cose filtrino con calma.
I riti di viaggio sono adeguatamente contemplati, dalla curiosità culinaria - cane in umido compreso - fino agli incontri casuali, con backpacker in coppia o spaiati, con i loro corpi che si cercano, un'umanità appena sfiorata, magari con ironia.
La guerra che si è chiusa 33 anni fa e ha lasciato una popolazione giovane, giovanissima, irrompe attraverso i ricordi di un marine di origine italiana o l'orrore che non si può disinnescare dell'agente orange, il defoliante teratogeno che ha avvelenato acqua e terra e dissemina il Vietnam di esistenze devastate.
Ruggeri fa anche parlare chi dell'impetuosa modernizzazione vive gli aspetti degradanti, scopriamo - tra le virgolette di chi racconta - lo scivolamento in una prostituzione che quasi non vuole chiamarsi per nome, dentro un reticolo di relazioni sempre più erotizzate. E c'è la speranza: il piacere di esplorare i luoghi con una figlia piccola, o la faticosa conquista dell'amore di due gemelle adottate da italiani sugli altopiani.
Lassù nordvietnamiti e americani si massacravano, adesso non è detto che la vita sia molto più facile di allora.

Del Corona Marco (10 giugno 2008) - Corriere della Sera

Hanoi, la capitale del Vietnam, è una città dinamica, colorata…e sovraffollata.
La prima sensazione che si prova dopo l’atterraggio, è quella di sentirsi (piacevolmente) imprigionati in una gabbia di voci, rumori e profumi. Fiumi di motorini sfrecciano in ogni direzione, evitando uno dopo l’altro turisti e commercianti locali che trasportano, a spalla, frutta e generi alimentari di altro tipo. Alla frenesia delle strade, amplificata dalle voci di commercianti iper attivi alla ricerca di potenziali clienti, si contrappone l’immagine degli anziani seduti sui marciapiedi o su sgabelli in plastica alti non più di 15 centimetri intenti a giocare a scacchi, se uomini, o a chiacchierare, se donne.
Due le caratteristiche che saltano subito all’occhio: le case si sviluppano in altezza più che in larghezza, in quanto costruite in un periodo in cui il governo aveva imposto una tassa sui metri quadrati di suolo occupati dalle abitazioni private. Ancora, ogni via è specializzata in un settore commerciale: alle strade dei giocattoli seguono quelle dell’abbigliamento, degli accessori, dell’elettronica, degli articoli per la casa e così via. Questa abitudine è un residuo dell’era coloniale, in cui le gilde dei mercanti si spartirono le varie zone della città.
Numerosissimi gli angoli di Hanoi da visitare: il lago Hoan Kiem, il mercato coperto di Dong Xuan, e quello notturno in Hang Duong Street: tutti nel cuore del quartiere antico. Ancora, tipicamente vietnamita è lo spettacolo di marionette che, tutti i giorni, va in scena nel teatro sull’acqua Thang Long: con curiose scenografie; i pupazzi raccontano scene di vita quotidiana del Paese.
Per farsi un’idea del livello di propaganda che ancora influenza la mentalità vietnamita basta fare un salto al Mausoleo e al Museo di Ho Chi Minh (chiuso dopo le 10.30 del mattino) o alla prigione di Hoa Lo, in cui sono spiegate nel dettaglio le torture cui vennero sottoposti i vietnamiti dagli spregiudicati coloni francesi.
Infine, vale la pena fare un salto in alcune delle Pagode della città che, a differenza di quelle cinesi -in genere interamente ricostruite-, sono autentiche e molto ben conservate. Le più famose sono quella “singola”, che si trova nel medesimo complesso monumentale in cui è situato il mausoleo, la Tran Quoc, nei pressi del lago Truc Bach, e quella “dell’Ambasciatore”, vicina alla prigione di Hoa Lo.
Per respirare un po’ di calma nella capitale, è necessario svegliarsi molto presto: solo tra le cinque e le sei del mattino, infatti, il quartiere antico riposa e il traffico della città non copre il sottofondo delle acque del lago. Inoltre, per immergersi profondamente nei colori e nei profumi del Vietnam si può organizzare anche una gita fuori città.

Panorama 11 giugno 2008