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Storia della
guerra in Vietnam
La tragedia in
Asia e la fine del sogno americano
di Marc Frey
- © 2008 Einaudi Editore - MAPPE - pp.240
Marc Frey (Heidelberg
1963) è collaboratore scientifico alla facoltà di STORIA INTERNAZIONALE
dell'UNIVERSITÀ JACOBS di BREMA.
Al centro delle sue attenzioni e ricerche sono le relazioni estere degli
Stati Uniti, del Sud-Est asiatico, della decolonizzazione e dei rapporti
Nord-Sud del mondo in generale, nel corso del XX secolo.
Foto di
copertina: Sud Vietnam - 1962 - Foto di Hulton Getty / Getty Images
Questo libro intende fornire un quadro
completo e accessibile delle origini, sviluppi, esiti e conseguenze del
più lungo conflitto militare del xx secolo. Rispetto
all'abbondante letteratura sull'argomento, per lo più incentrata sugli
aspetti militari e strategici del fenomeno, l'autore ricostruisce, in
una sintesi chiara e rigorosa, le cause remote e lo sfondo generale del
conflitto (lo scenario della colonizzazzione e decolonizzazione
dell'intera Indocina sotto il dominio francese, lo scacchiere politico
del Sud-Est asiatico a fronte del consolidamento dei regimi comunisti,
le conseguenze per gli Stati Uniti della guerra di Corea e della
guerra fredda, i problemi e i conflitti interni al paese, le
contraddizioni economico-sociali) inserendo in tale quadro complesso le
principali fasi politico-militari dell'escalation della guerra nella
regione.
Frey dà inoltre grande rilievo alle vicende interne degli USA legate
alla guerra ed ai loro effetti sul lungo periodo: il movimento pacifista
e le lotte studentesche, lo sviluppo della controcultura, la loro
influenza sulla pubblica opinione, i diversi orientamenti nello stato
maggiore americano e le conseguenze di tutto ciò sullo svolgimento della
guerra e i suoi esiti.
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Introduzione
Quello in Vietnam è stato in più lungo conflitto militare del XX secolo.
Cominciò, durante la seconda guerra mondiale, come scontro fra la
potenza coloniale francese e il movimento nazionalista e comunista dei
viet minh. Si concluse soltanto trent'anni dopo con il ritiro degli
Stati Uniti dal Vietnam, la caduta di Saigon e l'unificazione del paese.
La guerra in Vietnam ha lasciato ferite profonde, tutt'oggi non guarite.
Il Vietnam, che è uno dei pochi paesi a governo ancora comunista, soffre
tuttora le conseguenze del conflitto dal punto di vista ambientale,
sociale ed economico. Lo stesso discorso vale per il Laos e in
particolare per la Cambogia, dove la guerra in Vietnam innescò una
spirale di violenza i cui effetti continuano a condizionare la storia
del paese. Per gli Stati Uniti fu la prima sconfitta militare della loro
storia. La «sindrome del Vietnam» impronta fino ai nostri giorni la
politica estera degli Usa.
La guerra ha influito sull'atteggiamento di molti americani verso il
loro paese e ha portato a verificare criticamente
l'«eccezionalità» statunitense, ovvero la convinzione che la nazione
degli immigrati possa essere d'esempio per gli altri stati e popoli del
mondo.
In Europa occidentale la guerra in Vietnam modificò l'immagine degli
Stati Uniti, fin verso la metà degli anni sessanta decisamente positiva.
Venti anni dopo che gli americani avevano liberato l'Europa occidentale
dal nazionalsocialismo e dal fascismo, insorse un diffuso
antiamericanismo che influenzò il concetto che molti europei occidentali
avevano dell'America. Quando nei paesi europei occidentali si discuteva
degli Stati Uniti e della guerra in Vietnam, emergeva spesso, assieme a
un'articolata indignazione, anche una certa singolare, maligna
soddisfazione per il fatto che non solo la storia europea occidentale
fosse ricca di errori e di sviluppi fatali.
Dalla metà
degli anni ottanta e al più tardi dalla fine del conflitto Est-Ovest, la
concezione di molti europei occidentali e il loro interesse per
l'America cambiano radicalmente. In particolare il «modello America»
ovunque propagandato, in connessione con la «globalizzazione», con la
crisi dello stato sociale e il passaggio dalla società industriale alla
società dei servizi, ha rafforzato il vivo e generalizzato interesse per
la storia e la società degli Stati Uniti. Però, con la guerra in Iraq, è
riaffiorata nella coscienza di molti anche l'esperienza storica della
guerra in Vietnam. I confronti fra Iraq e Vietnam erano li a dimostrare
quanto sia semplice scatenare una guerra, ma quanto sia poi difficile
trovare la via della pace.
Questo libro è il frutto del proposito di corrispondere a quell'interesse.
Durante la stesura si è tenuto conto di alcune domande fondamentali:
perché gli Stati Uniti si impegnarono in Vietnam? Da quali motivazioni
si fecero guidate i protagonisti politici della vicenda? Quali furono i
momenti risolutivi della guerra in Vietnam? Quali effetti
produsse negli Stati Uniti? E infine: perché gli Stati Uniti persero la
guerra? Detto questo, risulta chiaro che al centro dell'esposizione si
colloca principalmente il punto di vista americano, la cui analisi ha
tuttavia richiesto anche il coinvolgimento delle posizioni del Vietnam
del Sud e del Nord, nonché un esame del contesto internazionale.
Questo testo si è avvalso ampiamente dei risultati delle ricerche degli
storici statunitensi i quali si occupano da molto tempo e con
particolare intensità della guerra in Vietnam. Altrettanto stimolanti
sono state tuttavia le discussioni con gli studenti del dipartimento di
Storia anglo-americana dell'Università di Colonia e del
Nordamerikaprogramms dell'Università di Bonn. Mi sono state inoltre
d'aiuto le considerazioni critiche dei docenti Claus Daufenbach (Bonn),
Detlef Feiken (Monaco di Baviera), Jiirgen Heideking (Colonia), Wilfried
Mausbach (Washington), Gerritt Rudolph (Cambridge) e Sigrid Schneider
(Colonia), che ringrazio qui cordialmente. Mia moglie Anna Frey è stata
generosa di consigli competenti e ha assecondato in vario modo la
stesura del manoscritto. La responsabilità del testo nonché degli
eventuali errori di valutazione è comunque soltanto mia.
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