Adriano Guerra  -  "Il Sentiero di Ho Chi Minh"  -
Editori Riuniti - 1970  -  Pagine 194

L'operazione Bukiet

La seconda guerra d'Indocina è cominciata nell'agosto del 1969 quando le truppe di Vientiane, rafforzate da soldati tailandesi « in uniforme laotiana » (come rivelò il New York Times il 18 settembre 1969), partendo dalle basi sul Mekong invasero la Piana delle Giare.
All' operazione venne data dagli ideatori un nome curioso, « Bukiet » (« Per salvare l'onore »), certo anche per tenere celato il significato strategico dell'offensiva. L'idea dell'« onore da salvare » è infatti sempre associata — come sanno perfettamente gli specialisti della guerra psicologica — a quella di una difesa disperata contro forze nemiche soverchianti.
Ma nella Piana delle Giare era iniziata in realtà una battaglia assai più importante rispetto a quel che poteva apparire dai primi scarni comunicati di Vientiane. L'obiettivo era di dare un colpo risolutivo alle forze del Pathet Lao sconfiggendole in una 'battaglia campale per poi penetrare in profondità nella « zona libera », raggiungere e tagliare in più punti i confini occidentali del Vietnam del Nord. Poi, per completare l'opera e isolare del tutto l'intero confine occidentale del Vietnam, sarebbe bastato organizzare un colpo di Stato più a sud, in Cambogia...

L'obiettivo era ambizioso ma, apparentemente, realistico: nel Laos le forze a disposizione per l'offensiva erano assai superiori a quelle che poteva mettere in campo il Fronte patriottico; nella Cambogia i gruppi di destra si stavano rapidamente organizzando e il partito di Sihanuk non aveva — così almeno sembrava — reale consistenza politica. La situazione internazionale era favorevole: URSS e Cina si scambiavano bordate di accuse, l'opinione pubblica, anche in America, aveva accolto con un sospiro di sollievo le promesse di Nixon sul ritorno delle truppe dal Vietnam, a Parigi si discuteva, e le corrispondenze sul Sud-Est asiatico incominciavano già a lasciare le prime pagine dei giornali.