"Dalla terra di nessuno"
Romanzo di Duong Thu Huong  -  ©  GARZANTI 2007  -  pp.455

 

1975, Hameau de la Montagne, un villaggio del Vietnam centrale.
Mien, giovane moglie di un ricco proprietario terriero, sta tornando a casa dopo una spedizione nella foresta. Di fronte alla sua abitazione c'è una folla di persone.
Gli sguardi di tutti sono puntati su di lei: la fissano vecchie e bambini, vicini di casa e contadini. Dall'interno della casa una voce, stranamente familiare, la chiama per nome. Mien è come paralizzata: quella voce appartiene a Bon, il primo marito, dato per morto in guerra molti anni prima. Si è trattato di un tragico errore: l'uomo, fragile e malato, è tornato a reclamarla, ben deciso a far valere i propri diritti. Ma Mien, ora, è sposata con un altro, Hoan, da cui ha avuto un figlio.
Di fronte alla pressione della comunità e delle autorità di partito, Mien decide di sacrificare il suo amore e torna con Bon. Ma dimenticare Hoan pare impossibile.
Questo tragico scherzo del destino segna l'inizio dell'indimenticabile romanzo di Duong Thu Huong, la più famosa scrittrice vietnamita. Sullo sfondo di un paese lacerato dal conflitto e di una società imbevuta di principi morali e politici, s'intrecciano i destini di tre personaggi inesorabilmente legati dall'assurdità della guerra.
Attraverso una scrittura evocativa e una sontuosa descrizione di suoni, odori e colori, Duong Thu Huong tratteggia la figura di una donna che cerca di conciliare la propria felicità con i valori tradizionali, una donna in bilico tra desiderio e compassione, dovere e sacrificio, rabbia e amore, che diventa l'emblema di un intero popolo, immolato sull'altare della guerra.

"Nei suoi intensi libri la ferma critica politica e sociale si unisce all'evocazione di un paesaggio incantevole"
(Claudio Magris)

"Duong Thu Huong è considerata dal regime di Hanoi una sorta di bomba a orologeria. Il crimine di questa donna piccola e minuta? Rifiutarsi di abbassare la testa, di mettersi a tacere.
(Le Monde)

Duong Thu Huong (1947) è autrice di diversi romanzi tradotti in inglese e in francese.
Ai tempi della guerra del Vietnam, a vent'anni, ha guidato una brigata della gioventù comunista: è una dei tre sopravvissuti su quaranta.
Ha iniziato a lavorare nel 1975 come sceneggiatrice cinematografica, ma si è ben presto scontrata con la censura. Nel 1987 ha approfittato di una breve apertura del regime per pubblicare Oltre ogni illusione, edito da Garzanti nel 2004.
Nel 1990 è stata espulsa dal partito comunista e l'anno successivo incarcerata per sette mesi. Di recente ha scelto l'esilio in Francia.
I suoi romanzi, che rappresentano una delle più efficaci testimonianze a favore della democrazia e della tolleranza, sono stati definiti «straordinari e profondamente tragici» («Boston Sunday Globe»), «sorprendentemente potenti» («Los Angeles Times Book Review») e «gemme letterarie che trasudano nitroglicerina politica» («Entertainment Weekiy»).
Nel 2005 ha vinto la XXIV edizione del Premio Grinzane Cavour per la sezione narrativa straniera, oltre a un premio speciale, come riconoscimento del suo impegno sociale, a favore della libertà di espressione.
Dalla terra di nessuno è il suo ultimo romanzo.