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Come in questo caso (11 novembre 2011), la conclusione era stata proclamata in una data "palindroma", il 7 luglio 2007. Oltre 100 milioni di voti on line che hanno eletto due siti precolombiani, Machu Picchu in Perù e Chichen Itza in Messico, Petra (Giordania), la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la Grande Muraglia cinese, il Taj Mahal (per molti "il palazzo più bello del mondo") di Agra, India, e il Colosseo. In questo caso, il numero dei votanti non è ancora noto, ma si intuisce sia elevatissimo. La prossima campagna, già in fase di lancio, porterà alla nomina delle 7 meraviglie "urbane". Vedrà sullo stesso "teatro di gara" città storiche come Venezia e Tokyo e le megalopoli del 21mo secolo come Seoul o San Paolo. Le nomination per partecipare a New7WondersCities possono essere presentate entro fine anno, il via il 1° gennaio prossimo.
Inevitabilmente, la globalizzazione accelerata degli ultimi due secoli ha innescato aggiornamenti sempre più frequenti: Usa Today ne ha creato una sua propria, la CNN ne ha proposta una, a sua volta relativa alle bellezze naturali; esistono poi le meraviglie del mondo industriale, quelle del mondo sommerso, e altre nazionali. Guai allora a investire di troppa autorevolezza simili iniziative: meglio prenderle come un gioco, o se si vuole, come una opzione in più tra le tante guide turistiche che le librerie, la televisione, il web, offrono al viaggiatore del ventunesimo secolo Arturo Cocchi (11 novembre 2011) la Repubblica |