affari globali

Il falchetto alla Banca mondiale

il manifesto del 29 Giugno 2007

 

 

Come era nelle attese la Banca mondiale (Bm) ha ufficialmente eletto Robert Zoellick presidente dell'istituto in sostituzione di Paul Wolfowitz, destituito dopo essere stato accusato di corruzione.
Nella spartizione mondiale dei moderni feudi, il governo Usa si è autoassegnato la Banca mondiale; mentre agli europei spetta la direzione dell'Fmi.
La cerimonia si è ripetuta e la Casa bianca - che per molto tempo si era battuta contro la destituzione del falco Wolfowitz - ha avanzato la candidatura di Zoellick. «Un diplomatico ha sostituito un politico» è la storiella che ci viene ripetuta per favorire il gradimento di Robert Zoellick. Zoellick non è l'ideologo della guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq come Paul Wolfowitz, tuttavia non è quel che si dice un uomo «nuovo»: ha rivestito la carica di sotto-segretario dell'amministrazione Bush e per molto tempo è stato il capo negoziatore nelle relazioni commerciali. Zoellick ha dunque gestito il negoziato della Wto (World trade organitation) relativo all'agricoltura, più noto come Doha round, sempre difendendo la regola della liberalizzazione che vale per i paesi più poveri e l'«eccezione» del protezionismo per gli affari di casa degli Stati uniti.

Salutato senza rimpianti Wolfowitz, dunque, pare difficile attendersi un cambio di rotta della Banca, sempre più gradita alle multinazionali ma attaccata nel mondo per gli sconvolgimenti delle condizioni ambientali di intere aree (come nel caso delle dighe in India o in Cambogia).