L'altra Medicina
 

Indagine Istat sulle cure alternative ai farmaci: la fiducia dell'omeopatia, titoterapia e agopuntura è raddoppiata negli iltimi 10 anni.
NOVE MILIONI DI ITALIANI SCELGONO L'ALTRA MEDICINA"
E' convinzione sempre più diffusa che le terapie "dolci", anche se ritenute meno efficaci, siano meno tossiche. L'utente tipo è donna, abita nel nord est, ha un buon titolo di studioe è soddisfatta delle cure. I più scettici, gli anziani.

ELENA DUSI - la Repubblica - 19 aprile 2001 -ROMA

Italiani conquistati dalle medicine non convenzionali. Omeopata, chiropratico ed erborista sostituiscono sempre più spesso il tradizionale farmacista con il simbolo di Esculapio sul taschino. I dati, presentati ieri all'Istituto Superiore di Sanità, sono stati raccolti dall'Istat con un'indagine su un campione di 70 mila persone.
Dal 91 al 99 è quasi raddoppiato il numero di italiani che ricorrono con fiducia alla medicina NON convenzionale. La cifra complessiva raggiunge quota 9 milioni (il 15,6% della popolazione). Siamo ancora ben lontani dalla media europea del 25%, ma stiamo galoppando a buon ritmo per recuperare il terreno perduto. L'omeopatia in testa alle preferenze degli italiani, ha visto crescere i suoi utenti dal 2,5% all'8,2% in otto anni, qualificandosi come la forma di medicina non convenzionale più gettonata. Al secondo posto troviamo la fitoterapia, che passa dal 3,6% del '91 al 4,8% del '99. Segue l'agopuntura, stabile intorno al 2,9%.
«Il segreto — spiega M. Marotta, presidente della società italiana di omeopatia— sta nel rapporto fra medico e paziente. La medicina tradizionale attribuisce poco rilievo all'ascolto del malato e si limita a fornire prescrizioni uguali per tutti».
Dall'indagine Istat emerge la convinzione che le terapie "dolci", anche se a volte non altrettanto efficaci, siano meno tossiche di quelle farmacologiche.  Ne sono convinti tre italiani su quattro. Ma questa teoria è parzialmente smentita da A. Nobili dell'istituto farmacologico Mario Negri di Milano: «Si gioca con il fuoco. Non è vero che tutto ciò che è naturale è esente da rischi. In natura esistono dei veleni potentissimi. Non si maneggiano i farmaci come se fossero tutti infusi di camomilla».
Gli inviti alla prudenza dei farmacologi tradizionali non riescono a scuotere il popolo degli alternativi. Che dimostra di comportarsi in maniera tutt'altro che avventata.
La percentuale di persone che si rivolgono all'omeopata aumenta infatti con il titolo di studio. Un laureato su quattro ha seguito prescrizioni di medicina alternativa. Il dato scende al 18% di chi ha un'istruzione superiore e all'11% di chi si è fermato alla licenza elementare. I più tradizionalisti sono gli uomini. Il 12,9% della popolazione maschile preferisce i rimedi naturali, contro il 18,2% delle donne. Quasi il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni è entrato nel mondo della medicina non convenzionale, quasi sempre condotto per mano dalla madre. Gli anziani, piuttosto scettici nel complesso, si lasciano andare solo all'agopuntura (1,9% delle persone oltre i 75 anni) nel tentativo di alleviare i dolori articolari.
Secondo l'Istat c'è anche una correlazione forte fra uso di medicine non convenzionali e geografia. II nord batte il sud sia nel consumo di prodotti omeopatici ed erboristici che nel ricorso a chiropratici
ed esperti di agopuntura. Nel nord est d'Italia quasi una persona su quattro pratica una terapia alternativa. La percentuale scende a uno su sei al centro e a uno su quindici al sud.
Sull'efficacia delle medicine non convenzionali si dibatte da tempo. Ma quasi il 70% di coloro che le hanno sperimentate sulla loro pelle si dichiarano soddisfatte.
Un chiaro messaggio al Parlamento, che non è riuscito a condurre in porto il progetto di legge sulla regolamentazione della medicina alternativa.