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Apicio
suggerisce il garum su gran parte delle sue ricette, con la
specifica funzione di salare le vivande. Sugli elementi che costituivano
questo condimento di base della cucina antica c'è discordanza. Plinio il
Vecchio definisce il garum “un liquido di pesce marcio”, Varrone
lo descrive come salamoia di pesce alla quale era stato aggiunto succo
di pere. Certamente il prodotto era composto da interiora a base di
pesce fatte macerare in olio assieme a varie erbe. Questa le preparazioni che consigliamo. A) Prendere la bianca carne dello sgombero, aggiungerla a sardine e acciughe. Sminuzzare e mescolare il tutto su di un tagliere. Aggiungere del sale in grande quantità e fare riposare per tutta la notte. Versare quindi in un contenitore, da lasciare poi aperto per alcuni mesi in un angolo soleggiato. Si otterrà un liquido fermentato da versare come salsa sulle pietanze. B) Prendere erbe aromatiche (timo, finocchio, salvia, menta peperita, origano) e pesci (acciughe, sardine, tonno..), tritare il tutto e mettere il composto ottenuto in un vaso con un coperchio di legno o di sughero. Dopo venti giorni, pigiare con forza e raccogliere il liquido in un recipiente, avrete così ottenuto il garum. |