Le Etnie del Viet Nam
(guida edt - ©  2000)
 


Mentre gli abitanti di etnia vietnamita e cinese vivono soprattutto nei centri urbani e nelle aree costiere, il restante 10% della popolazione si concentra nelle zone montane.
Questa minoranza è costituita da vari gruppi: alcuni contano all'incirca un milione di persone, ma altri si teme che siano ormai ridotti a solo 100 individui.
Le tribù di montagna più pittoresche sono sicuramente quelle stanziate nella parte nord-occidentale del paese, nel rigoglioso territorio montano lungo i confini con il Laos e con la Cina.
Negli Altipiani Centrali e nel Sud è infatti difficile riscontrare differenze così marcate rispetto ai Vietnamiti, almeno nel modo di vestire.
I Francesi chiamavano questi popoli montagnard (montanari), vocabolo che viene tuttora utilizzato da chi parla in francese o in inglese. I Vietnamiti li hanno invece soprannominati moi, un termine spregiativo che significa selvaggi e che purtroppo riflette un diffuso atteggiamento popolare, anche se il governo attuale preferisce parlare di minoranze nazionali.
Alcuni di essi vivono in Vietnam da migliaia di anni, mentre altri sono immigrati nella regione solo pochi secoli fa. Le zone abitate da ciascun gruppo spesso sono determinate dall'altitudine, per esempio gli ultimi arrivati generalmente vivono a quote più elevate.
Un tempo, le aree montane potevano godere di un'indipendenza di fatto finché i loro capi riconoscevano la sovranità vietnamita e pagavano tasse e tributi. Ora il numero di regioni autonome è calato, in quanto la Costituzione del 1980 ha abolito due di quelle che erano state istituite nel 1959 nelle montagne del Nord. Durante la guerra, sia i comunisti sia l'esercito statunitense hanno arruolato cospicui gruppi di combattenti montagnard negli Altipiani Centrali e solo di recente sono state revocate le restrizioni imposte ai turisti americani che volevano visitare le zone tribali nei dintorni di Dalat (forse per timore che la CIA stesse ancora tentando in qualche modo di agire?).


(Foto Matacotta Cordella)

I gruppi etnici del Vietnam sono molto spesso accomunati da una lunga storia di conflitti intertribali e da alcune caratteristiche fondamentali per quanto riguarda lo stile di vita, ma si distinguono per lingua, tratti somatici e abbigliamento tradizionale (v. le singole voci qui di seguito).
Conducono un'esistenza rurale e agricola, in villaggi spesso simili dal punto di vista dell'architettura e dei rituali tradizionali. Molti gruppi sono semi-nomadi e coltivano prodotti come il riso seccagno utilizzando un tipo di agricoltura che consiste nel disboscare e bruciare un terreno coltivandolo per un breve periodo di tempo. Dato che questa pratica distrugge le foreste già ridotte e provoca gravi danni ambientali, il governo sta tentando di convincerli a trasferirsi ad altitudini inferiori per praticare un'agricoltura di tipo più sedentario basata sulla coltura del riso e di raccolti commerciabili come il tè, il caffé e la cannella. Ma nonostante gli allettanti benefici che le comunità potrebbero trarre (nei sistemi di irrigazione, nell'istruzione e nell'assistenza sanitaria), molti preferiscono continuare a vivere sulle montagne, anche per una lunga storia di indipendenza e una generale diffidenza verso la maggioranza di etnia vietnamita che abita nelle pianure.

Come in altre parti del continente asiatico, la ricca cultura autoctona di queste numerose minoranze ha cominciato a risentire di una serie di influenze esterne. Gli abiti tradizionali ormai vengono indossati quasi esclusivamente nei remoti villaggi dell'estremo nord, ma anche qui spesso sono solo le donne a sfoggiarli, in quanto gli uomini in genere hanno adottato il modo di vestire vietnamita od occidentale.

E se l'elettricità, la medicina moderna e l'istruzione hanno portato dei vantaggi, purtroppo esse hanno anche determinato l'abbandono di molte tradizioni antiche.
Un'influenza esterna più recente, e forse altrettanto pericolosa, è il turismo. Il crescente numero di visitatori che si reca nei villaggi delle varie minoranze etniche, le maggiori occasioni di contatto con gli abitanti delle pianure e la comparsa di una crescente tendenza all'affarismo probabilmente non faranno che peggiorare la situazione.
In alcune zone come Sapa, quegli adorabili bambini che in passato guardavano incuriositi gli stranieri e ridevano o scappavano alla loro vista ora chiedono soldi o caramelle.
Le minoranze del Vietnam hanno una certa autonomia. Sebbene la lingua ufficiale sia il vietnamita, tutti i bambini imparano anche il dialetto della propria etnia . Le tasse vanno pagate, ma Hanoi è molto distante e sembra che le tribù di montagna possano vivere come meglio credono finché non interferiscono con i programmi politici del governo. Gli ispettori di polizia e i militari dell'esercito che operano in queste zone spesso sono indigeni e all'Assemblea Nazionale di Hanoi siede un buon numero di rappresentanti delle minoranze nazionali. Anche se ufficialmente non esiste alcuna forma di discriminazione razziale, i membri delle tribù di montagna occupano ancora l'ultimo gradino della scala sociale per quanto riguarda l'istruzione e l'economia.
Nonostante i miglioramenti nella scolarizzazione, nelle aree rurali molti si sposano, hanno figli e muoiono ancora giovani, mentre chi abita più vicino ai centri urbani e alla costa ha delle condizioni di vita migliori.

Le principali minoranze etniche del Viet Nam
Tay Tai Muong Nung H'mong
Jarai Bahnar Sedang Dao Ede
Tay
Popolazione: 1.2 milioni di persone.
Province: Bac Can, Bac Giang, Cao Bang, Lang Son, Quang Ninh, Thai Nguyen.

Tra le tribù di montagna che vivono nelle zone a bassa quota e nelle valli della parte settentrionale del paese, i Tay sono il gruppo più consistente.
Sono riconoscibili soprattutto per i loro abiti tinti di indaco o di nero, spesso accompagnati da foulard dello stesso colore avvolti intorno alla testa. Talvolta portano anche utensili agricoli simili a machete in una custodia alla cintola.
Abitano tradizionalmente in palafitte di legno, anche se i lunghi contatti con l'etnia vietnamita li hanno spinti ad adottare gradualmente le tipiche abitazioni vietnamite in muratura e argilla.
I Tay sono conosciuti per la loro abilità nella coltivazione del riso, del tabacco, della frutta, delle erbe e delle spezie.
Dal punto di vista del culto aderiscono strettamente alle principali religioni vietnamite (buddismo, confucianesimo e taoismo), ma adorano anche geni e spiriti locali.
Da quando hanno sviluppato un loro alfabeto nel XVI secolo, hanno dato origine a un'importante produzione letteraria e artistica che comprende musica, canzoni popolari, poesie e danze.
 
Tai
Popolazione: oltre 1 milione di persone.
Province: Hoa Binh, Lai Chau, Nghe An, Son La.

Come i Tay, questa tribù di montagna emigrò dalla Cina meridionale per andare a stabilirsi lungo le fertili sponde dei fiumi del Vietnam, dai quali attingeva l'acqua per irrigare i campi. Sono state formulate diverse teorie riguardo la parentela con i Thai del Siam (Thailandia), così come riguardo ai colori che identificano i diversi sottogruppi (rossi, neri e bianchi). Alcuni sostengono che queste tonalità corrispondano al colore delle gonne delle donne, mentre altri ritengono che esse derivino dai nomi dei fiumi situati nelle vicinanze.
I Tai Neri sono la componente dominante nella provincia di Son La, dove le donne si distinguono per le camicette e i foulard assai variopinti. I Tai Bianchi si concentrano invece a Hoa Binh e portano vestiti meno colorati, oppure hanno adottato un abbigliamento moderno. In entrambi i gruppi, gli uomini si sono quasi tutti convertiti al modo di vestire vietnamita.
I villaggi normalmente sono composti da 40 o 50 abitazioni su palafitta di bambù. Utilizzando un alfabeto ideato nel V secolo, i Tai hanno dato origine a una produzione letteraria che spazia dalla poesia e dalle canzoni d'amore ai racconti popolari. Chi trascorre una notte a Ban Lac (provincia di Mai Chau) probabilmente riuscirà ad assistere
a una delle loro interessanti esibizioni di musica e danze.
 
Muong
Popolazione: oltre 900.000 persone.
Province: Hoa Binh, Thanh Hoa.

Stanziati prevalentemente nella provincia di Hoa Binh, i Muong sono un gruppo tribale con un'organizzazione sociale maschilista.
Vivono in piccoli villaggi di palafitte chiamati quel, che a loro volta sono raggruppati in villaggi più grandi detti muong, ciascuno dei quali è controllato da una nobile famiglia ereditaria conosciuta con il nome di lang.
Pur avendo origini molto affini alle popolazioni di etnia vietnamita (dalle quali non si distinguono quasi più), la loro ricca cultura li avvicina di più ai Tai.
Le donne portano lunghe gonne e camiciole, mentre gli uomini girano tradizionalmente in panciotto e pantaloni color indaco.
I Muong sono celebri per la letteratura popolare, i poemi e le canzoni, gran parte delle quali sono state tradotte in vietnamita. In campo musicale utilizzano strumenti quali gong, tamburi, siringhe, flauti e violini a due corde.
Coltivano anche il riso, benché in passato alla base della loro alimentazione vi fosse un diverso tipo di riso.
 
Nung
Popolazione: 700.000 persone.
Province: Bac Thai, Cao Bang, Ha Bac, Lang Son, Tuyen Quang.

I Nung indossano soprattutto abiti neri o color indaco, con foulard avvolti intorno al capo.
Le loro case sono concentrate in piccoli villaggi e generalmente sono suddivise in due parti, una utilizzata per la vita di tutti i giorni e una riservata alle attività lavorative e alle preghiere.
Dal profondo culto per gli antenati alle festività tradizionali, i Nung sono simili ai Tay dal punto di vista sociale e spirituale.
Le spose pretendono ricche doti dai loro pretendenti e l'eredità si trasmette dal padre al figlio maschio, segno evidente dell'influenza cinese.
Nella maggior parte dei villaggi esistono ancora uomini della medicina che vengono interpellati per scacciare gli spiriti maligni e curare le malattie.
I Nung sono abili agricoltori, tanto da poter contare su una produzione abbondante e varia di ortaggi, frutta, spezie e bambù.
Sono famosi anche per l'artigianato (mobili di bambù, ceste, oggetti in argento e fabbricazione della carta).
 

H'mong
Popolazione: oltre 550.000 persone.
Province: Cao Bang, Ha Giang, Lai Chau, Lao Cai, Nghe An, Tuyen Quang, Son La, Yen Bai.

Emigrati dalla Cina nel XIX secolo, i H'mong sono diventati uno dei principali gruppi etnici e tuttavia meno privilegiati del Vietnam. Sono suddivisi in varie sottocategorie (neri, bianchi, verdi e fioriti), ciascuna delle quali si distingue dall'altra per piccole differenze riguardanti l'abbigliamento tradizionale.
Una delle più facili da riconoscere è quella dei H'mong Neri, i quali tingono i vestiti di lino con un colore blu-indaco dai riflessi metallici. Le donne normalmente indossano gonna, grembiule, ghette e un cappello cilindrico. Tra i H'mong Fioriti, gli uomini indossano abiti blu e neri, mentre le donne vestono in modo un po' più elaborato rispetto ai H'mong Neri e di solito hanno una specie di sciarpone di lana in testa. Indipendentemente dalla loro appartenenza, tutte le donne h'mong solitamente portano grandi
collane d'argento e diversi braccialetti e orecchini.
I H'mong risiedono ad altitudini elevate, dove coltivano riso seccagno, ortaggi, frutta, piante medicinali (compreso l'oppio) e allevano maiali, mucche, polli e cavalli.
Sono presenti in tutto il Sud-est asiatico, ma negli scorsi anni molti hanno abbandonato il Vietnam per trasferirsi in Occidente come rifugiati.
 

Jarai
Popolazione: oltre 190.000 persone.
Province: Dac Lac, Già Lai, Khanh Hoa, Phu Yen.

Gli Jarai sono la minoranza più popolosa degli Altipiani Centrali, soprattutto nella zona di Pleiku.
I loro villaggi spesso prendono il nome da un corso d'acqua vicino o dal capo tribù e al centro di ognuno di essi di solito c'è un nha-rong, ovvero un'ampia palafitta che funge da luogo di incontro della comunità.
In questa etnia è tradizione che siano le donne a proporre il matrimonio agli uomini, cosa che viene fatta tramite un paraninfo incaricato di consegnare al candidato prescelto un braccialetto di rame.
Sono ancora molto diffuse tanto le credenze quanto i rituali dell'animismo e la gente onora i propri antenati e la natura attraverso una serie di geni chiamati yang. Due degli spiriti più venerati sono il Re del Fuoco (Po Teo Pui) e il Re dell'Acqua (Po Teo La), che vengono invocati perché mandino la pioggia.
Le donne normalmente indossano camicette senza maniche color indaco e lunghe gonne.
Forse più di ogni altra tribù di montagna del Vietnam, gli Jarai sono famosi per i loro strumenti musicali, dai gong a corda alle canne di bambù utilizzate come flauti o percussioni.
 
Bahnar
Popolazione: 135.000 persone.
Province: Kon Tum, Binh Dinh, Phu Yen.

I Bahnar vestono in modo simile agli Jarai e pare siano emigrati molto tempo fa dalla costa agli Altipiani Centrali. Sono una tribù di culto animista e adorano alcuni alberi come il baniano e il ficus. Seguono inoltre un loro calendario tradizionale, nel quale 10 mesi sono riservati alla coltivazione dei campi e i restanti due vengono riservati ai doveri personali e sociali come il matrimonio, la tessitura, la compravendita di viveri e altre merci, le cerimonie e le feste.
In passato, quando i bambini compivano il primo anno di età venivano sottoposti a una cerimonia che tramite la perforazione dei lobi - effettuata dopo aver soffiato loro nelle orecchie - li rendeva ufficialmente membri del
villaggio. Si credeva infatti che coloro che morivano senza i lobi forati fossero portati nella terra delle scimmie dalla dea dalle orecchie nere chiamata Duydai.
I Bahnar sono conosciuti per le loro eccellenti capacità di intagliatori, specie per quanto riguarda la produzione di
oggetti usati per decorare le tombe.
 
Sedang
Popolazione: oltre 95.000 persone.
Province: Kon Tum, Quang Ngai, Quang Nam.

Originari degli Altipiani Centrali, i Sedang hanno legami di parentela che arrivano fino alla Cambogia. Come molti loro vicini, anch'essi hanno risentito negativamente di secoli di guerra e invasioni straniere.
Le donne indossano tradizionalmente lunghe gonne e avvolgono la parte superiore del corpo in un indumento simile al sarong.
Tra i Sedang non esistono cognomi e pare che via sia una completa parità tra i sessi. I bambini di un fratello sono considerati figli a tutti gli effetti e questo ha creato una forte tradizione di legami fraterni.
Benché quasi tutte le cerimonie spirituali e culturali si rifacciano al mondo agricolo, vengono ancora praticati usi particolari come l'abbandono delle tombe, la condivisione della proprietà con i defunti e i parti ai margini della foresta.
 
Dao
Popolazione: oltre 470.000 persone.
Province: zone al confine con la Cina e con il Laos, Sapa.

I Dao vivono nelle province nord-occidentali ai confini con la Cina e il Laos e sono uno dei gruppi etnici più pittoreschi e numerosi del Vietnam.
L'abbigliamento femminile è vario, ma normalmente le donne portano elaborati vestiti e ornamenti costituiti da perline color argento e monete (si dice che la loro ricchezza risieda nella quantità di monete che indossano). Hanno inoltre l'abitudine di legare lunghe ciocche dei loro capelli fermandole dentro un grande turbante rosso o ricamato.
I Dao praticano il culto degli spiriti degli antenati chiamati Ban Ho ed eseguono complessi rituali che prevedono il sacrificio di maiali e polli.
La loro prossimità alla Cina spiega il ricorso comune alla medicina tradizionale e la somiglianza dell'alfabeto Non Dao ai caratteri cinesi.
 
Ede
Popolazione: oltre 24.000 persone.
Province: Già Lai, Kon Tum, Dac Lac.

Gli Ede seguono una religione politeista e conducono una vita comunitaria in abitazioni a forma di barca costruite su palafitte, dove spesso vivono grandi famiglie allargate. In queste case circa un terzo dello spazio è riservato alle stanze di uso comune, mentre il resto viene suddiviso in locali più piccoli per consentire la privacy alle coppie
sposate.
Le donne in genere indossano pittoreschi abiti ricamati, con perline e gioielli di rame e argento.
Come avviene tra gli Jarai, sono le famiglie delle ragazze a proporre il matrimonio agli uomini: una volta sposata, la coppia va ad abitare con la famiglia della moglie e i figli portano il cognome della madre. Anche l'eredità è destinata solo alle donne, in particolare alla figlia più giovane.