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La
nota scarsità di donne sta portando all'aumento di agenzie matrimoniali
che procurano mogli straniere a scapoli disposti a pagare. Ora
la stampa cinese annuncia che la polizia dello Hebei, nel Nord della
Cina, ha liberato 3500 donne e bambini rapiti da trafficanti negli
ultimi due anni. Sui giornali cinesi non è raro leggere storie angoscianti di donne rapite per strada o ingannate con la promessa di un lavoro, che si ritrovano in cattività in aree rurali lontane, tenute prigioniere per scongiurarne la fuga. I casi che finiscono sulla stampa però sono esclusivamente quelli che si concludono con la liberazione delle donne, lasciando dunque in ombra la reale entità del problema. Le statistiche ufficiali riferiscono che nel 2010 sono nate 100 bambine ogni 118 bambini: conseguenza in parte degli aborti selettivi - illegali ma ugualmente molto diffusi - e in parte dell'infanticidio femminile, che negli ultimi tempi però è in significativo calo, grazie alle tecnologie capaci di accertare presto il sesso del nascituro. L'attuale campagna contro il traffico di persone, iniziata nel 2009, ha portato la polizia a sgominare 429 gruppi criminali e ad arrestare 556 persone, secondo le dichiarazioni di Yang Zeli, membro della pubblica sicurezza della provincia dell'Hebei, riportate dalla stampa cinese. Lo
stesso giorno la polizia nello Shandong ha dichiarato di aver arrestato
un'altra gang che imprigionava donne per avere figli per conto di altri,
disposti a pagare per l'adozione di un bambino. |