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Può accadere sui canali del delta del Mekong, vicino a Saigon in
Vietnam, dove la guerra è stata trasformata in un’attrazione turistica e
mangiare fuori diventa una piccola avventura. È stato il paese più
bombardato della storia, ma non è una guerra, è un paese, non è una
guerra, è un popolo rigoroso e disciplinato, unito e coraggioso. La
trasformazione di un campo di battaglia in un’attrazione turistica a Cu
Chi è la sintesi dell’elaborazione del conflitto da parte dei vietnamiti
proiettato verso il nuovo millennio. Un modello di parco di divertimento
con un susseguirsi di tunnel sotterranei, depositi, e bunker lungo circa
50 miglia a ovest della città per fare rivivere l’atmosfera degli anni
della guerra. Quello originale durante la guerra consentiva ai Vietcong
di controllare questa area fino al confine con la Cambogia. Si dice che
esistano in tutto il Vietnam 250 km di gallerie su diversi piani, con
fabbriche di armi e ospedali da campo: queste gli permettevano di
nascondersi e sferrare attacchi improvvisi e infine sparire in segrete
botole.
Abbiamo viaggiato con un pullman di veterani che conoscevano il Vietnam
solo come campo di battaglia, dove tutto era nero o bianco, vita o
morte. Accompagnati da una guida locale, questa ci mostra come sono
ricreate le situazioni del conflitto, i rumori delle bombe e i versi
degli animali, gli esempi degli attacchi, tutto attraversando stretti e
bui tunnel, con addosso armamenti pesanti e la possibilità di sparare:
tutto a un dollaro con un AK- 47. Il paese a vederlo così, sembra nel
mezzo di un boom economico, con commerci e negozi e profili di gru che
irrompono nel cielo. Nonostante si percepisca l’atmosfera della guerra
passata che ha segnato ogni vietnamita, le paure verso il capitalismo
sono sparite e di Mao e Marx sono solo rimaste le immagini sulle
T-shirt. Il traffico e i gas di scarico delle auto rendono l’aria
pesante, attraversare le vie di Saigon mette i brividi, metà dei scooter
trasportano famiglie di almeno cinque persone e nelle vie il traffico è
demente, senza alcuna regola di precedenza. Gli autisti della notte
gesticolano e urlano continuamente, vanno forti, non si fermano.
Visitammo una casa, quella di Tuan, la cui moglie ci offri tè e vino di
riso e crespelle di farina di riso da portare con noi. Passeggiammo nel
campo di riso e toccammo i cimeli di guerra, poi al mercato sul fiume di
Vihn Long, dove i contadini vendono i loro prodotti, frutta di avocado,
banane verdi, durian, jackfruit, frutto del drago (Thang Long), longan,
pomelo e papaia.
Qui a Saigon,quasi tutti i mercati sono
fluviali e durano solo mezza giornata: rappresentano un bellissimo
spettacolo di luci e colori. Non manchiamo di visitare il delta del
Mekong, la regione più meridionale del Vietnam, i cui terreni risultano
essere particolarmente fertili: sono coltivati a risaia, ma anche a
frutteti, canna da zucchero e noci di cocco. Il Delta è anche conosciuto
come il fiume dei nove draghi per il numero delle diramazioni in cui è
suddiviso. È un fiume navigabile ed è per questo che ci imbattiamo in
barche di tutte le misure con collegamenti diretti fino ad Angkor in
Cambogia. Naturalmente ora non è solo un collegamento per il commercio,
ma è diventato un luogo culturale e storico.
Tuan ci guida su un sampan e serpeggiamo lungo i canali stretti alla
scoperta di un mondo sconosciuto e affascinante, da una riva all’altra
tra barche, barconi e case galleggianti: ecco piccoli villaggi rurali
del delta, grandi frutteti sulle isole fluviali di Vinh Long, piccoli
villaggi circondati da curatissimi giardini, d’orchidee, il giardino
delle rose Tu Ton, il giardino delle cicogne a Vuon Co. Abbiamo fatto
visita ai monaci buddisti nelle pagode khmer e preso il sole sull’isola
di Phu Quoc dalle bianchissime sabbie. Ci siamo fermati a conoscere i
coltivatori di pesce, che preparano le gabbie di bambù per gli
allevamenti. E i mercati galleggianti di Cai Rang e Phong Dien. Fermata
la barca verso un canale secondario, raggiungiamo il ristorante
attraverso un classico “ponte di scimmie”, ponte pedonale sospeso, di
altezza variabile dai 2 ai 10 metri e costruito con tronchi irregolari,
e canna di bambù sulle quali appoggiarsi.
La cucina vietnamita è particolarmente ricca, originale e gustosa,
composta da ingredienti di provenienza locale e sapori originali. Questo
grazie all’utilizzo di verdure fresche, erbe aromatiche, frutta fresca e
riso. La grande disponibilità di pesce, ha permesso di creare una cucina
molto salutare. In Vietnam si dice “hoc an hoc noi” : le persone
dovrebbero imparare prima a mangiare e poi a parlare. Questa cucina
utilizza il riso bollito oppure la sua farina per crèpes e tagliolini,
se fermentato viene trasformato in vino; mille le salse che accompagnano
piatti di carne, pesce,verdura. Quella più nota è a base di pesce
fermentato e aromatica, il Nuoc Mam che poi è
l’essenza della cucina vietnamita. Viene preparata con pesce molto
salato, posto in grande recipienti di ceramica per un periodo di tempo
che varia dai quattro mesi ai dodici. Cosi come accade in Europa per il
vino, anche per la Nuoc Mam ha molta importanza la zona di origine e
l’anno. Tra le diverse zone del Mekong c’è una vera e propria rivalità
per produrre la migliore salsa. Agli occidentali viene servita la Nuoc
Mam Mam, una versione più appetibile per il loro palato, con aggiunta di
aceto, lime e peperoncino. Nonostante tutto provarla è sempre una prova
di coraggio estremo.
Un'altra salsa che viene servita con le
frittelle di riso ripiene di carne o pesce è la Ca Cuong, una specie di
Nuom Mam contente l’estratto della ghiandola di un insetto che le dona
un aroma floreale e un gusto simile alla pera. La si ricava da una
ghiandola di un insetto d’acqua, ed è il vero segreto e tesoro degli
chef vietnamiti. Ai tempi della guerra e delle agitazioni sociali questa
essenza aromatica valeva più dell’oro, ed è stato il tesoro per
costruirsi una nuova vita. A questa salsa si aggiunge altro valore in
quanto simboleggia il ciclo della natura chiuso nel proverbio “Ca cuong
chet den dit con cay”.
Attenzione particolare deve essere
rivolta alla carne in quanto in Vietnam e d’uso mangiare carne e pesce
particolarissimi: rana, pipistrello,cavalluccio marino, cane, topo,
squalo, e il serpente che nonostante sia proibito lo si trova ovunque,
considerandolo ricco di proprietà terapeutiche. Tra quelli più
richiesti, il Cobra il cui sangue,se bevuto fresco in un bicchiere di
vino di rosa donerà molta energia e salute
Carmine Volpe |