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La terra sembra proprio uno dei beni più contesi del moderno Vietnam:
sgomberi forzati, proteste e denunce di appropriazione indebita si
moltiplicano, anche se di rado arrivano alle cronache internazionali.
«Via via che questo paese comunista apre la sua economia al mondo
esterno, assiste a strani fenomeni: appropriazione indebita di terre da
parte di potenti funzionari, e sgomberi di massa di contadini e povera
gente dai loro luoghi in nome dello sviluppo», dice un servizio
pubblicato ieri dall'agenzia Inter Press Service: così, «le proteste
di contadini sgomberati dalle loro terre sono ormai ricorrenti nelle
grandi città di Ho Chi Minh City e Hanoi».
Il corrispondente della Ips cita ad
esempio gli abitanti di un quartiere periferico della cittadina di Thanh
Xuan, che il 19 luglio sono andati a manifestare davanti al Consiglio
del popolo (l'assemblea legislativa, o parlamento) nella capitale Hanoi:
chiedono risarcimenti per i terreni che le autorità locali gli vogliono
espropriare.
Sono in agitazione da quando all'inizio di giugno è arrivato l'ordine
improvviso: le case della loro via saranno sgomberate per fare posto a
una nuova strada tangenziale, la «road-belt no. 3».
L'ordinanza non parlava di eventuali risarcimenti. Così gli abitanti
hanno cominciato un sit-in, durato un mese, sfidando il divieto di
«assembramenti illegali». Dicono (alla Ips) che vivono in quel quartiere
dal '93, e che da allora quel terreno è registrato per usi residenziali:
ma quando le autorità hanno infine promesso di risarcirli hanno offerto
di compensare la terra come agricola. La differenza è rilevante: i
risarcimenti ufficiati ammontano a 13 milioni di Dong (circa 820 dollari
Usa) per metro quadro di terreno edificabile, contro 225 mila Dong (14
dollari) per metro quadro coltivabile.
Le autorità locali di Thanh Xuan dicono, per difendersi, che quella
strada era nel piano regolatore fin dal 1981; gli abitanti ribattono che
il piano regolatore è sempre stato segreto. E ora loro rischiano di
restare senza casa in cambio di quattro soldi.
E' solo un esempio. «Le dispute sui risarcimenti e la corruzione
attorno ai trasferimenti di terre sono diventati una questione critica
che può facilmente sfociare in disordini sociali estesi», nota
ancora il corrispondente dell'Ips.
Viene alla mente un famoso caso di ormai una decina d'anni fa, contadini
della parte settentrionale del paese che occupano le risaie contro lo
sgombero forzato (in quel caso la terra doveva trasformarsi in un resort
turistico con campi da golf).
Ma è la frequenza di casi simili che ora richiama l'attenzione, insieme
alle proteste quotidiane davanti agli uffici del Partito Comunista
Vietnamita a Hanoi, e le sessioni di «incontra il popolo» in via Xuan
Thuong, luogo divenuto famoso nel 2005 dopo che un'anziana donna si è
data fuoco (e uccisa) per protestare contro l'ingiustizia subita dalla
sua famiglia a opera di alcuni funzionali.
La Ips elenca: in aprile, migliaia di persone delle tre province
meridionali di Can Tho, An Giang e Kien Giang hanno scritto una lettera
aperta al Partito e al Governo accusando le autorità locali di essersi
appropriate delle loro terre.
Questioni di terre sono state discusse il primo giorno dell'assemblea
legislativa di Ho Chi Min City all'inizio di agosto, dove alcuni
deputati hanno detto che normative complicate forniscono «terreno
fertile» a funzionari corrotti.
Sembra che negli ultimi 5 anni circa 1.300 funzionari siano stati
arrestati per diversi scandali legati alla terra; nella metà dei casi
sono stati incriminati dopo la denuncia delle loro vittime. Il giornale
Lao Dong («Lavoro») scriveva il 24 giugno che funzionali della provincia
di Tay Ninh si sono spartiti centinaia di ettari di terre dello stato.
Di corruzione e appropriazioni indebite di terre ha discusso anche una
conferenza tenuta di recente a Ho Chi Minh City per magnificare le
opportunità di investimenti privati nell'isola di Phu Quoc, località
turistica che le autorità vietnamite vorrebbero trasformare in una
concorrente a simili isole thailandesi.
All'inizio di quest'anno parecchi dirigenti dell'amministrazione di Phu
Quoc sono stati arrestati per aver illegalmente venduto ampie zone di
costa e spiaggia <pubbliche) a speculatori. Il direttore generale di
Saigontourist, la prima azienda nazionale di hotel, dice che gli risulta
difficile ottenere le licenze per due complessi turistici con campi da
golf, e che il sospetto che le terre siano state vendute indebitamente
blocca i potenziali investitori.
In effetti il Vietnam è all'ultimo posto di un indice internazionale di
«trasparenza del mercato immobiliare (si chiama RETI, «real estate
transparency index»). Certo, gli imprenditori turistici hanno più
speranza di farsi valere dei poveri contadini espropriati ......
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