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COMUNICATO STAMPA DELL’AMBASCIATA DELLA RS VIETNAM
In questi giorni nell’ambiente politico e sui diversi mezzi d’informazione
di massa in Italia circolano le voci, alimentate principalmente dalle
dichiarazioni del Partito Radiale Italiano, secondo le quali lo scorso
fine settimana migliaia di montanari cristiani degli altopiani del Viet
Nam avrebbero partecipato alle manifestazioni contro il Governo per aver
bruciato le loro chiese costringendoli a fare la preghiera di Pasqua
all’aperto e per chiedere la tutela dei loro diritti fondamentali ed il
Governo vietnamita avrebbe ordinato una dura repressione contro i
manifestanti provocando più di 400 morti.
Di fronte a tali inattendibili informazioni,
l’Ambasciata del Viet Nam in Italia è autorizzata a dichiarare quanto
segue:
1) Si smentiscono nel modo più categorico le informazioni
fornite principalmente dal Partito Radicale e riportate poi dai mezzi di
informazione di massa italiani e si dichiara che quelle informazioni erano
completamente prive di ogni fondamento. Il fatto è che lo scorso fine
settimana in alcune località delle province di Dak Lak e di Gia Lai
dell’altopiano centrale, poche centinaia di persone appartenenti alle
minoranze etniche, e non esclusivamente montanari cristiani come si voleva
far credere, che popolano la zona, hanno manifestato contro le
irregolarità e gli errori commessi dalle autorità locali durante
l’esercizio del loro potere, soprattutto quelli che riguardavano l’uso
della terra coltivabile. La maggior parte dei manifestanti dopo aver
ricevuto dalle autorità locali le assicurazioni di un pronto rimedio degli
errori e irregolarità commessi, si è ritirata tornando nelle proprie
abitazioni, ma gruppi di irriducibili hanno attaccato, occupato e
distrutto alcune sedi delle autorità locali e hanno provocato
intenzionalmente lo scontro con le forze dell’ordine causando numerosi
feriti da entrambe le parti.
Alcuni manifestanti più scatenati, che erano i diretti responsabili degli
scontri e dei disordini dono stati fermati dalle forze dell’ordine, ma non
c’è stata nessuna vittima. Dopo gli scontri la vita nelle suddette
località è tornata alla normalità e si augura che fra breve la zona possa
essere nuovamente visitata dai turisti e giornalisti stranieri.
2) Il pieno rispetto dei diritti fondamentali dell’individuo e dei
gruppi etnici è la base della politica di solidarietà nazionale del
Partito Comunista e del Governo del Viet Nam. Tutte le etnie, anche quelle
di minoranza, vengono trattate in modo uguale. Il diritto alla prevenzione
e allo sviluppo della propria cultura e tradizione, nonché il libero credo
religioso ed altri diritti essenziali di ogni gruppo etnico vengono
garantiti e sanciti dalla Costituzione dello Stato. In Viet Nam
attualmente convivono pacificamente 54 gruppi etnici legati tre essi dai
vincoli di fratellanza e di rispetto reciproco: ci sono poi 6 religioni
principali, tra le quali la religione cristiana con circa 6 milioni di
credenti. Nelle zone dell’altopiano centrale come in tutto il Viet Nam, i
cristiani, i protestanti, i buddisti etc. possono esercitare liberamente
le loro religione nei propri luoghi di culto ed hanno buoni rapporti di
collaborazione con le autorità locali, anche in occasione della recente
Festa di Pasqua, la messa e la preghiera comune sono state organizzate in
tutte le chiese del Viet Nam, comprese quelle sugli altipiani.
Gli incoraggianti risultati ottenuti negli ultimi tempi dal Viet Nam in
questo settore sono stati riconosciuti pienamente dalla stragrande parte
dei Paesi del mondo, dalle numerose Organizzazioni Non Governative
internazionali, comprese quelle che operano da molto tempo in Viet Nam e
dalle Organizzazioni delle Nazioni Unite.
Certamente il sistema legale ed
amministrativo del Paese non è ancora perfetto e va ulteriormente
migliorato: nella vita sociale delle popolazioni esistono ancora casi di
ingiustizia o di disuguaglianza che vanno eliminati passo dopo passo, ma
affermare che il Governo del Viet Nam abbia violato i diritti umani
tollerando la distruzione dei luoghi di culto e la repressione delle
persone che chiedono il rispetto delle loro libertà individuali è
semplicemente assurdo ed inaccettabile. Ci sono forze ostili al Viet Nam
che da tempo cercano di approfittare dell’arretratezza delle zone montuose
soprattutto quelle dell’altopiano centrale, e del basso livello di
istruzione delle popolazioni locali per fomentare disordini ed istigare la
gente delle etnie minoritarie alla ribellione e alla fuga clandestina
all’estero con lo scopo di distruggere l’unità nazionale del Viet Nam, di
provocare l’instabilità politica e sociale della regione e di danneggiare
l’immagine ed il prestigio internazionale del Viet Man. Questo disegno
oscuro sarà combattuto in modo più deciso dal popolo vietnamita e sarà
destinato al totale fallimento. Il Viet Nam, con la cooperazione e
l’appoggio della comunità internazionale, compirà ulteriori sforzi per
consolidare la solidarietà e l’integrità nazionale, per migliorare sempre
più gli essenziali aspetti di vita del proprio popolo e per preservare e
aumentare ancora maggiormente il suo prestigio internazionale.
Roma, 14 Aprile 2004 -
Ufficio Stampa dell’Ambasciata del Viet Nam
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