Colatura di Alici
 

(AGO PRESS) A Cetara, piccolo borgo marinaro della Costiera Amalfitana, esiste un prodotto strettamente connesso alla storia ed alle tradizioni di questa antica terra di pescatori e marinai.
Il nome del paese,un pugno di case strette tra la chiesa di san Pietro ed una quattrocentesca torre di avvistamento a picco sul mare, deriverebbe da cetarium (luogo di lavorazione del pesce), a indicare una tradizione legata all’attività marinara accertata già dall’VIII secolo d.C.
I pescatori cetaresi, famosi in tutto il Mediterraneo per la loro perizia nella pesca del tonno, possono vantare una flotta tra le più moderne della Campania, che si sposta tra la Spagna, l’Algeria , l’Egitto e la Francia.
Durante i periodi di riposo a terra, i marinai di Cetara non hanno mai abbandonato la sapiente arte della salatura di alici, ancor oggi pescate tra marzo e luglio nei Golfi di Napoli e Salerno con le tradizionali lampare.

L’attività economica che caratterizza la storia del borgo marinaro ha fatto giungere fino ai nostri giorni un prodotto unico ed eccezionale: la colatura di alici, un liquido dal colore ambrato che durante il processo di salatura del pesce azzurro affiorano in superficie in seguito alla pressatura nei tipici barilotti di legno di castagno o nei recipienti di vetro. Il prodotto dunque, è una soluzione satura di sale ,che la tradizione gastronomica cetarese ha trasformato in un’ originale quanto squisito condimento.
Il liquido, raccolto progressivamente nei barilotti, è fatto concentrare e maturare al sole durante il periodo estivo, fino al sopraggiungere delle caratteristiche necessarie per passare alla successiva fase di trasformazione.
Questa consiste nel versare nuovamente la soluzione nel recipiente, dove le alici hanno completato il loro periodo di salatura, per consentirgli, attraversando gli strati di alici, di colare goccia a goccia in un recipiente.
Il procedimento permette al liquido di acquisire le caratteristiche organolettiche delle alici sottoposte al procedimento di salatura, divenendo il tipico condimento, tipico di molte ricette cetaresi.

Negli ultimi anni la colatura di alici ha assunto un peso sempre più rilevante come elemento essenziale di molte ricette elaborate dai più grandi chef non solo del panorama internazionale.
La colatura di alici, che esalta la sapidità delle pietanze, ha una passibilità d’impiego vastissima; può essere impiegata per condire verdure cotte, come bietole, scarole o la caratteristica borragina, che cresce spontanea sui ripidi pendii della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana. Ma anche la pasta e le zuppe di legumi e cereali, soprattutto farro, vengono esaltate dal particolare condimento frutto di un antica sapienza marinara.

Marco Mantegna
 

La Colatura di Alici
Cetara, ultimo possedimento e confine dell'antico Ducato e diocesi amalfitana della banda costiera orientale, è stata da sempre un paese di pescatori. Il suo nome deriva da "Cetaria" (tonnara) per l'esistenza nel proprio territorio di uno stabilimento per la lavorazione del pesce.
Ancora oggi i suoi cittadini mantengono in vita l'industria della conservazione del pescato che produce tra l'altro la famosa Colatura di Alici. La sua origine risale alla cultura gastronomica greco-romana. Il prezioso liquido è stato usato dalla gente della regione per secoli come piatto di magro per il cenone della vigilia di Natale.
La Colatura di Alici nasce probabilmente ad opera dei monaci cistercensi della canonica di S. Pietro a Tuezolo di Amalfi i quali salavano le alici, pescate in Agosto, in botti le cui doghe, scollate dal tempo, non erano più adatte a tenere il vino. Queste venivano sistemate sugli "mbuosti", due travi di legno parallele murate a mezzo metro dal pavimento. Ai primi di dicembre il sale, che aveva maturato le alici, faceva perdere loro il restante liquido che colava attraverso le doghe inondando il locale di un profumo gradevole.
Accortisi che il liquido aveva tutte le caratteristiche migliori dell'antico "garum", una salatissima e fortissima salsa ottenuta con la fermentazione delle interiora dei pesci e utilizzata dagli antichi Romani per condire le carni, lo utilizzarono sulle verdure cotte con l'aggiunta di spezie ed aromi. Divulgarono la loro invenzione nei monasteri della zona e tra i cittadini che si industriarono per produrre il liquido in casa filtrando con l'alambicco (cappuccio di lana o tela già utilizzato per filtrare il mosto) la salamoia delle alici che, durante la stagionatura delle stesse, tracima continuamente dai vasi che la contengono. Lo stesso cappuccio è usato oggi dai cetaresi ai quali va riconosciuto il grande merito di riproporre l'antica tradizione culinaria con la stessa attenzione che ogni popolo riserva alle memorie storiche ed artistiche.
E' sicuramente inutile cercare di descrivere la bellezza e il fascino che la costiera amalfitana possiede, ma forse il paese di Cetara è un po' oscurato da nomi di maggiore fama internazionale. Una visita a questo stupendo paesino vi porterà invece indietro nel tempo ed è una esperienza indimenticabile. Potrete inoltre approfittarne per acquistare e gustare dei prodotti tipici legati al mare del tutto unici, vere perle in via di estinzione, tra cui la squisita Colatura di Alici. Per pianificare una visita o comunque conoscere la storia e le tradizioni di questo affascinante borgo marinaro, vi consigliamo una attenta visita alla sezione dedicata a Cetara nel sito Salernocity.com, è veramente ben fatta e completa nel darvi tante informazioni interessanti. Potrete inoltre trovare, nelle altre sezioni, descrizioni di tutto il territorio salernitano e di altri prodotti tipici della zona.