Il "compagno" Duch colpevole di crimini contro l'umanità,
condannato a 35 anni di carcere
nel processo sotto l'egida dell'ONU.

Massacrò 14 mila cambogiani - la Repubblica - 27 luglio 2010

         

TRENTACINQUE anni di prigione per Kaing Guek Eav, alias "compagno Duch", l'uomo che con spietata ferocia diresse il carcere S-21 dove dopo orrende torture morirono 14 mila persone. É questa, 31 anni dopo la fine del regime dei Khmer Rossi, la prima sentenza contro un esponente di primo piano della tirannide di Pol Pot in Cambogia. In meno di quattro anni, tra il 1975 e il 1979, un quinto della popolazione cambogiana, circa 1,7 milioni di persone, fú sterminata dai Khmer Rossi.
In quegli anni, Kaing Guek diresse il luogo-simbolo del genocidio: un centro di torture ricavato nel liceo di Tuol Sleng a Pnom Penh, in cui morirono suppliziati uomini, donne e bambini.
Ex professore di matematica, il "compagno Duch", oggi vecchio e malandato, ha ammesso di aver ucciso detenuti e torturato personalmente. Ma, come hanno fatto prima di lui altri aguzzini in altri analoghi processi, per discolparsi Kaing Guek ha detto che il suo crimine é stato soltanto quello di obbedire a ordini che piovevano dall'alto. «Mi sono ritrovato a servire una banda criminale ma non potevo più tirarmi indietro: ero come un ingranaggio di una macchina», ha detto più volte.

Duch é stato riconosciuto colpevole di omicidio, tortura e crimini contro l'umanità. Tuttavia, visto il "potenziale per la riabilitazione", la collaborazione e il rimorso del condannato, i giudici hanno mitigato la pena richiesta dall'accusa, comminandogli una prigionia limitata nel tempo, piuttosto che il carcere a vita. Duch ha ascoltato la lettura del verdetto impassibile, mentre in aula i sopravvissuti e le famiglie delle vittime del carcere S-21 sono scoppiati in lacrime.
I sopravvissuti hanno anche protestato perché Duch non sconterà 35 anni di carcere, visto che il tribunale ha ridotto la sentenza di 5 anni perché era stato detenuto illegalmente, e di altri 11 per il periodo già passato dietro le sbarre. Alcuni hanno calcolato che fará appena 11 ore di galera per ogni persona uccisa.

Il tribunale sotto l'egida dell'Onu sta adesso considerando l'idea di aprire un procedimento contro altri cinque altri quadri del regime. Deve peró scontrarsi con le pressioni politiche del premier Hun Sen, un ex Khmer rosso che poi disertò, nel cui governo siedono diversi ex funzionari del regime. Quanto a Pol Pot, il sanguinario dittatore conosciuto come "fratello numero 1", è morto il 15 aprile del 1998. Senza aver mai risposto delle atrocità commesse.