VIETNAM - CALENDARIO TRADIZIONALE, FESTE, TEATRO, GASTRONIMIA
 

In un chiaro mattino , Lac Long Quan, il potente Drago, Signore delle acque, sposò Au Co, l'immortale uccello terrestre. Au Co, diede al suo sposo cento uova da cui nacquero cento giganti.
Un giorno il Serpente acquatico disse alla sua consorte :" Io sono della razza dei Draghi, tu sei della razza degli Immortali. L'acqua ed il fuoco si distruggono ; poiché è difficile vivere in buona armonia, dobbiamo separarci". Metà dei figli ritornò con la madre sulle montagne e l'altra metà seguì il padre per stabilirsi in riva al Mare orientale .
Fu così che, secondo la narrazione leggendaria descritta ne "I racconti straordinari del Linh Nam", - il libro della tradizione folclorica, risalente al XVI° secolo - ebbero origine il Vietnam ed il suo popolo, la gente delle pianure e la gente delle montagne.
Questa ed altre curiose leggende vietnamite potete sentirle raccontare dai bambini di Da Nang - graziosa cittadina in prossimità del mare, sulle cui spiagge il Club Mediterranée sembra nutrire progetti turistici - quando al tramonto, si radunano nella piazza principale. O, indifferentemente, potete ascoltare le canzoni e le filastrocche dei bambini di Haiphong, o di Città Ho Chi Minh tutti egualmente belli, vivaci, intelligenti ed incuriositi dal fatto che non siete un Lien Xo, uno dei tanti tecnici sovietici presenti nel paese.
Un turista , costituisce ancora una novità in Vietnam , da qualche tempo non più esclusivamente "luogo del mito" ma meta insolita di viaggi, in grado di offrire, per la specificità della sua storia e della sua cultura, per la sua diversità, nonostante l'unificazione dello stato e per la coesistenza della società tradizionale con la nuova organizzazione , atmosfere difficilmente riscontrabili in altre parti del mondo asiatico.
Situato fra i corpi massicci dell'India e della Cina, le cui influenze sono visibili nell'arte e nell'architettura, questo paese grande come l'Italia, è, nelle aree urbane, una commistione di costruzioni antichissime ed edifici d'impronta coloniale. Hanoi ne è l'esempio più vistoso : il centro cittadino è lo stesso degli Anni Cinquanta e conserva intatto il fascino dei suoi laghi tranquilli , di giardini lussureggianti, pagode e templi silenziosi, edifici coloniali duramente segnati da guerra e povertà.
Alle sei del mattino le strade della capitale cominciano ad animarsi : nessuna autovettura ad esclusione dei rari veicoli di proprietà dei funzionari delle ambasciate straniere, qualche motociclo e cyclo-bus, una sorta di risciò a pedali che, una volta superato l'iniziale imbarazzo, si rivela utilissimo mezzo di trasporto. Ma è di biciclette che brulicano le strade di Hanoi, biciclette che scivolano silenziose lungo i viali ombrosi , si districano nella folla dei mercati, passano lente zig-zagando nei vicoli densi di bancarelle improvvisate di fiori, incensi, frutta , gallette di riso e di cocco, sigarette Du Lich.
Molto più che nella caotica Città Ho Chi Minh è piacevole passeggiare qui, nella capitale politica ed amministrativa, ove dal silenzio surreale dell' Hoan Kiem, il Lago della Spada Restituita, si può raggiungere a piedi, la Via della Seta, per immergesi nel brusio delle sue variegate attività : piccoli negozi, sartorie, botteghe artigiane , caffé , sorti un po' dovunque
in seguito alla recente liberalizzazione del commercio privato.
Dalla Via della Seta si diparte il mercato Dong Xuan, tanto movimentato da restarne storditi , particolarmente suggestivo
negli spazi dedicati alla vendita di spezie, piante ed animali esotici, dai pappagalli alle scimmie. Poco distante, la via Hang Giay è un susseguirsi di botteghe d' antiquariato ed ospita sui suoi marciapiedi numerose bancarelle dove, astrologi e chiromanti, possono "leggere il futuro", o interpretare le linee della mano oppure ancora, secondo i canoni della fìsiognomonia, i tratti del viso di ognuno.
Hanoi, come tutte le città del Vietnam, si sveglia presto ed altrettanto presto va a dormire; solitamente buia e deserta dopo le otto di sera, cambia improvvisamente volto in particolari periodi dell'anno . A fine estate, ad esempio, quando in occasione della Festa della Repubblica, la capitale diviene teatro di una suggestiva esposizione coreografica di luci che la rende simile ad un immenso presepe. La festività civile, precede di poco una ricorrenza del calendario tradizionale, il Tet Trung Thu, festività lunare di mezz'autunno, celebrata in tutto il paese. Al Nord come al Sud, la gente interviene alle tradizionali processioni del Liocorno e del Leone, condotte alla luce di miriadi di lanterne; lungo le strade s'improvvisano giochi d'animazione come la "danza delle figurine di carta" in cui piccoli personaggi abilmente ritagliati e colorati vengono fatti volteggiare sull'aria calda prodotta da candele o lampade ad olio. E' la festa dei bambini per i quali vengono confezionati particolari giocattoli con filo di ferro e carte traslucide; ma è anche la festa dei presagi per i più grandi : in questo periodo i vietnamiti passano le notti a scherzare a chiacchierare a contemplare il cielo, far previsioni sui raccolti e divinare il futuro
Le celebrazioni di mezz'autunno evocano la leggenda di un glorioso Imperatore accolto sulla Luna e ricevuto con grandi onore da Fate soavi ; il Tet Trung Thu è, secondo la tradizione, propizio per le "questioni di cuore": a quest'epoca, infatti, vengono generalmente annunciati fidanzamenti e matrimoni.
Ad agosto, la Pagoda degli Ambasciatori ( Quan Su) sede dell'organizzazione buddista di Hanoi, ospita una grande celebrazione, la Festa del Plenilunio: le offerte di frutta , fiori e incenso al Buddha sono accompagnate da danze e riti svolti al suono di strumenti tradizionali.
Ma il momento più atteso del calendario tradizionale vietnamita e certamente il Tet Nguyen Dan , il Capodanno Lunare, situato ad eguale distanza fra il solstizio d inverno e l'equinozio di primavera . Il Tet dura sette giorni, celebra il ritorno della primavera ed è dedicato al culto degli antenati, alla famiglia ed ai defunti. È una festa mobile , situata fra fine gennaio e le due prime settimane di febbraio che coinvolge tutto il paese; i vietnamiti si scambiano visite augurali, regalano fiori, ma soprattutto rami di pesco o piante di mandarino nano, e gustano quantità indefinite di dolciumi dai sapori più curiosi fra cui il Ban Chung, a base di riso, fagioli e carne di maiale.
I festeggiamenti in occasione del Tet prevedono combattimenti di galli nelle piazze e soprattutto fantasmagorici spettacoli di fuochi d'artificio.
Nel mese di marzo, è la provincia di Ha Son Binh, nel nord del paese ad essere protagonista di una grandiosa festa di primavera, la festa di Chua Thay, che prevede pellegrinaggi alle grotte sacre e riti devozionali nelle pagode. Uno degli spettacoli più suggestivi di questo ciclo festivo locale è costituito dalle rappresentazioni di Marionette sull'acqua. Tipica della regione settentrionale, questa particolare forma di spettacolo risale al X° secolo della nostra era; "Si tratta - come ci ha raccontato Tarn, giovane marionettista originario della provincia di Quang Ninh - di una tecnica speciale che nella maggior parte dei casi si apprende sin da bambini.1 'burattinai' restano dietro una cortina di bambù e fanno muovere, pupazzi di legno dipinto attraverso un sistema di pertiche e fili nascosti sotto l'acqua.
Il teatro e sempre all'aria aperta, sulle rive dei laghi, negli stagni.... Di solito vengono rappresentate leggende, o scene di giochi popolari, gesta eroiche, cerimonie tradizionali o, più semplicemente, fatti della vita quotidiana". E sono davvero sorprendenti questi spettacolini, in cui non mancano fumi multicolori, scintille, fuochi, scoppiettii d'ogni sorta e suoni incantatori di gong, cimbali, tamburi, grancasse e flauti.
Accanto a questa forma minore ma non per questo meno affascinante di spettacolo, il Teatro vietnamita comprende diversi generi tradizionali, fra i quali i più antichi sono certamente il Cheo - teatro popolare - ed il Tuong - teatro classico; di formazione più recente sono il Ca Hue teatro o canto di Hué - ed il Cai Luong "teatro rinnovato" . Tutte queste forme artistiche integrano musica, canto, danza, recitazione e arte scenica.
Vi è poi il Kich Noi, la prosa vera e propria , d'importazione occidentale ma di contenuto nazionale, importante strumento di espressione culturale contemporanea.
I teatri che accolgono il meglio della produzione vietnamita tradizionale e contemporanea sono il Teatro di Ho Chi Min Ville, situato sulla piazza Lam Son ed il Teatro Municipale di Hanoi, sulla Trang Tien, in pieno centro; non è raro tuttavia incappare in compagnie teatrali ambulanti che, soprattutto nel Nord del paese, si esibiscono, per le strade in canti mimati, secondo l'antico stile Hat Bo, apprezzato dai vietnamiti soprattutto per la fastosità dei suoi costumi e del trucco scenico.

Il Vietnam è un paese che merita di essere conosciuto non solo perché vi convivono tradizione e modernità, per il suo passato leggendario , per una sua certa vocazione magico - fantastica, per il profumo delle sue spezie e dei suoi incensi, la bellezza dei suoi paesaggi l'immediata simpatia della sua gente.
E' un paese dai caratteri difformi "peculiari", contrastanti e dalle mille chiavi di interpretazione. Un paese da conoscere non solo superficialmente e di cui, inevitabilmente ... innamorarsi un po'.
 


LA GASTRONOMIA VIETNAMITA - I RISTORANTE DEL PAESE
 

Per il palato occidentale - anche se i vietnamiti lo negano - la cucina vietnamita è, per certi aspetti, simile a quella cinese con la quale ha in comune numerosi piatti. Le pietanze sono tendenzialmente salate al Nord, piccanti al Centro e dolci al Sud.
Quasi tutti i migliori Hotel dispongono di un ristorante e numerosi sono i piccoli locali a gestione familiare, frequentati per la maggior parte da tecnici e cooperanti stranieri. Ad Hanoi il ristorante Cha Ca al numero 9 della via omonima, offre un ottimo pesce alla griglia con vermicelli alle arachidi, condito con il Ca Cuong, intingolo a base di un estratto di insetto. Le Banh Tom - gallette di gamberi e il Mien Luon ( vermicelli ai fagioli con le anguille) si possono gustare al Restaurant Flottant Ho Tay sulla Thanh Nien, mentre una saporita Pho, una zuppa dagli innumerevoli ingredienti (fra cui coriandolo, anice stellato, carne di vitello, riso, nova, germogli di soia) si può consumare in uno dei due ristoranti dell'elegante Hotel Thang Loi. Al ristorante dell'Hotel Dan Chu si cena discretamente, tuttavia è assolutamente imperdibile l'orchestrina che offre un sottofondo musicale struggente, con un repertorio quantomeno curioso.
Da tener presente per spuntini improvvisati: nei magazzini di stato si trova facilmente e a buon mercato dell'ottimo caviale russo. Al Sud si mangiano cobra, pipistrelli e tartarughe, tuttavia, i meno temerari possono deliziarsi con dei giganteschi granchi bolliti nel latte di cocco, conditi con una salsa a base di peperoncino.
Questa ed altre specialità - fra cui l'Agar-Agar, uno squisito dolce gelatinoso alle alghe marine - si possono assaporare nel Ristorante Phuoc Thanh, al 125 della Nguyen Cu Trinh , a Città Ho Chi Minh. Qui è assolutamente garantita la qualità e la genuinità dei cibi. Ottimo anche il ristorante dell'Hotel Le lai e le sue specialità di pesce.
In ogni caso, chi preferisce mangiare all'occidentale viene dovunque facilmente accontentato.
La frutta è straordinaria e dolcissima : varia da mango a banane, arance, ramboutans, pommes cannelle, ananas, frutto del drago. Solitamente , nel dopo pranzo , si beve il Choum , alcol di riso, mentre il te vi verrà offerto dovunque, essendo la bevanda della convivialità.
Pasteggiando, si bevono birra leggera (ottima la Saigon Bier) o, volendo concedersi un lusso, del buon vino bulgaro, facilmente reperibile.
 


LE   FESTIVITÀ'
 

Accanto alla principale festa del Calendario Tradizionale, il Tet Nguyen Dan, ricorrenza a scadenza mobile celebrata fra la fine di gennaio e le prime due settimane di febbraio, esistono in Vietnam numerose altre festività civili e religiose.
In occasione del Solstizio d'estate, si celebra in tutto il paese il Tet Doan Ngo, i cui rituali prevedono, l'abbruciamento di fantocci di cartapesta allo scopo di preservarsi, secondo la tradizione, dalle malattie, dalle epidemie e dalla sfortuna. Il paese, di notte, diviene un grandioso scintillar di falò.
Il mondo degli spiriti è propiziato dalle etnie animiste delle montagne attraverso varie offerte di maiali e bufali. Le cerimonie, moltissime e disseminate nel corso dell'anno, sono altamente suggestive.
A metà maggio il Vietnam celebra la Festa di Buddha.
Natale, nel Sud del paese e soprattutto a Città Ho Chi Minh, ha grande risonanza.
Numerose le celebrazioni confuciane (Dong Chi, in novembre, Tru Tich, in dicembre ed altre) e non : la nascita di Lao Tse si celebra in maggio, quella di Quan An in febbraio.
Varie le festività patronali (Hoi Tan) celebrate in ciascun villaggio, ognuna con peculiari rituali che variano dalle danze, alle cerimonie votive, ai canti religiosi, ai momenti più prettamente di svago.
In marzo si celebra la Festa della Pura Chiarezza, una festa di raccoglimento, mentre in ottobre ricorre la festa del Doppio Nove le cui danze rituali celebrano <l'Imperatrice che si purifica con le foglie di Gelso>;  è la stagione dei crisantemi e, per i vietnamiti più romantici, è ancora tradizione riunirsi per comporre piccoli poemi, in onore dell'autunno.

Sandra Scagliotti - Torino, 27 Ottobre 1989