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Siamo lieti di comunicare l’assegnazione
del Secondo Premio del Concorso Nazionale Letterario LINGUA MADRE alla
nostra amica Huynh Ngoc Nga, autrice, con Emma Rondeau del racconto “Nel
regno della dea sfortunata”. Come precisato nell’allegato, la
Premiazione avverrà nel corso della Fiera internazionale del Libro 2006
a Torino, Lingotto Fiere (via Nizza 280), Lunedì 8 maggio, ore 10,30,
Arena Piemonte. Consegnerà i premi Aminata Fofana. Parteciperanno alla
premiazione L’Assessore Regionale alla Cultura Gianni Oliva, l’Assessore
al Turismo Sport e Pari Opportunità Giuliana Manica, il Direttore
Editoriale della Fiera internazionale del Libro Ernesto Ferrero, la
Presidente del Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile
Ferdinanda Vigliani.Presso la sede del Centro di studi vietnamiti di
Torino, sono in distribuzione gli inviti. Il racconto sarà pubblicato in
un’antologia dei migliori testi pervenuti e selezionati dalla giuria.
Huynh Ngoc Nga, residente a Torino e nota ai
lettori di Mekong per i suoi scritti in lingua italiana e vietnamita, è
stata la prima Vietnamita in Italia a cimentarsi nel difficile compito
della scrittura e questo successo ne conferma talento e capacità. il
Concorso Lingua madre, ha fornito l’opportunità di “sondare” il panorama
delle scritture femminili della comunità vietnamita residente nel nostro
Paese, con risultati davvero incoraggianti. Nga infatti, non è sola.
Un’altra Vietnamita, residente a Milano, Thanh Ngoc, ha partecipato al
Concorso: sebbene meno fortunata della sua collega, nella selezione
finale, ha presentato un testo davvero particolare ed avvincente che
verrà pubblicato sul prossimo numero di Mekong.
E’ ancora troppo presto per tracciare analisi dell’emergere della
creatività letteraria femminile all’interno della diaspora vietnamita in
Italia; ci pare tuttavia interessante notare come essa prenda via via a
rivelarsi, in un percorso in parte dissimile dalla traiettoria
verificatasi in Francia, sin dagli inizi degli Anni trenta (con Trinh
Thuc Oanh e Marguerite Triaire) che trovò poi piena espressione intorno
agli Anni ottanta, proprio nella letteratura della diaspora vietnamita
residente in Francia. Nei primi scritti italiani, infatti, se alcune
atmosfere tipiche del panorama letterario dipanatosi oltr’Alpe fra le
scrittrici francofone vietnamite, vengono richiamate (dall’attinenza al
contesto sociale e quotidiano di un Vi?t Nam evocato attraverso la lente
della nostalgia, talvolta quasi in chiave mitica, al ricordo ed alla
testimonianza personale), emergono tuttavia, sempre più marcatamente,
nuove suggestioni. Si scandagliano, velatamente, il desiderio di
integrarsi alla nuova comunità e l’incertezza del proprio futuro; ci si
distingue dalla letteratura delle compatriote francofone attraverso una
ricercata estraneità al contesto storico del Paese di origine - che non
sembra più costituire la base narrativa essenziale - ed una
sperimentazione in nuovi generi letterari. L’incipiente produzione di
scrittura vietnamita in lingua italiana è segnata da un movente creativo
che porta talvolta a sondare carattere ed animo umano e a narrare -
attraverso tenui coloriture noir o da giallo psicologico - storie
improntate a enigmi iniziali, concentrate sulla figura del protagonista,
e sui rapporti tra i vari personaggi (è questo il caso di Thanh Ngoc)[1].
Oppure, come in altri scritti di Huynh Ngoc Nga, si affronta
l’allegoria, la metafora, il racconto a sfondo morale o di denuncia di
condizioni di ingiustizia.
Questa iniziativa letteraria ha stimolato talenti, indotto le
neo-scrittrici vietnamite del nostro Paese al confronto e ad uscire allo
scoperto, il che costituisce, ci pare, una vera novità, all’interno
della comunità vietnamita-italiana.
E’ un primo passo, ma un passo importante e significativo, soprattutto
per tutti quanti noi, legati al Vi?t Nam da un rapporto speciale.
Emma Rondeau |