CAMBOGIA
PRIMO  processo a un leader Khmer. Debutto della Corte sotto egida ONU.
Gli orrori della prigione "S21" raccontati dall'antropologo François Bizot nel libro "Il cancello"Incriminato il carceriere "Duch", nel suo lager 16 mila torturati.
 

VALERIA FRASCHETTI - la Repubblica - 1 agosto 2007
A quasi trent'anni dalla fine di uno dei regimi più repressivi della storia, i cambogiani potranno finalmente vedere sul banco degli imputati uno dei massimi responsabili delle atrocità commesse nel proprio paese tra il 1975 e il 1976.
Kang Kek leu, uno dei capi dei Khmer Rossi, è stato rinviato a giudizio da un tribunale speciale patrocinato dall'Onu con
l'accusa di genocidio e crimini contro l'umanità. Kang, 65 anni, conosciuto anche con il nome di "Duch", era il direttore della prigione-lager S21 della capitale cambogiana, dove oltre 16 mila tra uomini, donne e bambini hanno subito ogni sorta di atrocità. Tra questi, molti sono stati uccisi fuori da Phnom Penh nei cosiddetti "Killing Fields".
Durante il regime comunista di Pol Pot sono morte oltre un milione e mezzo di persone. Il leader dei Khmer Rossi aveva soppresso le scuole, trasferito milioni di persone nelle campagne ed eliminato tutti gli oppositori.
Duch, inoltre, si è reso famoso per aver imprigionato l'antropologo francese Francois Bizot, che ha raccontato i suoi 90 giorni di prigionia nel libro Il cancello.
Detenuto in un carcere militare dal 1999, Kang è il primo membro dei Khmer Rossi ad essere giudicato dal tribunale speciale composto da giudici cambogiani e stranieri sotto l'egida delle Nazioni Unite.
Altri quattro ex dirigenti del partito sono oggetto di procedimento penale, ma i loro nomi non sono stati resi noti. Probabilmente però si tratta dell'ex presidente della Cambogia Khieu Samphan, degli ex ministri Sary Chea e leng Thirith, e del capo ideologico dei Khmer Rossi Noun Chea, soprannominato "compagno numero due".
Tutti sono ancora in libertà.  Pol Pot, invece, il "compagno numero uno", è morto nel 1998 in un campo vicino al confine con la Thailandia.
Dopo aver interrogato Kang per diverse ore, ieri il tribunale ha formulato l'accusa a suo carico e lo ha posto in detenzione provvisoria. A nulla è servita la linea della difesa: secondo il suo avvocato, Kang, nel commettere le torture,
aveva semplicemente assolto ai comandi provenienti dagli organi superiori del partito.
Il tribunale speciale ha quindi indicato che esaminerà i dossier dei cinque dirigenti Khmer Rossi in vista di una eventuale comparizione ad un processo che dovrebbe aver luogo l'anno prossimo.
 


city  -  21 novembre 2007