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Secondo dei 12 segni zodiacali del calendario vietnamita, il bufalo, in
realtà, rappresenta il vincitore morale della corsa indetta da Buddha.
Solo grazie ad uno stratagemma il topo, che si era nascosto sulla sua
groppa, riesce a sottrargli la meritata vittoria, che il bufalo aveva
conseguito sconfiggendo in una gara mozzafiato la possente tigre. Non a
caso, l’oroscopo vietnamita sconsiglia una convivenza tra questi ultimi
due segni, che sarebbe condotta nei termini di un’incessante lotta.
Nonostante l’aspetto calmo e pacifico, infatti, il bufalo vietnamita è,
nell’immaginario collettivo, simbolo di forza e tenacia: testardo fino
alle estreme conseguenze, il bufalo riveste, inoltre, un ruolo
prioritario nella tradizione vietnamita, essendo uno degli animali più
cari alla popolazione.
Rispetto al calendario cinese, che come secondo animale pone il bue, la
variazione proposta dalla tradizione vietnamita – riscontrabile anche in
alcuni territori del sud della Cina – evidenzia il forte legame che
avvince i popoli del sud ed il “bufalo d’acqua”, le cui corna volte
all’indietro e i grandi occhi espressivi costituiscono un elemento
imprescindibile del paesaggio agreste del paese dei Viet.
Non a caso, il bufalo è considerato il bene più prezioso per le famiglie
contadine dell’area, che lo considerano un bene inestimabile: “Con trâu
là đầu cơ nghiệp” (Il bufalo è l’inizio della fortuna) recita un famoso
proverbio tra i tanti dedicati a questo bovino.
Più di ogni altro animale, difatti, il bufalo d’acqua è legato all’uomo
nel comune destino della coltivazione del riso: affondando le sue lunghe
e poderose zampe nell’acqua fangosa, tira il semplice aratro del
contadino vietnamita, mostrandosi quasi come la testa di un animale
mitico, alla cui opposta estremità compare l’uomo. E questa simbiosi è
testimoniata anche dal fatto che il bufalo è considerato alla stregua di
un membro della famiglia nella cultura popolare vietnamita, insignito,
come ogni componente del gruppo familiare, del suo compito:
“Chồng cày,
vợ cấy, con trâu đi bừa” (”Il marito ara, la moglie trapianta, il bufalo
d’acqua tira l’aratro”). Inoltre, il bufalo è l’amico dei bambini, che
giocano con lui e salgono tranquillamente sul suo dorso, così come
raffigurano le celebri immagini di Dong Ho. Sono sempre i bambini, poi,
a prendersi cura dell’animale.
Nonostante il suo saper essere mansueto, il bufalo vietnamita, come si
diceva, è espressione di forza e perseveranza, doti, queste, sovente
associate allo spirito marziale vietnamita: celebrazioni rituali e
festival incentrati su combattimenti e corse di bufali sono diffusi in
tutto il territorio della nazione. Il festival di Do Son, ad esempio,
che si tiene ogni anno durante il nono giorno dell’ottavo mese del
calendario lunare, prevede un complesso rituale di combattimento che ha
per protagonisti due bufali accuratamente selezionati e preparati alla
lotta con mesi di anticipo. La festività connette il culto delle
divinità acquatiche allo spirito marziale del luogo, rappresentato, per
l’appunto, dai bufali. Una delle leggende che narra l’origine delle
celebrazioni racconta come la terra fosse resa arsa da una lunga
siccità, che stava causando morte e devastazione. Tutte le creature si
unirono, allora, di fronte al mare in un coro di preghiera alle divinità
dell’acqua, perché ponessero fine a tanta sofferenza. In quel momento,
sulla cresta dell’onda apparvero due bufali intenti a combattere, e
immediatamente la pioggia iniziò a cadere copiosa. In onore delle
divinità acquatiche, rappresentate dal “Signor bufalo”, le celebrazioni
ripropongono l’evento ogni anno. Queste includono anche il rituale “Hien
Sinh” , ovvero il sacrificio, presente anche nella festività di Hai Luu:
analogamente a quanto accade a Do Son, difatti, anche in questo seconda
celebrazione, che viene fatta risalire addirittura al secondo secolo
a.C., la lotta e il sacrificio dei bufali sono connessi a riti di
fertilità legati all’acqua. Tale simbolismo non è sfuggito nemmeno al
regista Francis Ford Coppola, che nelle scene finali di Apocalypse now
raffigura proprio il sacrificio del bufalo come metafora della morte del
Re-Kurtz e della sua rinascita come Re-Willard.
Il legame tra il bufalo e lo spirito marziale vietnamita non rappresenta
solo un lacerto di tempi antichi, continuando ad essere vivo
nell’immaginario viet. Non a caso, è un bufalo a far da mascot in
occasione dei ventiduesimi giochi Asean.
Seguendo tale simbologia, l’anno del bufalo è generalmente considerato
dagli indovini vietnamiti come un anno che promette stabilità,
conseguita, però, a costo di fatiche e duro lavoro. L’attività agricola
è particolarmente favorita, così come i rapporti all’interno della
famiglia. Il principio “terra” che caratterizza quest’anno conferisce
ancora più stabilità al segno, ma il carattere yin aumenta il senso di
chiusura e contrasta l’espansività. Sebbene nel calendario cinese il
segno di quest’anno, ovvero il bue, sia associato proprio alla terra, la
variante vietnamita assegna anche all’acqua, dal carattere più impetuoso
e mutevole, un’influenza sul proprio “bufalo”.
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