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Già negli anni Novanta gli stati delle piccole isole oceaniche con l'acqua alla gola avevano costituito l'AOSIS (Alliance of Small Island States), un'associazione che ha provato a far valere le ragioni della propria sopravvivenza nei summit sul clima delle Nazioni Unite. Temevano che nell'arco di un secolo i loro territori, in buona parte con un'altezza massima di un metro sul livello del mare, venissero spazzati via dalla crescita degli oceani. A Tuvalu, piccolo arcipelago della Polinesia, il processo di
cancellazione dello stato è già iniziato. L'acqua cresce, il sale si
infiltra nelle falde di acqua dolce e la disperazione sta spingendo alla
fuga i 12mila abitanti: nel 2006 hanno chiesto asilo ambientale alla
Nuova Zelanda, e a migliaia hanno già cominciato ad andarsene, perché
sanno di non poter fermare il mare. Se fino a qualche anno fa erano le guerre la causa principale
delle emigrazioni di massa, oggi il motivo principale di fuga è legato
agli eventi estremi moltiplicati dal caos climatico. L'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati stima che entro il
2050 si arriverà a 200 - 250 milioni di profughi ambientali.
Dalla Versilia al Vietnam,
così va giù il mondo. CINA Tra le aree più a rischio c'è il delta del Fiume Giallo, impoverito al punto da non riuscire spesso a raggiungere il mare, un fenomeno che ha già alterato la linea di costa. BANGLADESH Il litorale del Bangladesh ha cambiato fisionomia sotto i colpi del mare montante. Se l'oceano salirà di un metro il paese perderà il 17,5% del suo territorio. VIETNAM La Banca Mondiale ha posto il Vietnam nella lista delle nazioni più minacciate dall'innalzamento delle acque. A rIschio in particolare il delta del Mekong, dove vivono più di 17 milioni di persone. STATI UNITI Le città costiere più vulnerabili sono 12: da New York a Boston, da San Francisco a Los Angeles, da Miami a New Orleans. SALVADOR e GUYANA I tratti di coste basse sono ampie la percentuale di popolazione minacciata dalla possibilità di un esodo obbligato è alta. AUSTRALIA Tra le vittime del riscaldamento climatico c'è la grande barriera corallina: il riscaldamento e l'acidificazione dell'oceano la stanno uccidendo.
MOZAMBICO È uno dei paesi più colpiti dalle alluvioni
costiere, che si ripetono a ritmo sempre più frequente
con conseguenze drammatiche: il numero delle vittime
continua a crescere. |