ARCHITETTURA DA EXPORT
I professionisti genovesi guardano alle opportunità in Vietnam e Paraguay
 


GENOVA? Da esportare!
Recupero dei centri storici e waterfront al centro di progetti in Vietnam e Paraguay

IL "SAPER FARE". Giorgio Parodi, presidente dell'Ordine: “La nostra cultura è la più adatta”.

GENOVA. Lo scenario cittadino, ragionale e anche nazionale è asfittico? Allora bisogna «avere il coraggio» di andare all'estero a cercare occasioni di lavoro. L'invito è del presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Genova, Giorgio Parodi, rivolto in particolare ai giovani professionisti, che rappresentano la quota maggioritaria degli iscritti: su 2.752, ben 910 hanno fra i 31 e i 40 anni e 892 fra i 40 e i 50.
Da qui, la spinta dell'Ordine a guardare al mercato straniero con una serie di missioni mirate che stanno cominciando a dare frutti, oltre a iniziative locali per spingere interventi come l'edilizia sociale, a cui ieri è stato dedicato un convegno nella Sala delle grida della Borsa, chiamando tutti i protagonisti intorno al tavolo.
Sul fronte estero, due sono le iniziative più ravvicinate: l'allestimento ad Hanoi, capitale del Vietnam, di una mostra dedicata all'architettura nel nostro Paese, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, inserita in una serie di iniziative sul "saper fare italiano tra presente, passato e futuro", e uno studio sulla possibilità di applicazione ad Asuncion, capitale del Paraguay, che l'anno prossimo festeggerà il bicentenario della Repubblica, degli strumenti di pianificazione urbanistica e di gestione finanziaria sperimentati a Genova in occasione delle opere del 2004 e degli interventi di recupero del centro storico.
Entrambe fanno seguito a conferenze e mostre attraverso cui Genova ha raccontato se stessa.
«Anche se distanti, Hanoi ed Asuncion, presentano caratteristiche vicine alle nostre esperienze - spiega Parodi - per quanto riguarda i progetti di recupero del centro storico e del waterfront, interventi che le due capitali sono chiamate nell'immediato futuro ad affrontare».
In zone dove è più adatta la microchirurgia, capace di non cancellare un tessuto che va comunque almeno in parte preservato, il "saper fare" italiano - e genovese in particolare - può avere buone possibilità di successo e offrire occasioni di lavoro agli architetti e alle 'imprese di casa nostra.
«Quello estero è un mercato più aperto e ricco di occasioni, non solo per archistar come Piano, che fra l'altro ad Hanoi realizzerà il nuovo teatro, o Fuksas - dice l'architetto Diego Zoppi, consigliere dell'Ordine che si occupa in particolare delle missioni estere. La cultura anglosassone, i grandi mall commerciali, la città verticale, sta diventando un paradigma nel mondo: noi cerchiamo di esportare un altro tipo di cultura".
Con un occhio di riguardo alla sostenibilità e alla bioarchitettura, al centro del Premio Biennale nazionale Intraluoghi, a cui quest’anno la città tedesca di Friburgo - all'avanguardia in questo campo - offrirà la vetrina, presentando una panoramica di venti opere realizzate dagli studi di architettura italiani.

ANDREA PLEBE Il Secolo XIX – 15 dicembre 2010 - plebe@ilsecoloxix.it