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Ritrovate le memorie di una giovane uccisa in guerra
Furono scoperte per caso da un militare americano
LONDRA - L'hanno chiamata l'"Anna Frank
del Vietnam". I suoi diari, ritrovati un anno fa da un militare
americano, raccontano le speranze di una vita finita troppo in fretta,
nel 1970 a 27 anni, combattendo contro l'odiato nemico yankee. Oggi
quelle memorie sono diventate un bestseller, il suo paese natale le ha
intitolato un ospedale e organizza addirittura giri turistici sui "suoi"
luoghi. E presto saranno tradotti. L'eco della guerra arriva da una
soffitta americana. Da un diario trovato in un villaggio in fiamme e poi
lasciato in fondo a un baule per decenni. Porta il suono delle bombe
sganciate dai soldati Usa sul Vietnam, le urla dei feriti, la rabbia e
il coraggio di una dottoressa in prima linea. Dang Thuy Tram, il nome
dell'autrice di quelle pagine. Un nome che fino a poco tempo fa non
diceva nulla e oggi sta diventando un simbolo della memoria da una parte
all'altra del Pacifico.
La donna fu uccisa durante una battaglia nel 1970, a 27 anni. Aveva
trascorso i precedenti tre a curare i vietcong. Con loro in trincea. Con
loro a maledire gli yankee, ma anche a criticare il partito, a piangere
in silenzio, a sperare nella fine di tutto quell'inferno. Il suo diario
è tornato alla luce quasi per caso un anno fa. E in Vietnam l'hanno già
ribattezzata la Anna Frank nazionale, racconta il domenicale britannico
The Observer. Anche se non si era dovuta nascondere, anche se non è
morta in un lager. Il libro è diventato un best seller, il suo paese
natale le ha intitolato un ospedale, e la provincia di Quang Ngai, dove
lei aveva lavorato, organizza addirittura giri turistici sui "suoi"
luoghi.
Eppure quegli appunti non sono solo una celebrazione delle glorie rosse.
"Ci sono vermi e insetti che divorano l'onore del Partito", annota Dang
Thuy Tram in un passaggio, sfogando la sua insofferenza contro i boss
comunisti che avevano rifiutato la richiesta di tesseramento della
giovane dottoressa borghese, figlia di un chirurgo e di una
professoressa universitaria. "Se non annienteremo tutti quei vermi e
quegli insetti, essi distruggeranno il nostro amore per il partito e il
nostro credo".
Dang
Thuy Tram, 18 anni, con compagni di classe
La prima pagina del diario porta la data dell'8 settembre 1968: "Ho
fatto un'operazione di appendicite quasi senza medicinali. Soltanto un
po' di novocaina, ma quel govane soldato non ha pianto né urlato. Ha
continuato a sorridere per incoraggiarmi. Guardando quel sorriso tirato
sulle sue labbra inaridite, conoscendo il suo dolore, ho sofferto. Molto
male, il suo stomaco era infettato, ma non per l'appendicite. Ho provato
a cercare la causa per un'ora, ma non sono riuscita a capire. Gli ho
accarezzato leggermente i capelli. Gli avrei voluto dire quanto pazienti
come lui, che non riesco a curare, mi provochino angoscia. Come la
memoria di quelli come lui non svanirà".
Accanto alla compassione e alla disperazione, l'ira. Che esplode senza
freni contro gli americani quando a cadere in battaglia o a smettere di
respirare nell'ospedale improvvisato è un amico. "Come suscita odio
tutto questo. Siamo tutti umani, ma alcuni sono così crudeli da voler
bagnare il loro albero d'oro con il sangue degli altri. Non c'è mai
abbastanza per soddisfare la cupidigia e le folli ambizioni di questi
demoni assetati di sangue". La storia di come il diario di Dang Thuy
Tram sia uscito dall'oblio sembra un romanzo. Un ufficiale
dell'intelligence Usa l'aveva trovato in Vietnam. Stava per gettarlo in
un falò considerandolo un documento non interessante da trasmettere a
Washington quando l'interprete lo fermò.
Ufficiale Frederic
Whitehurst

"Fred, non bruciarlo - disse - c'è già abbastanza fuoco in quelle
pagine". Venti anni dopo l'ufficiale e suo fratello decisero di tradurre
quel testo e di cercare di rintracciare la famiglia dell'autrice. Ne
parlarono a un seminario dell'Archivio vietnamita della Tech Texas
University e uno degli ascoltatori si impegnò a ritrovare i parenti
della dottoressa. La madre di Dang Thuy Tran impiegò dieci giorni per
leggere quelle pagine. Si fermava a piangere a ogni paragrafo. E ora
centinaia di migliaia di vietnamiti fanno lo stesso. Presto uscirà la
versione inglese del libro. Ma già gli stralci, pubblicati su internet,
commuovono anche gli yankee.
10 aprile 2006 |